Quanta droga c’è nelle fogne di Milano? 

Meno di tante altre grosse città europee. Nel 2025 Milano è risultata essere rispettivamente al 53mo e al 67mo posto su 140 città europee per consumo medio giornaliero di cocaina e metanfetamina, all’83mo posto su 100 per consumo di cannabis, al 76mo su 130 per MDMA e agli ultimi posti riguardo alle Amfetamine.
Lo mette nero su bianco la Wastewater analysis and drugs — a European multi-city study dell’European Union Drug Agency, che si basa sull’analisi delle acque reflue.
Una seconda città esaminata è Bolzano, che mostra una presenza di queste sostanze molto inferiore rispetto a Milano.

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Cibi ultraprocessati e cancro: perché il consumo cresce anche in Italia

Sempre più dati mostrano che i cibi ultraprocessati, basati cioè su ingredienti di basso valore nutrizionale ma molto energetici (come grassi saturi e sciroppo di glucosio-fruttosio) e ricchi di additivi (come coloranti ed esaltatori di sapidità), aumentano il rischio di cancro, in particolare del tumore del colon-retto. Purtroppo, però, il consumo di questi cibi è in aumento, anche nelle popolazioni di Paesi come il nostro, che tradizionalmente adottano la dieta mediterranea, indicata come la più salutare dalle linee guida per la prevenzione oncologica.

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È finito il mito del diventare avvocato o ingegnere. Serve più Life-work balance 

C’era un tempo in cui le famiglie italiane sognavano per i propri figli una scrivania con la targa dorata: avvocato, architetto, ingegnere. Tre professioni capaci di evocare status sociale, reddito sicuro e rispettabilità. Quel tempo, tuttavia, sembra definitivamente tramontato. I dati raccolti dal Consorzio Interuniversitario AlmaLaurea che abbiamo scrematofotografano con impietosa chiarezza un cambiamento epocale nelle scelte universitarie dei giovani italiani: in meno di vent’anni, le iscrizioni a Giurisprudenza e ad Architettura si sono quasi dimezzate, in una parabola discendente che non accenna ad arrestarsi. Parallelamente, le nuove generazioni fanno registrare un boom in materie umanistiche, filosofia in testa.

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Degenerazione maculare avanzata, un microimpianto retinico wireless per tornare a vedere 

Nello studio clinico PRIMAvera, oltre l’80% dei partecipanti ha recuperato una visione centrale significativa

Un piccolo dispositivo, grandi speranze. È questa la sintesi dello studio clinico internazionale PRIMAvera, i cui risultati sono stati pubblicati sul New England Journal of Medicine e che potrebbe cambiare radicalmente la qualità di vita di milioni di persone affette da degenerazione maculare senile (AMD) in stadio avanzatoIl protagonista è il sistema PRIMA: un microimpianto retinico wireless da soli 2×2 mm, capace di sostituire le cellule fotosensibili danneggiate dalla malattia e di ripristinare la comunicazione tra occhio e cervello.

Il microchip wireless viene inserito chirurgicamente sotto la retina e converte i segnali luminosi in impulsi elettrici, stimolando le cellule retiniche superstiti. Una videocamera integrata in appositi occhiali cattura le immagini e le trasmette all’impianto tramite luce infrarossa; il paziente può regolare zoom e contrasto a seconda delle necessità.

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