Corso AVANZATO sulla comunicazione sanitaria online: promo fino al 17 settembre

Cari amici,

La scorsa settimana abbiamo terminato la prima parte di HealthCom Program corso sulla Comunicazione Sanitaria sui Social Media, e siamo pronti per iniziare la parte AVANZATA, che si terrà in 5 lezioni dal 1 ottobre al 10 dicembre!

Le iscrizioni al corso AVANZATO sono ancora aperte, con uno sconto notevole fino al 17 settembre!

Dopo il posizionamento, l’analisi del target, il Funnel, il piano editoriale, l’email marketing base e i primi passi sull’utilizzo dei nuovissimi social, parleremo di email marketing avanzato, di scrittura per l’online, di SEO, di come organizzare eventi vincenti...

Questi primi mesi sono stati stimolanti per me, per noi. 34 persone fra medici ospedalieri, infermieri, dentisti, ortopedici, biologi, comunicatori della scienza, gestori di centri medici, (e sicuramente ho dimenticato qualcuno) motivati a imparare come strutturare una propria strategia di comunicazione sanitaria efficace per tutti, mirata, corretta, onesta.

Vi aspetto!

Se siete curiosi/e potete sbirciare intanto il nostro gruppo Facebook HealthCom Program – Class, aperto a tutti iscritti e non, dove ci confrontiamo su questi temi.

Tutte le info, le recensioni ecc, nel nostro sito: www.healthcomprogram.it

Prossimità di incontri, persone e luoghi. Chiacchiera con Marco Belpoliti

Oggi è uscito il nuovo numero di Forward – Recenti Progressi in Medicina, de Il Pensiero Scientifico Editore sulla Prossimità.

Accoglie una chiacchierata con Marco Belpoliti, che ho avuto la fortuna di fare un paio di mesi fa.

C’è anche un ricordo di Giulia Niccolai, che ci ha lasciati proprio mentre queste pagine andavano in stampa.

[È scritto in prima persona, cosa che non posso fare quasi mai, ma che è il modo per me più naturale di esprimermi. Quindi grazie ragazzi per avermi lasciata fare…]

Lo trovate qui

[Webinar gratuito] COME COMUNICARE LA SALUTE AI GIOVANISSIMI?

Sfido ognuno di noi a dire che almeno una volta non si è posto la domanda “ma come li raggiungo i giovanissimi?”

Giovedì 15 aprile alle 18 abbiamo organizzato un webinar gratuito di un’oretta con Eugenio Santoro, Ricercatore in Informatica Medica dell'”Istituto Mario Negri” di Milano che condividerà gli esiti delle sue ultime ricerche su comunicazione sanitaria su YouTube e TikTok.

ISCRIZIONI QUI

Quando lo smartworking sconfina nel work-holism (E quando nel Monaworking)?

In questi giorni la Fondazione Studi Consulenti sul Lavoro ha pubblicato un documento  dal titolo Gli indici “rivelatori” dello sfruttamento del lavoratore nella giurisprudenza di legittimità, che esamina le sentenze della Corte di Cassazione, emesse dal 2015 a oggi sullo sfruttamento dei lavoratore, estrapolando alcuni indici per misurare con più precisione questa condizione.

In sintesi è da ravvisare un’ipotesi di sfruttamento quando sussistono una o più delle seguenti condizioni:

  • reiterate retribuzioni palesemente difformi dai contratti collettivi nazionali o territoriali stipulati dalle organizzazioni sindacali più rappresentative a livello nazionale;
  • una reiterata violazione della normativa relativa all’orario di lavoro, ai periodi di riposo, al riposo settimanale, all’aspettativa obbligatoria, alle ferie;
  • accertate violazioni delle norme in materia di sicurezza e igiene nei luoghi di lavoro;
  • una sottoposizione del lavoratore a condizioni di lavoro, a metodi di sorveglianza o a situazioni alloggiative degradanti”.

Il documento precisa che in queste diciture sono incluse come sfruttamento la mancata previsione di ferie, condizioni di trasporto non igieniche o che costringono il lavoratore a viaggiare in piedi o seduto a terra; l’attività lavorativa prestata sotto minaccia di licenziamento e la mancata autonomia di  recarsi autonomamente all’occorrenza, presso i servizi igienici, dovendo utilizzare, previa autorizzazione del datore di lavoro, una scheda magnetica per essere monitorato. La definizione qui è tratta da una sentenza che riguardava appunto dei braccianti, ma l’obbligo di recarsi ai servizi solo in alcuni precisi e contati momenti della giornata, spesso cadenzati da una campanella, sussiste regolarmente ancora in grossa parte del mondo operaio all’interno della fabbrica. E ancora norma per molti operai in contesti aziendali perfettamente regolari non potersi fisicamente alzare dalla postazione di lavoro se non in momenti prestabiliti.

Continua su Il Sole 24 Ore