EU funding for robotics research
Reblogged from Science on the Net
Nowadays, over two-thirds of European workers in manufacturing are employed in small and medium-sized enterprises (SMEs). This is a considerable percentage that UE must consider in its decision concerning funding for Research and Development. One of the most significant aim of SMEs is to offer a valid answer to changing production needs that are developing more and more quickly in our contemporary society, and robotics represents in this sense one of the major challenges.
Bringing cognitive robotics from vision to reality in a key segment of EU-manufacturing is the reason whySMEROBOTICS, The European Robotics Initiative for Strengthening the Competitiveness of SMEs in Manufacturing, has born.
The objective of the project is to propose a work system which covers all phases of the robot life-cycle and through which humans could operate together with robots into the field of manufacture. More in detail, the project aims to transfer the concept of cognitive robotics from vision to reality. This is based on a three-year initiative, which will end on 31 December 2015, for developing suitable robots for SMEs that are agile enough to allow companies to modify their productive processes without the intervention of specialists. There is also an Italian group involved in SMEROBOTICS: Comau spa, a company that works in the field of industrial applications and automation technology, based in Turin.
L’agricoltura italiana è in rosso, ma l’industria alimentare cresce
Reblogged from WIRED ITALIA
Il report Unioncamere conferma il trend negativo degli ultimi anni, ma mostra anche un ritorno alla terra di impiegati. Più colpito il Nord Est mentre accelera il Centro-Sud.
I dati parlano chiaro: l’agroalimentare italiano sta vivendo un periodo tutt’altro che florido, ma – è proprio il caso di dirlo – non si può fare di tutta l’erba un fascio. In particolare è necessario distinguere tra settore agricolo, in crisi, e industria alimentare, in leggera crescita. Anche l’ultimo trimestre del 2013 ha confermato infatti un trend globale negativo, con circa il 4% di aziende agricole in meno rispetto allo stesso periodo del 2012, tuttavia parlare di settore agroalimentare come un monolite può essere fuorviante. Secondo il dossier appena pubblicato da Unioncamere su dati AgrOsserva in collaborazione con Ismea, è infatti l’agricoltura italiana a vederci più nero, con 5.882 imprese agricole in meno solo negli ultimi tre mesi del 2013, che corrispondono a un 10% in meno rispetto allo stesso periodo nel 2009. Il trend negativo che sta interessando il settore agricolo non sembra però coinvolgere l’industria agroalimentare, che – sempre secondo dati Unioncamere – registra un aumento su base annua dell’1,2%, pari a 802 aziende in più rispetto al 2012.
Viaggiatori pericolosi: le malattie infettive nel mondo
Reblogged from Scienza in Rete
Immaginiamo di trovarci in una piccola biblioteca, dove non si trovano i best seller del momento, ma le opere sempiterne che verdeggiano nei programmi scolastici. Girandoci a destra incontreremmo prima di tutto il reparto dedicato agli Antichi, dove sono narrate tra le altre cose le vicende di Atene e dei suoi Pericle. Voltandosi a sinistra invece scorgeremmo gli antri misteriosi del cosiddetto Medioevo, dalle Sacre Scritture dove si racconta di colui che guariva i lebbrosi, alle vicende ludiche e amorose dei giovinetti decantati nel Decameron.
Sbarcheremmo oltreoceano, facendo la conoscenza dei vari Herman Cortes che hanno dettato la fine e l’inizio di un popolo. Esploreremmo poi i misteri dell’Universo con Galileo Galilei, in una cascina alle porte di Firenze e per concludere non mancherebbe Alessandro Manzoni, con i suoi Promessi Sposi e il suo lieto fine risorgimentale.
La nostra storia è dipesa in maniera definitiva dalle conseguenze delle epidemie che nel corso dei secoli hanno colpito il nostro pianeta: dalla peste al vaiolo, dal colera alla tubercolosi, dal morbillo all’aviaria, passando per l’AIDS.
I numerosi passi in avanti della scienza medica hanno fatto sì che nell’ultimo secolo l’Occidente abbia legato la maggior parte di queste epidemie alla storia, mentre i dati che vengono annualmente raccolti e analizzati dall’OMS illustrano come la maggior parte di queste malattie risiedano ancora oggi nel nostro pianeta, Europa e Italia incluse. Inoltre, i dati mostrano che oggi esistono sì dei contagi che interessano quasi unicamente i paesi in via di sviluppo, come il colera, la peste, la malaria, la meningite o la polio, ma che al contempo ce ne sono altri da cui anche l’Occidente è ben lungi dall’essere incontaminato, come la tubercolosi e la lebbra. Oltre, ovviamente, all’influenza.