Speciale LEA – Cosa cambia riguardo alle malattie rare

OggiScienza

Forse la principale novità nel campo delle malattie rare riguarda l’introduzione nel Lea dello screening neonatale allargato per circa 40 malattie rare. Crediti immagine: Pixabay

SPECIALE LEA – Lo scorso 18 marzo sono stati definitivamente pubblicati sulla Gazzetta Ufficiale i nuovi Lea (Livelli Essenziali di Assistenza), approvati il 12 gennaio, che dopo anni 16 anni ridefiniscono nel dettaglio le attività, i servizi e le prestazioni che il Servizio sanitario nazionale (SSN) è tenuto a fornire a tutti i cittadini, gratuitamente o dietro pagamento del ticket, con le risorse raccolte attraverso la fiscalità generale. I nuovi LEA vanno a sostituire infatti il noto DPCM del 29 novembre 2001.
Si tratta di un documento molto corposo, dal momento che racchiude in sé tutti i cambiamenti necessari dopo 16 anni, sui diversi fronti dell’assistenza sanitaria.

In questa prima puntata dello speciale di OggiScienza dedicato a raccontare gli snodi centrali di questi nuovi Lea…

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Vaccini e screening: qualche dato sulla prevenzione in Italia

OggiScienza

SALUTE – La notizia di un aumento del 230% dei nuovi casi di morbillo in Italia nel gennaio 2017 rispetto ai mesi appena precedenti sta rimbalzando su tutti i giornali. Un dato su cui si tende a calcare la mano per ribadire la necessità di migliorare ulteriormente la copertura vaccinale, soprattutto in alcune aree d’Italia. Sono ben note le ragioni per cui è di primaria importanza per la salute di tutti vaccinare i propri figli contro il morbillo e altre malattie infettive, così come l’assenza di effetti collaterali gravi dovuti al vaccino, autismo compreso, e OggiScienza ne ha già ampiamente parlato per esempio quiqui e qui. Tuttavia la realtà non è per niente confortante.

È necessario tuttavia contestualizzare questo dato, per evitare di far pensare agli albori di un’epidemia di morbillo mai vista prima. Se andiamo a esaminare i dati forniti da Epicentro, il portale dell’Istituto Superiore…

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Dieci anni di LEA

Reblogged from Scienza in Rete

Abbiamo cominciato a conoscere il termine LEA ormai quasi 15 anni fa.
I Livelli Essenziali di Assistenza sono stati fissati dal DPCM del 29 novembre 2001, che per la prima volta in Italia ha stabilito nero su bianco che l’assistenza sanitaria dovesse essere garantita e accessibile a tutti a livello regionale.
I LEA sono infatti le prestazioni e i servizi che il Servizio sanitario nazionale è tenuto a garantire a tutti i cittadini, gratuitamente o dietro pagamento di un ticket.
Oggi a distanza di oltre un decennio il Ministero della Salute ha pubblicato un documento approfonditosullo stato attuale dei LEA regione per regione con aggiornamento all’anno 2012. Un primo monitoraggio dei risultati di dieci anni di azione, per capire – anche in relazione all’aggiornamento del decreto relativo al Sistema di Garanzia per il monitoraggio dell’assistenza sanitaria previsto dal Patto per la salute 2014-2016 – se c’è ancora del lavoro da fare per raggiungere standard efficienti. E soprattutto per un’omogeneità dal punto di vista sanitario che dovrebbe caratterizzare un paese. Oltre a permettere di individuare più facilmente le aree dove è più necessario intervenire a livello economico.
Il primo aspetto sottolineato proprio dal report del Ministero è proprio la questione delle differenze regionali in termini di prevenzione, controllo, assistenza domiciliare agli anziani e disabili, tasso di ospedalizzazione e cura, argomento di cui Scienza in Rete si era già occupata ampiamente anche qui. Un’elevata eterogeneità sia per quanto riguarda la domanda di prestazioni sanitarie, sia nell’erogazione delle prestazioni, dei livelli essenziali di assistenza da parte delle reti di offerta.

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HIV e AIDS in Italia: facciamo il punto

OggiScienza

Tobias-AIDS-test CRONACA – “Anche se voi vi credete assolti, siete lo stesso coinvolti”, cantava un poeta. Il fenomeno dell’AIDS in Italia sta cambiando: se il numero degli infettati dal virus dell’HIV negli ultimi decenni non è di molto diminuito, quello a cui stiamo assistendo oramai da anni è una lento ma progressivo passaggio da un target di individui infettati composto per circa  l’80% da da tossicodipendenti, a un 80% rappresentato da persone in salute e per la maggior parte eterosessuali che sono entrati in contatto con il virus tramite rapporti sessuali non protetti. Abbiamo tracciato una panoramica della situazione italiana della diffusione e del trattamento del virus dell’HIV in Italia con Laura Sighinolfi, responsabile dell’unità HIV-AIDS dell azienda Ospedaliero-Universitaria Sant’Anna di Ferrara.

“Anzitutto, per ben comprendere la portata del fenomeno – spiega la Sighinolfi – va ribadito a gran voce che HIV non è sinonimo di AIDS. Infatti chi  contrae il…

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