Le banche con più donne nei Cda finanziano meno le imprese inquinanti. Ma non in Italia 

Le donne dirigenti nei consigli di amministrazione delle banche influenzano le decisioni di prestito, a beneficio delle imprese meno inquinanti? Pare di sì. Dove è maggiore la presenza di donne nei Consigli di Amministrazione delle banche, queste ultime tendono a erogare meno finanziamenti alle imprese che nella loro attività emettono più gas serra. Alt. Questo però non vale in Italia, né in nessun paese europeo dell’area Mediterranea, dove la presenza delle donne nei CDA delle banche sembra influire molto meno sulle scelte finanziarie.

Sono i risultati interessanti di un Working paper della Banca Centrale Europea pubblicato a ottobre 2022, che ha costruito un dataset altamente “granulare”, cioè dettagliato, che copre quasi un milione di prestiti, confrontando i dati a livello di prestito dal registro dei crediti dell’area dell’euro (fonte: AnaCredit) con i dati a livello di banca e di impresa provenienti da varie fonti, comprese le variabili di governo societario delle banche e le emissioni di gas serra delle singole imprese.
Il risultato è che il paper considera il comportamento di prestito di 52 banche, che rappresentano circa il 60% del totale delle attività bancarie nell’area dell’euro nel 2019.

Continua su Il Sole 24 Ore

Pubblicità

Come ci scalderemo questo inverno se elettricità, gas, legna e pellet sono alle stelle? 

Chi vive con 2000 euro al mese, o meno, in questa fine estate sta sperando che l’inverno non sia troppo freddo. Come nei racconti dei nonni di tanti anni fa. Non solo il prezzo del gas metano, ma anche quello della legna e soprattutto dei pellet, sono fuori controllo.

Non si tratta di problemi di second’ordine: grossa fetta delle persone che vivono in zone rurali in Italia, in particolare ad altitudini che d’inverno raggiungono le temperature più fredde, si scalda ancora con legna e pellet, perché banalmente l’abitazione non è stata allacciata alla rete per il metano. Stando ai dati Istat, nel 2021, solo il 78,3% delle case italiane sono allacciate al metano. Un altro 13% acquista gas in bombola, in un altro 4,6% è installato un bombolone esterno con rifornimento periodico.

Continua su Il Sole 24 Ore

La resistenza antimicrobica è cruciale quanto il cambiamento climatico. Quali vaccini sono in fase di studio? 

La resistenza antimicrobica (AMR) – cioè il fatto che tanti batteri stanno diventando sempre più resistenti agli antibiotici – è uno dei problemi più complessi da affrontare in questi anni Venti del XXI secolo. Si stimano4,95 milioni di decessi associati alla resistenza antimicrobica nel 2019, e 2,4 milioni di morti in Europa, Nord America e Australia fra il 2015 e 2050. Già nel 2018 un articolo apparso su Nature che raccontava lo sviluppo dell’AMR negli ultimi 60 anni, parlava di una quarta fase definita come ‘Emerging infections and the End of antibiotics’ per il primo decennio del secolo, e di una quinta fase che staremmo vivendo proprio ora, dove l’AMR sarebbe ‘As important as climate change’. Tanto cruciale quanto il cambiamento climatico. Salute e sostenibilità infatti sono intimamente connessi: l’AMR non è solo un problema clinico. La promiscuità fra gli animali selvatici e l’uomo è dovuta a un mercato finanziario fondato su catene di produzione, specie nell’agroalimentare, radicate sullo sfruttamento della terra, sulla deforestazione, e su scambi sempre più fitti di merci e persone e rapidi da una parte all’altra del mondo.Questo contesto fragile si regge poi sull’utilizzo massiccio di antibiotici. I pesticidi stessi sono registrati come antibiotici: il Glifosato lo è in Europa dal 2014.

In ogni caso, per affrontare le infezioni già diffuse servono antibiotici e vaccini. I giorni scorsi l’OMS ha pubblicato un rapporto con la lista di vaccini e di antibiotici attualmente in fase di sperimentazione contro i batteri classificati a critica, alta e media priorità dall’OMS, riportando in che fase si trova, di che tipo di vaccino si tratta e chi lo sta sviluppando. Viene inclusa la Tubercolosi, che rappresenta una delle resistenze più diffuse e pericolose. La TB è oggi la tredicesima causa di morte nel mondo e il secondo killer infettivo dopo COVID-19 e AIDS.

Continua su Il Sole 24 Ore

Non solo il vaiolo delle scimmie, la grande sfida delle malattie dimenticate

Il vaiolo delle scimmie che sta allertando il mondo dimostra ancora una volta che la salute umana è globale. Non possiamo più permetterci di considerare una malattia veramente endemica solo in una certa area geografica, come invece oggi accade per numerose malattie infettive che colpiscono comunità dimenticate del pianeta e che non sono contrastate in modo efficace.

Continua su Le Scienze