Antibiotico-resistenza: troppo pochi i farmaci ora in sperimentazione

OggiScienza

I batteri della specie Staphylococcus aureus possono causare infezioni a diversi organi del corpo umano. Crediti immagine: NIAID

SALUTE – L’Organizzazione Mondiale della Sanità è preoccupata: la ricerca biomedica nella lotta contro l’antibiotico-resistenza è troppo lenta rispetto al problema stesso, che diventa anno dopo anno sempre più aggressivo. Secondo quanto riporta un rapporto dell’OMS pubblicato in questi giorni dal titolo Antibacterial agents in clinical development, le nuove molecole che sono attualmente in fase di studio contro i principali agenti batterici resistenti agli antibiotici sono troppo poche.

Quello della farmaco-resistenza è un problema di cui si parla spesso e molto più vicino di quello che pensiamo. Per esempio, a maggio 2017 è stato pubblicato il primo Report sulle batteriemie da enterobatteri resistenti ai carbapenemi coordinato dall’Istituto Superiore di Sanità, che ha elaborato per la prima volta in un rapporto i risultati del sistema di sorveglianza istituito dal Ministero della Salute…

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Conto alla rovescia per gli effetti del clima sulla salute

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L’hanno chiamato The Lancet Countdown, il conto alla rovescia, l’iniziativa multidisciplinare lanciata questa mattina in occasione di COP22 sul clima che si sta svolgendo in Marocco. Obiettivo: monitorare e analizzare gli impatti dei cambiamenti climatici sulla salute delle popolazioni. Un’iniziativa enorme, che vedrà il contributo di 48 esperti di spicco provenienti da tutto il mondo e di 16 istituzioni partner, da quelle che operano a livello locale, fino alle organizzazioni internazionali, fra cui le Nazioni Unite stesse, l’Organizzazione Mondiale della Sanità e la World Meteorological Organisation (WMO).

Una sfida epocale e più che mai necessaria, nel momento in cui le maggiori organizzazioni mondiali – WHO in testa – concordano sul fatto che il cambiamento climatico è IL problema sanitario del XXI secolo. “The Lancet Countdown” giunge infatti in un momento cruciale per la cooperazione internazionale e l’azione nazionale sui cambiamenti climatici, dopo la ratifica dell’accordo di Parigi e il lancio dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite sugli obiettivi di sviluppo sostenibile a livello mondiale.

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Nuovo rapporto OMS: inquinamento oltre i limiti per nove persone su dieci

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Qualche giorno fa l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha pubblicato gli ultimi dati sull’inquinamento dell’aria, aggiornati a dicembre 2015, e ancora una volta l’allarme è netto: meno di una persona su 10 nel mondo respira un’aria che rispetta le più recenti linee guida in materia di inquinamento da PM10 e PM2.5.

Una situazione che porta con sé conseguenze importanti per la salute della popolazione: oltre 3 milioni di morti nel 2012 dovute a malattie croniche riconducibili all’inquinamento ambientale e se si considera anche l’inquinamento “indoor” cioè quello domestico, il numero di morti annue sale a 6.5 milioni. Un dato quest’ultimo che apparentemente può sembrare “confortante”, dal momento che qualche mese fa sempre l’OMS parlava di 7 milioni di morti annue, ma – precisa l’OMS – la differenza è dovuta solamente a una migliore quantificazione proposta in quest’ultimo rapporto, che per la prima volta raccoglie i dati paese per paese. Niente a che vedere dunque con un miglioramento della qualità dell’aria.

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WHO launched an app against Zika

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During the Ebola outbreak in West Africa, the CDC (Centers for Disease Control and Prevention) developed an application that allowed people to share information on the spread of the contagion, which proved to be very useful to monitor the situation. Now that the Zika virus outbreak is raising concerns, would it be possible to use a similar approach? Some weeks ago, the experts of the CDC argued that developing an app to track the spread of Zika virus would not be as effective as it was with Ebola. The main difference being the modality of virus transmission: Ebola infection is conveyed through human contact, while Zika virus is mainly spread through mosquito bites. Therefore, in the case of Zika, tracking the vector of the infection and monitoring the epidemiological situation is harder.

Nevertheless, this does not mean that using a tool like an app is not useful to spread information, especially for health care providers. Some days ago, the World Health Organization (WHO) launched an app for both iOS and Android that contains all the information about Zika virus and its suspected complications. The app is especially designed for health care workers, it provides technical guidance complied by WHO experts and is focused on prevention and diagnosis, through a surveillance training and a facilitator’s guide.

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