Nel 2025 l’Italia ha raggiunto il minimo storico di fecondità. Un numero che racconta una crisi profonda, ma anche una storia più complessa di quanto sembri. Intervista ad Alessandra Minello.
Gender gap
Misurare la “mascolinità tossica”: cosa dice la ricerca scientifica
È uno di quei termini che circolano ovunque — nel dibattito pubblico, sui social, nei media — ma che raramente vengono definiti con precisione. “Mascolinità tossica” è diventata un’etichetta ombrello, usata per descrivere comportamenti che vanno dalla violenza di genere alla semplice resistenza a condividere il lavoro domestico. “Usato in modo superficiale, può dare l’impressione che tutti i tratti maschili siano negativi o che tutti gli uomini siano tossici”.
Integratori per la fertilità: quello che non torna
Per capire quanto c’è di scienza e quanto di marketing, vi racconto tre studi scientifici – su prodotti disponibili in Italia – che fotografano bene il problema.
Italiani: più pillola anticoncezionale (che costa sempre di più) e sempre meno preservativo
In crescita continua dal 2017 al 2023 l’uso della pillola anticoncezionale e degli altri contraccettivi ormonali fra le italiane, nonostante nel 2024 si registri una lieve inversione di rotta. Le dosi assunte sono diminuisce del 3% rispetto all’anno precedente e si attestano a 140,9 dosi giornaliere per 1000 abitante. Al tempo stesso il costo medio per dose continua a salire, con un incremento del 18% rispetto al 2017. La spesa complessiva per i contraccettivi ormonali rimane elevata: 361,1 milioni di euro, equivalenti a 28,15 euro pro capite nella popolazione femminile tra 12 e 50 anni. La crescita media annua della spesa dal 2017, pari al 4,2%, lascia spazio a una flessione del 2,4% rispetto all’anno precedente.
Sono i dati diffusi dall’ultimo rapporto annuale OSMED di AIFA.