Tumori rari: la situazione europea

OggiScienza

Il progetto RARECAREnet ha aggiornato le stime dell’impatto dei tumori rari in Europa.

SALUTE – Sono due i tratti principali sui tumori rari che emergono dal poderoso studio italiano pubblicato in questi giorni su The Lancet Oncology. Primo, che se pensiamo a una diagnosi di tumore raro in famiglia o tra i nostri conoscenti che si è rivelata particolarmente feroce e che ha lasciato poco spazio alla possibilità di cura e di sopravvivenza dopo 5 anni, dobbiamo sapere che le cose sono migliorate negli ultimi 15 anni: i tassi di sopravvivenza a 5 anni dalla diagnosi sono in crescita per una grossa fetta dei tumori rari, una crescita sensibile anche a distanza di pochi anni. Il caso più eclatante è quello per esempio della leucemia mieloide cronica, il cui tasso di sopravvivenza è passato dal 37,2% del 1999-2001 al 57,9% del 2005-07. In media in una manciata di…

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Il primo numero di The Lancet Planetary Health in sintesi

Reblogged from Rivista Micron

Possiamo affermare senza esitare che oggi lo studio dei benefici di un’azione congiunta contro i cambiamenti climatici è incluso nelle agende di molti, fra piani nazionali, ricerche scientifiche e organizzazioni internazionali, fra le quali non da ultima l’OMS, che ha addirittura un ufficio deputato a questo tema, lo European Centre for Environment and Health (ECEH), che ha sede a Bonn. Non dimentichiamo poi che la Sesta Conferenza Ministeriale (l’ultima delle quali è stata quella di Parma nel 2010), che si terrà quest’anno a Ostrava, in Repubblica Ceca, sarà dedicata ad ambiente e salute.
Anche la nota rivista scientifica The Lancet non si è tirata indietro, scegliendo di fondare una nuova “sotto-rivista” (insieme alle varie The Lancet Oncology, The Lancet HIV, The Lancet Haematology e via dicendo, dal titolo The Lancet Planetary Health, che si pone – si legge – come insieme unione di The Lancet Public Health e The Lancet Global Health, nonché come terzo pilastro dell’Open Access Programme della rivista.
Dopo oltre un anno di preparazione, finalmente ad aprile è stato pubblicato il tanto atteso primo numero, che contiene, oltre all’editoriale, 3 articoli scientifici e 8 commenti, firmati da alcuni fra i maggiori esperti mondiali in materia.
Quello che emerge è anzitutto la scelta, o forse la necessità oramai, di concentrarsi non tanto sulle conseguenze dei cambiamenti climatici, ma sull’impatto delle nostre azioni per mitigare queste conseguenze, una valutazione che per essere Evidence-based deve basarsi ovviamente su solidi dati. È questa la sfida, e non è facile, dal momento che ogni ecosistema vive dinamiche proprie, frutto dell’intersezione di una serie di variabili differenti. Trovare risposte comuni non è semplice.

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Conto alla rovescia per gli effetti del clima sulla salute

Reblogged from Scienza in Rete

L’hanno chiamato The Lancet Countdown, il conto alla rovescia, l’iniziativa multidisciplinare lanciata questa mattina in occasione di COP22 sul clima che si sta svolgendo in Marocco. Obiettivo: monitorare e analizzare gli impatti dei cambiamenti climatici sulla salute delle popolazioni. Un’iniziativa enorme, che vedrà il contributo di 48 esperti di spicco provenienti da tutto il mondo e di 16 istituzioni partner, da quelle che operano a livello locale, fino alle organizzazioni internazionali, fra cui le Nazioni Unite stesse, l’Organizzazione Mondiale della Sanità e la World Meteorological Organisation (WMO).

Una sfida epocale e più che mai necessaria, nel momento in cui le maggiori organizzazioni mondiali – WHO in testa – concordano sul fatto che il cambiamento climatico è IL problema sanitario del XXI secolo. “The Lancet Countdown” giunge infatti in un momento cruciale per la cooperazione internazionale e l’azione nazionale sui cambiamenti climatici, dopo la ratifica dell’accordo di Parigi e il lancio dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite sugli obiettivi di sviluppo sostenibile a livello mondiale.

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