La cruciale presa in carico di persone con disturbo bipolare

L’alternanza di umore depresso e stati con percezione di onnipotenza è più comune di quanto si pensi, e in alcuni soggetti può sfociare in una malattia invalidante se non sono prese in carico. Per queste persone è importante avere accesso a terapie tempestive e adeguate, ma in Italia questo settore ha risorse insufficienti rispetto ai bisogni

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32 donne al giorno finiscono al Pronto Soccorso per violenza. Ma solo per una su 10 si sa chi è stato 32

11.771 sono le donne che nel 2021 sono state curate al Pronto Soccorso in seguito a un episodio classificato come violenza come contusioni, traumi, distorsioni di arti. 32 donne al giorno. 18,4 accessi per questo motivo su 10 mila accessi complessivi. Come se ogni giorno 32 ospedali in 20 regioni italiane avessero dovuto accogliere una donna dopo un episodio di violenza subita. Nello specifico fra le donne il 5% delle dimissioni ospedaliere con indicazione di violenza ha avuto come esecutore un familiare: il 2,8% il padre, il patrigno o il fidanzato (era l’1,9% nel periodo pre-pandemico), il 2,15% il consorte o il partner e lo 0 24% un altro familiare.
Se sembrano cifre basse, si consideri che l’informazione sull’esecutore della violenza è ancora poco presente nei dati raccolti: si hanno dati su chi è stato a commettere la violenza solo per il 10,8% dei ricoveri femminili.

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Vizio di mente, fra psichiatria e codice penale

Una donna, dopo aver compiuto un duplice omicidio in famiglia, si è costituita. È stata condannata ma prosciolta in primo grado a seguito di una diagnosi di schizofrenia, che tuttavia non è stata confermata in secondo grado. Attualmente la donna sta attendendo in carcere il risultato di una terza perizia, richiesta in Corte d’appello.

A lavorare a questa terza delicata perizia è Enrico Zanalda, psichiatra e presidente della Società italiana di psichiatria forense. “Una situazione come questa è al limite, perché per certi versi si può diagnosticare nella donna la presenza di tratti schizofrenici nel momento in cui è stato commesso il reato, per altri no.” A seconda di come andrà la perizia, il destino dell’omicida sarà molto diverso: se si decide per il vizio di mente, la donna verrà prosciolta e verrà presa in carico dai servizi territoriali o dalle Residenze per l’esecuzione delle misure di sicurezza (REMS), a seconda del caso; senza vizio di mente sconterà invece la sua pena in carcere.

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Abbiamo chiesto a 10 medici di interrogare ChatGPT. Ecco quello che è emerso 

Ecco che cosa succede quando poni domande mediche a #ChatGPT.

Ho chiamato 10 medici, in 10 specialità diverse, chiedendo loro di fare questo esperimento e commentarmi il risultato.

PS. In realtà l’articolo l’abbiamo fatto quasi un mese fa, ma il giorno in cui era pronto il Garante della privacy ha bloccato ChatGPT in Italia… insomma sono sempre la giornalista più tempestiva ever (ironic)…

In questi giorni è tornata operativa.

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