HIV, scoperto come persiste nel nostro sistema immunitario

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Quando infetta le cellule T del sistema immunitario, il virus dell’HIV ne altera l’espressione genica e ne favorisce la sopravvivenza. Crediti immagine: NIAID, Flickr

RICERCA – Una delle caratteristiche che rende l’HIV un virus particolarmente fastidioso per il nostro organismo e che fa sì che non sia per nulla semplice capire come riuscire a debellarlo è il fatto che la proliferazione del virus non si può al momento arrestare, ma solamente inibire, limitare, attraverso la terapia antiretrovirale. Il problema è che non appena si interrompe la terapia, il virus riprende la sua corsa, come se avesse potuto contare su una “riserva” di cellule T (quelle che il virus attacca per diffondersi), un serbatoio a cui attingere nel momento del bisogno. L’origine e i meccanismi attraverso cui questa riserva virale rimane attiva nei malati sono tuttavia ancora ignoti.

Oggi però si apre una nuova strada verso una possibile risposta…

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Quanto manca alla fine dell’AIDS?

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Secondo i dati dell’OMS, su 36,7 milioni di nuovi casi di HIV nel 2015 solo il 60% è a conoscenza del proprio status. Crediti immagine: Jon Rawlinson, Flickr

APPROFONDIMENTO – Nel 2015 nel mondo una persona su 200 stava convivendo con l’HIV, ma solo il 46% delle persone infette ha ricevuto un trattamento antiretrovirale nello stesso anno. La buona notizia è che il numero di nuovi casi di HIV è diminuito sensibilmente dalla metà degli anni Novanta a oggi: nel 2000 erano 3,2 milioni i nuovi casi, nel 2015 2,1 milioni (dati UNAIDS/WHO). Inoltre, nel 2000 solo al 3% dei contagiati veniva offerta la terapia antiretrovirale (ART), mentre oggi siamo quasi alla metà dei casi. La notizia meno buona è che siamo ancora lontani dalla possibilità di eliminare questo problema in maniera definitiva, per esempio con un vaccino.

Non dobbiamo dimenticare inoltre che vi sono ancora degli scalini…

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HIV e AIDS in Italia: facciamo il punto

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Tobias-AIDS-test CRONACA – “Anche se voi vi credete assolti, siete lo stesso coinvolti”, cantava un poeta. Il fenomeno dell’AIDS in Italia sta cambiando: se il numero degli infettati dal virus dell’HIV negli ultimi decenni non è di molto diminuito, quello a cui stiamo assistendo oramai da anni è una lento ma progressivo passaggio da un target di individui infettati composto per circa  l’80% da da tossicodipendenti, a un 80% rappresentato da persone in salute e per la maggior parte eterosessuali che sono entrati in contatto con il virus tramite rapporti sessuali non protetti. Abbiamo tracciato una panoramica della situazione italiana della diffusione e del trattamento del virus dell’HIV in Italia con Laura Sighinolfi, responsabile dell’unità HIV-AIDS dell azienda Ospedaliero-Universitaria Sant’Anna di Ferrara.

“Anzitutto, per ben comprendere la portata del fenomeno – spiega la Sighinolfi – va ribadito a gran voce che HIV non è sinonimo di AIDS. Infatti chi  contrae il…

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