4 app per conservare la propria identità

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Rendere conto a se stessi della propria identità è una sfida che ognuno di noi affronta nella vita. Può capitare durante un momento di difficoltà passeggero, può succedere all’inizio di una malattia che diventerà invalidante e che ci cambierà – come è la Malattia di Alzheimer – o che ci mette davanti alla paura concreta di non farcela. Ma può anche accadere con una diagnosi di cancro, o dopo un ictus. O ancora, quando stiamo vivendo un periodo di forti cambiamenti, che ci porta ansia, malinconia, paura di non farcela.
Salvaguardare la nostra identità, rimanere noi stessi il più possibile mantenendo le nostre attività, la possibilità di continuare a fare ciò che ci rende felici pur ridefinendola sotto alcuni aspetti, è dunque fondamentale per vivere un cambiamento quale è la malattia, rimanendo saldi con noi stessi. In questo numero Dr Geek propone 5 fra app e piattaforme pensate per aiutare il paziente e i suoi familiari in questa prospettiva.

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3 app per la gestione della cronicità

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La gestione della cronicità è uno degli ambiti dove la mobile health, cioè tutto l’insieme di app e di dispositivi portatili, trova maggior esplicazione. Aiutare le persone malate a ricordare a che ora assumere un farmaco, misurare i propri valori, recarsi alle visite, ma anche migliorare la propria condizione di malato, e soprattutto la qualità della propria vita. Proponiamo qui alcune app che riassumono il ventaglio di possibilità che la tecnologia può offrire gratuitamente a chiunque per aiutarsi a gestire la propria cronicità.

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4 app per sentirsi più protetti

Fresco di uscita il nuovo numero della rivista EColloquia de Il Pensiero Scientifico Editore, che in questo numero si concentra sulla parola chiave “protezione” in sanità.
Al solito, qui la mia rubrica #DrGeek, con qualche app interessante sull’argomento.

Stare in rete, sui social, utilizzare delle app che raccolgono i nostri dati e non si sa bene con chi li condividano davvero, ci rende estremamente vulnerabili, a partire dalla nostra privacy, spesso violata senza che ce ne rendiamo conto.

Parlare dell’aspetto protettivo delle app rappresenta quindi un tentativo controverso e a tratti contraddittorio.

Eppure non mancano degli strumenti che ci aiutano proteggendoci: a partire dalle app per gestire il piano vaccini dei nostri figli, a quelle che fanno sentire un po’ più protette noi donne quando ci troviamo in situazioni poco sicure per la nostra incolumità, e app per informare i più giovani sulle malattie sessualmente trasmesse e su come fare sesso sicuro.

Vai all’articolo, pagina 28.

Gestire disastri naturali con lo smartphone: ecco I-REACT

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In caso di calamità come incendi, allagamenti e ondate di calore l’aspetto più importante, e anche il più difficile per la sicurezza di persone e cose, è rendersi conto per tempo del loro imminente arrivo. L’idea messa a punto dal consorzio I-REACT, coordinato dall’Istituto Superiore Mario Boella (ISMB) di Torino e a cui partecipa fra gli oltre 20 membri anche la Fondazione Bruno Kessler di Trento, è quella di realizzare una piattaforma che riesca da un lato a raccogliere in tempo reale tutte le informazioni che possono significare l’arrivo di alluvioni, incendi e colpi di calore, e dall’altro a informare per tempo e a coinvolgere nell’intervento la popolazione su queste situazioni di rischio. Un progetto che conta su un finanziamento europeo di 6.6 milioni di euro da qui al 2019.

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