3 app per la gestione della cronicità

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La gestione della cronicità è uno degli ambiti dove la mobile health, cioè tutto l’insieme di app e di dispositivi portatili, trova maggior esplicazione. Aiutare le persone malate a ricordare a che ora assumere un farmaco, misurare i propri valori, recarsi alle visite, ma anche migliorare la propria condizione di malato, e soprattutto la qualità della propria vita. Proponiamo qui alcune app che riassumono il ventaglio di possibilità che la tecnologia può offrire gratuitamente a chiunque per aiutarsi a gestire la propria cronicità.

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Sono made in Italy i tatuaggi hi-tech che ti fanno l’elettrocardiogramma

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Facile come quando da bambini ci facevamo i tatuaggi comprati in edicola: bastava appoggiare la carta sulla pelle, tamponare con un po’ d’acqua, sollevare la pellicola e si era tatuati. Ed era sufficiente un po’ d’acqua e sapone per lavare via tutto.

Stavolta non si tratta però di un nuovo tipo di tatuaggi per bambini, ma di un prototipo di sensore ultrasottile in grado di rilevare i nostri parametri vitali, come uno strumento per l’elettrocardiogramma. Un tatuaggio high-tech sviluppato dai ricercatori dell‘Istituto Italiano di Tecnologia a Pontedera, in Toscana, e che rappresenta una tecnologia assai promettente nel settore per due ragioni: perché i materiali di cui è composto costano pochissimo, e perché appunto è sufficiente un po’ d’acqua per far si che l’inchiostro che compone i suoi circuiti interni aderisca alla nostra pelle, dove invece altri prototipi simili richiedono per esempio stampi in silicone.

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L’israeliana uMoove cattura i movimenti oculari e secondo Forbes cambierà il mondo

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Forbes l’ha definita come una delle 10 “health tech” companies che cambieranno il mondo: si chiama uMoove ed è una startup israeliana fondata nel 2010, che commercia app per trasformare un semplice smartphone in un dispositivo di eye-tracking.Grazie a una serie di algoritmi, uMoove è in grado di catturare e analizzare i nostri movimenti oculari.

Le applicazioni di questa tecnologia sono molte, ed essa è attualmente concessa in licenza a decine di produttori di hardware e software per giochi, sistemi di pubblicità, applicazioni di realtà aumentata wearable. Al momento, secondo quanto si apprende dal loro sito web, sarebbero una ventina i brevetti depositati.
All’inizio del 2014 uMoove ha lanciato il primo gioco su App Store, che consente ai giocatori di controllare i loro movimenti muovendo semplicemente la testa. In altre parole l’avatar si dirige dove l’utente in quel momento sta guardando. Secondo quanto raccontato dal giornale GeekTime nel gennaio 2014, uMoove avrebbe usufruito di un finanziamento di un milione di dollari.

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Misura il dolore dei pazienti con un software e la startup israeliana vola

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Medasense Biometrics, una società biomedicale israeliana, ha messo a punto un dispositivo che si chiama PMD100™, in grado di misurare l’intensità del dolore provato da una persona. La forma dello strumento ricorda quella di un manicotto ed è sufficiente infilarlo sul dito per ottenere la misura di pressione sanguigna, pulsazioni, sudorazione e temperatura. Le informazioni vengono raccolte attraverso una sonda che monitora i cambiamenti nei parametri fisiologici, sia prima che dopo l’assunzione di farmaci. Successivamente, un algoritmo, frutto di oltre 7 anni di ricerche, elabora i dati fisiologici e li converte in un “Index Pain”, un indice del dolore. Il tutto in maniera totalmente non invasiva, un processo semplicissimo.

Un’idea femminile

Dietro alla fondazione di Medasense c’è una donna: Galit Zuckerman, oggi CEO della società, laureata con lode in ingegneria all’università di Tel Aviv e con 15 anni di esperienza alle spalle nel campo dell’industria high-tech, passando per piccole startup e colossi come Nokia-Siemens. Durante questo suo percorso lavorativo certamente non comune, Galit si rende conto che il monitoraggio e la valutazione del dolore sono due ambiti assai promettenti nel settore del biomedicale, poichécapire con precisione quanto dolore sente il paziente aiuta gli operatori sanitari a inquadrare meglio le condizioni di salute del malato. Non è un caso se un dolore persistente è il motivo principale per il quale ci rechiamo dal medico. È così che nel 2008 nasce Medasense, che oggi, dopo 7 anni, è stata nominata “Innovative Medical Device Company of the Year”, per il 2015 del noto concorso “WOW” rivolto alle startup e promosso dalla Israel Advanced Technology Industries (IATI) Biomed Conference.

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