Sono aperte le iscrizioni a Healthcom Program (scarica il nostro ebook gratuito!)

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Cari amici,
ci siamo!!! Le iscrizioni alla seconda edizione di HealthCom Program (giugno-dicembre 2020) sono aperte —>  QUI

In questa fase di lancio abbiamo 3 novità:

📕 Il nostro mini #EBOOK “I 10 errori della comunicazione sanitaria online”. Lo puoi scaricare gratuitamente qui.
✏️ Stiamo finalizzando gli argomenti da trattare in ogni lezione, ma siccome crediamo che un corso come questo debba essere il più possibile modulato sull’utente e sulle sue specifiche esigenze, abbiamo pensato di chiedere a voi di aiutarci a costruire il programma della prossima edizione, compilando entro il 15 marzo 2020 un piccolo QUESTIONARIO (ti ruberà solo 1 minuto!)
🙋‍♀️🙋‍♂️ Infine, quest’anno abbiamo deciso di aprire il gruppo Facebook HealthCom Program – Class anche alle persone solo interessate al corso e agli argomenti trattati.
Date un’occhiata se ti va, e mandateci pure i vostri spunti!
E se vi sembra utile, fate girare! A breve ulteriori novità!

Migrazioni e salute in Europa: quanti e quali dati possediamo?

Qual è la disponibilità e l’integrazione dei dati sulla salute dei rifugiati e dei migranti nei sistemi informativi sanitari in Europa? A questa domanda ha cercato di rispondere il rapporto 66 della serie Health Evidence Network (HEN) dell’OMS, pubblicato a ottobre 2019.

Il documento è una revisione della letteratura peer-reviewed e della letteratura grigia pubblicata in inglese, tedesco e russo tra il 2000 e il 2018, per un totale di 696 studi esaminati, teorici ed empirici e ciò che è emerso è che solo 25 paesi su 53 posseggono dati sulla salute di queste popolazioni, con forti differenze nella disponibilità, nel tipo di dati e nelle principali fonti. A eccezione dei Paesi con registri di popolazione, l’integrazione dei dati era spesso limitata, e le indagini di monitoraggio della salute e gli approcci di record-linkage erano sottoutilizzati.

Gli studi italiani sono molti, ma possiamo dire che l’Italia è fra i paesi che più raccoglie dati in questo senso in Ue? “No, perché i grafici riportano il numero di articoli identificati con la letteratura, che non significa che l’Italia è uno dei paesi che raccoglie più dati” spiega a Infodata Silvia Declich, del Centro Nazionale per la Salute Globale dell’ISS e reviewer del documento HEN.

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In calo nuovi permessi di soggiorno e richieste d’asilo. Chi sono i nuovi italiani

Una nota pubblicata qualche giorno fa da Istat mostra che nel 2018 le richieste di cittadinanza italiana sono state il 23% in meno del 2017 e nel complesso il numero di cittadini non comunitari (non parliamo dunque di migranti irregolari) rimane stabile, intorno a 3,7 milioni di persone. I cittadini stranieri che nel 2018 hanno acquisito la cittadinanza italiana sono 112.523, di cui 103.478 originari di un Paese non comunitario.

Sono in calo invece i permessi di soggiorno. Nel 2018 ne sono stati rilasciati 242.009, contro i 262.770 del 2017, una diminuzione del 7,9%, dovuta al massiccio calo dei permessi concessi per richiesta di asilo: -41,9% sul 2017, cioè un passaggio da oltre 88 mila a 55 mila in un solo anno. L’unica eccezione si è registrata per i cittadini ucraini che hanno fatto registrare un aumento del 21% dei permessi. I soggiornanti di lungo periodo – cioè quelli in possesso di un permesso che non richiede un rinnovo – sono il 62,3% dei regolarmente presenti.

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Stranieri (minorenni) e reati: non c’è nessun “effetto sbarchi”

Nella proporzione di reati compiuti da minorenni stranieri e italiani non si riscontra nessun effetto rilevante dovuto agli sbarchi. Nel 2018, così come nel 2002, tre minorenni su quattro in carico agli Uffici di servizio sociale dell’area penale sono italiani, mentre uno è straniero. Tra le provenienze comunitarie prevalgono la Romania e la Croazia, mentre tra le altre nazionalità si distinguono l’Albania, maggiormente nell’area penale esterna, la Bosnia Erzegovina, la Serbia. Tra le provenienze africane, invece, continuano a prevalere i minorenni e i giovani adulti del Marocco, dell’Egitto, della Tunisia.

Lo mostrano chiaramente gli ultimi dati pubblicati il 13 giugno scorso dal Ministero della Giustizia, sui minorenni e giovani adulti italiani e stranieri dell’area penale in carico ai Servizi della Giustizia Minorile ospitati nelle strutture residenziali, Centri di prima accoglienza (CPA), Istituti penali per i minorenni (IPM) e Comunità.

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