3 app per la gestione della cronicità

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La gestione della cronicità è uno degli ambiti dove la mobile health, cioè tutto l’insieme di app e di dispositivi portatili, trova maggior esplicazione. Aiutare le persone malate a ricordare a che ora assumere un farmaco, misurare i propri valori, recarsi alle visite, ma anche migliorare la propria condizione di malato, e soprattutto la qualità della propria vita. Proponiamo qui alcune app che riassumono il ventaglio di possibilità che la tecnologia può offrire gratuitamente a chiunque per aiutarsi a gestire la propria cronicità.

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OCSE: troppo internet a scuola non aiuta l’apprendimento

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Quello che emerge da un recente report OCSE sembra avere quasi dell’incredibile. Siamo abituati a dare per scontato che potenziare sempre di più la digitalizzazione dei ragazzi, specie a scuola, sia cosa buona e giusta per allineare i nostri giovani agli standard europei, ma a quanto pare ciò è vero solo fino a un certo punto. L’informatizzazione nei sistemi scolastici non pare infatti colmare quello che è il gap fra gli studenti più dotati e quelli meno dotati.

Secondo l’OCSE la possibilità di usare il pc e internet a scuola e fuori da scuola aiuterebbe nell’apprendimento, ma se questa opportunità si trasforma in un’esagerazione in termini di ore passate sul web, i benefici non sarebbero poi così tanti, sia nell’apprendimento stesso, che nel comportamento dei ragazzi in relazione agli orari scolastici. E c’è di più, l’informatizzazione non sarebbe in realtà un livellante sociale: l’impronta dello status socioeconomico dei diversi paesi sui risultati scolastici dei propri studenti è ancora forte, e questo perché la digitalizzazione non coinvolge tutti allo stesso modo. Le disuguaglianze sociali in merito al numero di devices posseduti per famiglia fra i paesi OCSE, sono ancora assai evidenti.

1 studente su 6 si sente solo a scuola

Ma vediamo più da vicino questi dati. Anzitutto il 96% degli studenti nei paesi OCSE dichiara di avere una connessione internet a casa, e il 70% di essi usa quotidianamente internet a scuola: per studiare e per fare i compiti, per condividere documenti ma soprattutto per comunicare con i propri compagni attraverso chat o email. Ma soprattutto, 1 studente su 6 fra chi si considera un extreme internet user, afferma di sentirsi solo a scuola.

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L’israeliana uMoove cattura i movimenti oculari e secondo Forbes cambierà il mondo

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Forbes l’ha definita come una delle 10 “health tech” companies che cambieranno il mondo: si chiama uMoove ed è una startup israeliana fondata nel 2010, che commercia app per trasformare un semplice smartphone in un dispositivo di eye-tracking.Grazie a una serie di algoritmi, uMoove è in grado di catturare e analizzare i nostri movimenti oculari.

Le applicazioni di questa tecnologia sono molte, ed essa è attualmente concessa in licenza a decine di produttori di hardware e software per giochi, sistemi di pubblicità, applicazioni di realtà aumentata wearable. Al momento, secondo quanto si apprende dal loro sito web, sarebbero una ventina i brevetti depositati.
All’inizio del 2014 uMoove ha lanciato il primo gioco su App Store, che consente ai giocatori di controllare i loro movimenti muovendo semplicemente la testa. In altre parole l’avatar si dirige dove l’utente in quel momento sta guardando. Secondo quanto raccontato dal giornale GeekTime nel gennaio 2014, uMoove avrebbe usufruito di un finanziamento di un milione di dollari.

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LIBRI – Perché il touchscreen non soffre il solletico?

OggiScienza

Schermata 2014-06-02 alle 16.10.39LIBRI – Nell’epoca di Harry Potter tutti i bambini – e non solo – hanno sognato almeno una volta di possedere il mitico mantello dell’invisibilità per sfuggire ad esempio alle grida dei genitori o alla temuta interrogazione di matematica. Ma è possibile oggi realizzare un mantello siffatto? Andare indietro nel tempo o teletrasportarsi da un luogo a un altro?

A queste e altre curiose domande cerca di rispondere “Perché il touchscreen non soffre il solletico” il nuovo nato in casa Teste Toste, la collana che racconta la scienza ai bambini, edita da Editoriale Scienza e vincitrice nel 2013 del Premio Andersen come miglior collana di divulgazione. Sorprendentemente, sfogliando le pagine di questo libro si scopre che sfruttare i vantaggi del mantello dell’invisibilità è sempre più possibile grazie ai metamateriali, materiali innovativi che sono in grado di modificare la direzione della luce, facendo scomparire un qualsivoglia oggetto dalla nostra…

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