Morbillo: Italia quinta nel mondo per numero di casi

OggiScienza

ATTUALITÀ – Senza dubbio non siamo davanti a un’epidemia di morbillo mai vista. Come sottolineavamo qualche mese fa commentando i dati dell’Istituto Superiore di Sanità, l’aumento del numero di casi è ciclico: i picchi dei primi mesi del 2017 si erano registrati anche nel 2014.

Eppure non possiamo rimanere indifferenti davanti ai dati pubblicati dall’OMS circa l’incidenza del morbillo nel mondo nel 2017, che mostrano che il nostro Paese è quinto per numero di casi clinicamente confermati: oltre 4204 casi confermati secondo i conteggi OMS (precisamente 4575 casi segnalati dall’inizio dell’anno di cui 4 morti, riporta il bollettino di Epicentro aggiornato al 24 settembre). Peggio di noi solo India, Nigeria, Pakistan e Cina, e consideriamo che l’Italia ha una popolazione molto minore rispetto a questi Paesi.

L’età mediana alla diagnosi nel nostro paese è di 27 anni, ma l’incidenza maggiore si è verificata nei bambini sotto l’anno di età, e solo…

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Antibiotico-resistenza: troppo pochi i farmaci ora in sperimentazione

OggiScienza

I batteri della specie Staphylococcus aureus possono causare infezioni a diversi organi del corpo umano. Crediti immagine: NIAID

SALUTE – L’Organizzazione Mondiale della Sanità è preoccupata: la ricerca biomedica nella lotta contro l’antibiotico-resistenza è troppo lenta rispetto al problema stesso, che diventa anno dopo anno sempre più aggressivo. Secondo quanto riporta un rapporto dell’OMS pubblicato in questi giorni dal titolo Antibacterial agents in clinical development, le nuove molecole che sono attualmente in fase di studio contro i principali agenti batterici resistenti agli antibiotici sono troppo poche.

Quello della farmaco-resistenza è un problema di cui si parla spesso e molto più vicino di quello che pensiamo. Per esempio, a maggio 2017 è stato pubblicato il primo Report sulle batteriemie da enterobatteri resistenti ai carbapenemi coordinato dall’Istituto Superiore di Sanità, che ha elaborato per la prima volta in un rapporto i risultati del sistema di sorveglianza istituito dal Ministero della Salute…

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Fa bene camminare in un ambiente sano

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Ognuno di noi almeno una volta avrà pensato di iniziare ad andare al lavoro a piedi o in bicicletta per guadagnare in termini di salute, e alcuni magari sono anche riusciti a cambiare abitudini.Recentemente, anche le città si stanno attrezzando, incentivando anche economicamente chi sceglie la bici e lascia a casa l’auto, come è successo per esempio a Milano e a Torino. Parola d’ordine: mobilità sostenibile. Ma ci guadagniamo davvero in salute, e in che termini? È cosa nota infatti, che mezz’ora di camminata al giorno, anche una semplice passeggiata, ci può regalare fino a tre anni di vita in più. Un guadagno non solo in termini di perdita di peso corporeo – anche se l’obesità è un accertato fattore di rischio per le malattie cardiache, respiratorie e per i tumori – ma di qualità della vita, dal punto di vista relazionale e sociale, come ampiamente dimostrato in letteratura.

Camminare tuttavia non basta, bisogna camminare in luoghi salubri, dove il rischio di inalazioni dannose per l’organismo, come per esempio l’inquinamento atmosferico da smog, non vada ad azzerare gli effetti positivi dell’attività fisica. O addirittura, a peggiorare le condizioni di salute di chi va a piedi o in bicicletta rispetto a chi prende l’auto. Sempre secondo i dati pubblicati dall’OMS qualche mese fa, solo meno di un individuo su dieci al mondo respira un’aria che rispetta le più recenti linee guida in materia di inquinamento da PM10 e PM2,5, e sarebbero oltre 3 milioni le morti (dato 2012) dovute a malattie croniche riconducibili all’inquinamento ambientale, aria compresa.

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Nuovo rapporto OMS: inquinamento oltre i limiti per nove persone su dieci

Reblogged from Scienza in Rete

Qualche giorno fa l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha pubblicato gli ultimi dati sull’inquinamento dell’aria, aggiornati a dicembre 2015, e ancora una volta l’allarme è netto: meno di una persona su 10 nel mondo respira un’aria che rispetta le più recenti linee guida in materia di inquinamento da PM10 e PM2.5.

Una situazione che porta con sé conseguenze importanti per la salute della popolazione: oltre 3 milioni di morti nel 2012 dovute a malattie croniche riconducibili all’inquinamento ambientale e se si considera anche l’inquinamento “indoor” cioè quello domestico, il numero di morti annue sale a 6.5 milioni. Un dato quest’ultimo che apparentemente può sembrare “confortante”, dal momento che qualche mese fa sempre l’OMS parlava di 7 milioni di morti annue, ma – precisa l’OMS – la differenza è dovuta solamente a una migliore quantificazione proposta in quest’ultimo rapporto, che per la prima volta raccoglie i dati paese per paese. Niente a che vedere dunque con un miglioramento della qualità dell’aria.

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