Speciale LEA – Nuovi LEA e pazienti autistici: cosa cambia

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Le Regioni dovranno fornire un supporto multidisciplinare per la cura e l’abilitazione delle persone con disturbi dello spettro autistico. Crediti immagine: Public Domain

SPECIALE LEA – Un ambito in cui i nuovi LAE erano da tempo attesi riguarda la presa in carico delle persone con disturbi dello spettro autistico. Non tanto per presunte novità che i nuovi Livelli Essenziali di Assistenza portano con sé, ma perché essi rappresentano l’ultimo necessario anello della catena di cambiamenti in materia iniziata ormai più di dieci anni fa, nel 2006, con l’iniziativa dell’allora Ministro Livia Turco per la messa a punto della Linea guida, pubblicata dall’Istituto Superiore di Sanità soltanto nel 2011, che aveva l’obiettivo di fare il punto su ciò che la scienza ci dice sull’autismo e di consigliare servizi e trattamenti mirati per questa patologia, ancora ampiamente sottodiagnosticata.

Ne abbiamo parlato con Carlo Hanau, già docente di programmazione e organizzazione…

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Speciale LEA – Vaccini: cosa cambia e che cosa manca

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“Gli obiettivi sono decisamente ambiziosi, specie se confrontiamo questi desiderata con le attuali coperture per alcuni di questi vaccini. Non è ben chiaro come si intenderà procedere a livello nazionale sul fronte della comunicazione istituzionale, per sensibilizzare sull’importanza di vaccinarsi anche per queste nuove malattie.” Crediti immagine: Pixabay

SPECIALE LEA – Un aspetto cruciale dei nuovi Lea (Livelli Essenziali di Assistenza) riguarda sicuramente l’ambito dei vaccini, attraverso l’introduzione di nuove vaccinazioni gratuite e senza ticket per il bambino e per l’adulto/anziano: vaccino per il Meningococco B e per il Rotavirus per i bambini con meno di un anno di vita, il vaccino per la varicella, quello per l’HPV nei maschi undicenni e il Meningococco tetravalente, cioè per i ceppi ACWY sempre negli adolescenti, e infine Pneumococco e Zoster negli anziani. Vaccini già disponibili in Italia, e in molti casi ampiamente consigliati, ma che finora hanno ottenuto coperture medio-basse. Bisogna…

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Speciale LEA – Cosa cambia riguardo alle malattie rare

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Forse la principale novità nel campo delle malattie rare riguarda l’introduzione nel Lea dello screening neonatale allargato per circa 40 malattie rare. Crediti immagine: Pixabay

SPECIALE LEA – Lo scorso 18 marzo sono stati definitivamente pubblicati sulla Gazzetta Ufficiale i nuovi Lea (Livelli Essenziali di Assistenza), approvati il 12 gennaio, che dopo anni 16 anni ridefiniscono nel dettaglio le attività, i servizi e le prestazioni che il Servizio sanitario nazionale (SSN) è tenuto a fornire a tutti i cittadini, gratuitamente o dietro pagamento del ticket, con le risorse raccolte attraverso la fiscalità generale. I nuovi LEA vanno a sostituire infatti il noto DPCM del 29 novembre 2001.
Si tratta di un documento molto corposo, dal momento che racchiude in sé tutti i cambiamenti necessari dopo 16 anni, sui diversi fronti dell’assistenza sanitaria.

In questa prima puntata dello speciale di OggiScienza dedicato a raccontare gli snodi centrali di questi nuovi Lea…

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Nuovi LEA, ecco le novità

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Il 28 febbraio prossimo si terrà in tutto il mondo la Giornata Nazionale per le Malattie Rare, e quest’anno l’Italia ha qualcosa in più da festeggiare rispetto agli anni precedenti: da un lato l’approvazione lo scorso novembre del Piano nazionale (che avevamo raccontato qui) e da oggi l’impegno del Governo ad avviare l’iter per la sua sostenibilità.
Il 4 febbraio scorso infatti il Ministro Beatrice Lorenzin ha presentato un aggiornamento dei LEA (Livelli Essenziali di Assistenza) che prevede alcune novità anche nel campo delle malattie rare, nell’ottica di ampliare l’assistenza sanitaria di base anche nel caso di queste patologie e per forme più gravi di malattie croniche finora escluse.
In quest’ultimo gruppo troviamo l’endometriosi delle donne, la Bcpo (brancopneumopatia cronica ostruttiva), il rene policistico, l’osteomielite cronica, le malattie renali croniche, e la sindrome da talidomide, il medicinale che negli anni Sessanta, prima che venisse ritirato dal commercio, ha prodotto la nascita di bambini con gravi malformazioni congenite da madri che avevano assunto il farmaco in gravidanza.
“Il primo aspetto positivo da quanto emerge dalle prime udienze del Ministro Lorenzin di questi nuovi LEA – racconta Renza Barbon Galluppi, presidente UNIAMO – è che alcune malattie non sono più elencate singolarmente ma rientrano in gruppi di patologie rare con una possibile flessibilità di inserimento.
Un elemento molto importante perché significa considerare una malattia non singolarmente ma all’interno di un gruppo più ampio di patologie che richiedono azioni sanitarie simili.”

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