Sulla manifestazione dei Negazionisti a Roma

Secondo me l’immenso Ravasi oggi sul Domenicale ha scritto la cosa più intelligente che ho letto in queste ore sulla manifestazione dei Negazionisti di ieri a Roma. O almeno, io ho inteso questo articolo in tal senso, anche se si parla di qualcosa di apparentemente molto lontano.

L’enorme mole di commenti sprezzanti di ieri nei confronti di queste persone mi ha nauseata, tanto che ho proprio chiuso Facebook e twitter anche se mi volevo informare. Mi ha nauseata anche l’immane aggressività delle parole dette dai manifestanti, chiaramente.

Ma una volta di più ho pensato che forse stiamo sbagliando, nel complesso, a interpretare questo tipo di eventi. L’uomo non può (ancora?) permettersi di bypassare la riflessione su che cos’è la Credenza. Abbiamo invece troppo velocemente lasciato la questione a filosofi della religione e teologi (che sono due cose diverse).

E se invece fosse questo il vero terreno comune da cui ripartire? Mi pare sia un errore pensare di essere in una fase “successiva”, scientocratica, in cui qualcuno – sfigato e tocco – è rimasto indietro.

A livello cognitivo siamo sempre gli stessi: maiali che cercano lapislazzuli nel fango melmoso della Credenza; solo che da un 100 anni la maggior parte di noi ha riconosciuto un metodo che reputa sufficiente a colmare la propria fame di senso su molte questioni, seppur non tutte.

Sappiamo ancora così poco delle basi fisiche della nostra coscienza – e basta leggere i libri di Oliver Sacks o delle collane di neuroscienze di Raffaello Cortina Editore per rendersi conto delle dimensioni – che forse dobbiamo fare un passo indietro e ricominciare a ragionare massivamente non solo su come raccontare il metodo scientifico, ma su come funzionano i sistemi di credenza di noi esseri umani.

Non significa che non continuerò a impegnarmi ogni giorno per diffondere la cultura della razionalità, del dato, chiaramente.

I consigli di lettura di Oggiscienza per l’estate

OggiScienza

Ecco dieci libri per l’estate, buona lettura dalla redazione di OggiScienza! Crediti immagine: Pixabay

LIBRI – Anche quest’anno è arrivato il momento dei consigli di lettura di OggiScienza per l’estate e, come da tradizione, proponiamo 10 libri imperdibili sulla scienza pubblicati in questi primi mesi del 2017 (anche se la scelta come al solito è difficile), per provare ad accontentare tutti i gusti.

Per gli appassionati di matematica e fisica segnaliamo due bei testi. Il primo è L’ordine del tempo (Adelphi), del noto fisico e oramai divulgatore Carlo Rovelli, che si appresta a diventare un vero e proprio best seller come lo è stato Sette brevi lezioni di fisica. Come si apprende dal titolo, in quest’opera Rovelli si concentra sulla questione del tempo e dei suoi risvolti più misteriosi, sin dai tempi di Newton fino ad arrivare a Einstein, alla meccanica quantistica e alle teorie sulla gravità a loop, di cui…

View original post 781 altre parole

Come la rivoluzione genomica potrebbe aiutare l’Africa

OggiScienza

Solo il 3% delle ricerche che studiano le correlazioni tra genotipo e fenotipo riguarda popolazioni africane. Crediti immagine: Public Domain

ESTERI – Una delle parole d’ordine in ambito medico oggi è “medicina personalizzata”. Un approccio terapeutico che tenga conto cioè delle peculiarità genetiche di ogni individuo, o per lo meno di gruppi di individui, in modo da massimizzare l’efficacia di una diagnosi o di una cura, riducendo al minimo i suoi aspetti negativi. Tutto questo grazie a una conoscenza sempre più dettagliata dei nostri profili genetici, individuali e di popolazione. Una medicina personalizzata, che negli ultimi decenni, grazie al crescente bagaglio di conoscenze genetiche, è diventata “medicina di precisione”.

Il punto è che per ovvie ragioni, popolazione che vai, genetica che trovi, e sotto questo aspetto la medicina di precisione oggi sembra essere ancora fortemente terreno di disuguaglianza. Sebbene qualcosa stia iniziando a cambiare, finora…

View original post 1.174 altre parole

Scienza e religione: prove tecniche di intesa

Reblogged from Scienza in Rete

Che un gruppo di eminenti scienziati ed ecclesiastici si ritrovi per confrontarsi sull’evoluzione del dialogo fra scienza e religione è un evento raro, ma che era nell’aria. Non a caso, più di un anno fa Giuseppe Remuzzi e Richard Horton avevano auspicato dalle pagine di Lancet – e di scienzainrete – una ripresa del dialogo fra scienza e religione dopo il segnale di grande attenzione verso le potenzialità della ricerca scientifica lanciato da Papa Francesco con l’Enciclica “Laudato si'”.

Ed ecco che l’incontro proposto in quella occasione ha finalmente avuto luogo pochi giorni fa presso il Nobile Collegio Farmaceutico con il titolo The Future of Humanity through the Lens of Medical Science: Rewriting the Contract. A 400 anni dal processo di Galileo si ritenta quindi un dialogo per provare a dirimere le attuali controversie etiche poste dalla scienza. Insomma, nientemeno che la domanda delle domande, cui hanno cercato di rispondere, fra gli altri, gli stessi Richard Horton e Giuseppe Remuzzi, il Cardinale Gianfranco Ravasi, i Premi Nobel Eric Chivian e Mario Capecchi, la senatrice Elena Cattaneo e Silvio Garattini dell’Istituto Mario Negri.

Già nel 1927, all’indomani del Quinto Congresso Solvay che consacrò la meccanica quantistica, Bohr, Heisenberg e colleghi discutevano animatamente sul dialogo fra scienza e religione in un mondo che la scienza si accingeva a cambiare, come racconta dettagliatamente lo stesso Heisenberg in un suo scritto raccolto in “Fisica e oltre” (qui). Novant’anni dopo abbiamo assistito alle drammatiche conseguenze di alcune applicazioni della scienza. La ricerca progredisce ponendo nuovi dilemmi morali, ma offrendo anche nuove soluzioni ad alcune emergenze contemporanee. Parliamo per esempio delle conseguenze dei cambiamenti climatici, degli sviluppi possibili dell’editing genetico, e dell’intelligenza artificiale per le generazioni future.

Il convegno si è strutturato intorno a quattro perni principali. Si è iniziato parlando dei cambiamenti climatici e delle conseguenze sulla vita dell’uomo, dalle cosiddette “migrazioni ambientali” ai numerosi problemi di salute per la popolazione, fra la globalizzazione delle nuove malattie infettive e l’incidenza crescente della multicronicità, che da un lato è fisiologica, dovuta all’invecchiamento della popolazione, dall’altro è gravata dall’inquinamento. Un dato su tutti per esempio – messo in luce da John Sweeney – è il seguente: se la temperatura dovesse aumentare di 1,5 gradi centigradi nei prossimi decenni, il 40% delle città del mondo sarebbe da considerarsi “stressed”; se i gradi in più dovessero essere 4, allora sarebbe l’80% delle zone urbane del mondo a dover convivere – troppo tardi – con le conseguenze dei nostri errori.

Read More