Vaccino per il meningococco B: quanto protegge davvero?

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Nei bambini, l’alta immunogeneicità data dal vaccino è confermata, purché si somministrino almeno le 3+1 dosi raccomandate, come indica anche il Piano Nazionale Vaccini 2017-19. Crediti immagine: Pixabay

SALUTE – I giorni scorsi sono usciti, sulla prestigiosa rivista scientifica Lancet Infectious Diseasesi risultati di un’ampia revisione della letteratura pubblicata in materia negli ultimi anni sull’efficacia della vaccinazione infantile contro il temuto Meningococco B, il sierotipo del batterio della meningite responsabile da solo di circa l’80% dei casi di meningite in età pediatrica, in particolare nel primo anno di vita del bambino.

Si tratta di una revisione sistematica indipendente e made in Italy, condotta da parte di esperti provenienti da diversi atenei italiani in collaborazione con l’Istituto Superiore di Sanità, a cui si è aggiunto il contributo di John Ioannidis, del dipartimento di medicina e prevenzione dell’Università di Stanford, epidemiologo noto a livello mondiale. I ricercatori hanno…

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Basta dire che i migranti minano la nostra salute: sono vaccinati, più degli italiani

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Mentre stiamo affacciati alle salde porte d’Europa con lo sguardo verso il Mediterraneo, sulla questione migranti e salute pubblica siamo soliti usare due pesi e due misure. Noi, gli autoctoni, in troppi casi, e contro le evidenze della medicina, ci sentiamo giustificati a sentirci esitanti di fronte all’opportunità di vaccinarci, a sollevare delle obiezioni, ma al tempo stesso siamo inflessibili con loro, gli immigrati, rei di riportare in Italia malattie che il nostro paese avrebbe debellato. Come se la responsabilità della stabilità della salute pubblica di un paese fosse oggi sbilanciata sullo straniero che arriva e non sulla comunità che lo accoglie.

Fortunatamente, i dati e i fatti dicono decisamente il contrario: i migranti non stanno minando in alcun modo la nostra salute.

Tutto origina da un preconcetto che ci portiamo dietro da decenni di migrazioni: quello secondo cui chi proviene da paesi più poveri di noi non sarebbe mai stato vaccinato contro le più comuni malattie: morbillo, tetano, rosolia, polio, tubercolosi. In realtà, i dati mostrano chiaramente che oggi le cose sono cambiate. I paesi del bacino del Mediterraneo, compresi quelli che fungono da transito nelle rotte migratorie verso l’Europa, offrono in media coperture vaccinali molto elevate alla propria popolazione, anche più alte di quelle italiane ( qui i dati ) e nella maggior parte dei casi offrono gratuitamente ai migranti in partenza o in transito verso l’Europa la maggior parte dei vaccini in commercio. Ai bambini, ma anche agli adolescenti e agli adulti.

Lo mette nero su bianco un rapporto pubblicato qualche settimana fa dall’Istituto Superiore di Sanità che raccoglie i risultati del progetto ProVacMed (“Programmes for Vaccination in the Mediterranean area”) che per la prima volta ha mappato l’offerta vaccinale in 15 paesi del Mediterraneo non appartenenti all’Unione Europea, sia nei confronti dei cittadini residenti, che dei migranti in entrata, che il più delle volte transitano per questi paesi con l’obiettivo di varcare le porte d’Europa. Tuttavia i paesi vicini dell’UE stanno diventando con maggior frequenza sempre più destinazioni a lungo termine o addirittura finali per un numero crescente di migranti misti.

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Verso un vaccino universale per l’influenza

OggiScienza

Il virus dell’influenza muta molto velocemente, creando problemi di compatibilità con i vaccini disponibili. Crediti immagine: Vernon Young

RICERCA – Il problema della vaccinazione per influenza è legata alla continua variabilità del virus: di anno in anno i ceppi possono modificarsi, e quindi la corrispondenza tra il virus presente in una stagione e il vaccino messo in commercio per la stagione precedente risulta sempre scarsa. Per questa ragione ogni anno è necessario sottoporsi a nuova vaccinazione anti-influenzale per essere certi di essere coperti.

Da anni però gli scienziati stanno cercando nuove strade per mettere a punto un vaccino che riesca finalmente a rivelarsi adatto a tutti i ceppi influenzali, nella prospettiva di eliminare la necessità di sottoporsi annualmente a un nuovo vaccino. La prospettiva di questo genere di ricerche è quella di fare in modo che le persone siano il più protette possibile, per più tempo possibile, con meno somministrazioni…

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Morbillo: Italia quinta nel mondo per numero di casi

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ATTUALITÀ – Senza dubbio non siamo davanti a un’epidemia di morbillo mai vista. Come sottolineavamo qualche mese fa commentando i dati dell’Istituto Superiore di Sanità, l’aumento del numero di casi è ciclico: i picchi dei primi mesi del 2017 si erano registrati anche nel 2014.

Eppure non possiamo rimanere indifferenti davanti ai dati pubblicati dall’OMS circa l’incidenza del morbillo nel mondo nel 2017, che mostrano che il nostro Paese è quinto per numero di casi clinicamente confermati: oltre 4204 casi confermati secondo i conteggi OMS (precisamente 4575 casi segnalati dall’inizio dell’anno di cui 4 morti, riporta il bollettino di Epicentro aggiornato al 24 settembre). Peggio di noi solo India, Nigeria, Pakistan e Cina, e consideriamo che l’Italia ha una popolazione molto minore rispetto a questi Paesi.

L’età mediana alla diagnosi nel nostro paese è di 27 anni, ma l’incidenza maggiore si è verificata nei bambini sotto l’anno di età, e solo…

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