I consigli di lettura di Oggiscienza per l’estate

OggiScienza

Ecco dieci libri per l’estate, buona lettura dalla redazione di OggiScienza! Crediti immagine: Pixabay

LIBRI – Anche quest’anno è arrivato il momento dei consigli di lettura di OggiScienza per l’estate e, come da tradizione, proponiamo 10 libri imperdibili sulla scienza pubblicati in questi primi mesi del 2017 (anche se la scelta come al solito è difficile), per provare ad accontentare tutti i gusti.

Per gli appassionati di matematica e fisica segnaliamo due bei testi. Il primo è L’ordine del tempo (Adelphi), del noto fisico e oramai divulgatore Carlo Rovelli, che si appresta a diventare un vero e proprio best seller come lo è stato Sette brevi lezioni di fisica. Come si apprende dal titolo, in quest’opera Rovelli si concentra sulla questione del tempo e dei suoi risvolti più misteriosi, sin dai tempi di Newton fino ad arrivare a Einstein, alla meccanica quantistica e alle teorie sulla gravità a loop, di cui…

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Come la rivoluzione genomica potrebbe aiutare l’Africa

OggiScienza

Solo il 3% delle ricerche che studiano le correlazioni tra genotipo e fenotipo riguarda popolazioni africane. Crediti immagine: Public Domain

ESTERI – Una delle parole d’ordine in ambito medico oggi è “medicina personalizzata”. Un approccio terapeutico che tenga conto cioè delle peculiarità genetiche di ogni individuo, o per lo meno di gruppi di individui, in modo da massimizzare l’efficacia di una diagnosi o di una cura, riducendo al minimo i suoi aspetti negativi. Tutto questo grazie a una conoscenza sempre più dettagliata dei nostri profili genetici, individuali e di popolazione. Una medicina personalizzata, che negli ultimi decenni, grazie al crescente bagaglio di conoscenze genetiche, è diventata “medicina di precisione”.

Il punto è che per ovvie ragioni, popolazione che vai, genetica che trovi, e sotto questo aspetto la medicina di precisione oggi sembra essere ancora fortemente terreno di disuguaglianza. Sebbene qualcosa stia iniziando a cambiare, finora…

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Scienza e religione: prove tecniche di intesa

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Che un gruppo di eminenti scienziati ed ecclesiastici si ritrovi per confrontarsi sull’evoluzione del dialogo fra scienza e religione è un evento raro, ma che era nell’aria. Non a caso, più di un anno fa Giuseppe Remuzzi e Richard Horton avevano auspicato dalle pagine di Lancet – e di scienzainrete – una ripresa del dialogo fra scienza e religione dopo il segnale di grande attenzione verso le potenzialità della ricerca scientifica lanciato da Papa Francesco con l’Enciclica “Laudato si'”.

Ed ecco che l’incontro proposto in quella occasione ha finalmente avuto luogo pochi giorni fa presso il Nobile Collegio Farmaceutico con il titolo The Future of Humanity through the Lens of Medical Science: Rewriting the Contract. A 400 anni dal processo di Galileo si ritenta quindi un dialogo per provare a dirimere le attuali controversie etiche poste dalla scienza. Insomma, nientemeno che la domanda delle domande, cui hanno cercato di rispondere, fra gli altri, gli stessi Richard Horton e Giuseppe Remuzzi, il Cardinale Gianfranco Ravasi, i Premi Nobel Eric Chivian e Mario Capecchi, la senatrice Elena Cattaneo e Silvio Garattini dell’Istituto Mario Negri.

Già nel 1927, all’indomani del Quinto Congresso Solvay che consacrò la meccanica quantistica, Bohr, Heisenberg e colleghi discutevano animatamente sul dialogo fra scienza e religione in un mondo che la scienza si accingeva a cambiare, come racconta dettagliatamente lo stesso Heisenberg in un suo scritto raccolto in “Fisica e oltre” (qui). Novant’anni dopo abbiamo assistito alle drammatiche conseguenze di alcune applicazioni della scienza. La ricerca progredisce ponendo nuovi dilemmi morali, ma offrendo anche nuove soluzioni ad alcune emergenze contemporanee. Parliamo per esempio delle conseguenze dei cambiamenti climatici, degli sviluppi possibili dell’editing genetico, e dell’intelligenza artificiale per le generazioni future.

Il convegno si è strutturato intorno a quattro perni principali. Si è iniziato parlando dei cambiamenti climatici e delle conseguenze sulla vita dell’uomo, dalle cosiddette “migrazioni ambientali” ai numerosi problemi di salute per la popolazione, fra la globalizzazione delle nuove malattie infettive e l’incidenza crescente della multicronicità, che da un lato è fisiologica, dovuta all’invecchiamento della popolazione, dall’altro è gravata dall’inquinamento. Un dato su tutti per esempio – messo in luce da John Sweeney – è il seguente: se la temperatura dovesse aumentare di 1,5 gradi centigradi nei prossimi decenni, il 40% delle città del mondo sarebbe da considerarsi “stressed”; se i gradi in più dovessero essere 4, allora sarebbe l’80% delle zone urbane del mondo a dover convivere – troppo tardi – con le conseguenze dei nostri errori.

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Collaborazioni internazionali: ecco la classifica di Nature. E l’Italia primeggia nella fisica

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La collaborazione internazionale fra centri di ricerca oltre a essere senza dubbio un punto di forza per un paese, ci fornisce il polso della situazione su diversi aspetti della ricerca stessa, fra cui quello geopolitico, cioè capire come si stanno muovendo le forze in gioco sulla plancia mondiale. Oltre a dirci se come paese stiamo facendo abbastanza. Per fare un esempio, dai dati emerge che gli Stati Uniti e la Cina stanno hanno all’attivo numerose collaborazioni nell’ambito delle scienze ambientali e del global warming.

La rivista Nature ha pubblicato in questi giorni una piattaforma ricca di dati, navigabili in modo semplice e interattivo, che raccontano il mondo delle collaborazioni scientifiche fra i diversi paesi del mondo, proponendo una classifica delle 100 istituzioni più “virtuose” in questo senso, secondo il Nature Index, che misura le occorrenze delle affiliazioni degli autori di articoli pubblicati sulle 68 maggiori riviste scientifiche mondiali fra il 1 settembre 2015 e il 31 agosto 2016.

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