Cattive acque

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Il 2 settembre del 1854 a Londra, precisamente al numero 40 di Broad Street, la figlia di Thomas e Sarah Lewis di 5 mesi muore di colera. È il primo caso di un’epidemia che colpi le aree limitrofe e una delle più virulente che l’Inghilterra ricordi. Proprio in Broad Street infatti era collocato un pozzo nero dove la signora Lewis era solita sciacquare i pannolini della figlia. Non lontano dal pozzo nero vi era la pompa d’acqua che riforniva l’intera via, fra abitazioni ed esercizi, che proprio in quell’agosto del 1854 risultò contaminata dalle scorie provenienti dal pozzo nero, a causa dell’imperfezione dell’impianto idrico che avrebbe dovuto mantenere le cisterne isolate.

In un contesto come quello della Londra Vittoriana, che è la stessa degli scenari di Oliver Twist e della Gin Lane di William Hogarth, dove le famiglie vivevano in 15 persone in poche stanze buie, sporche e senza servizi igienici e possibilità di lavarsi le mani, dove si mangiava e si defecava nello stesso posto, l’epilogo fu drammatico. Così come lo furono le epidemie, sempre di colera, del 1849 e del 1866. Un dato su tutti: l’aspettativa di vita di un giovane nato nel centro di Liverpool nel 1851 era di 26 anni, mentre quella di un nato nelle campagne del Devon di 57 anni.

In questo contesto emerge la figura di John Snow, medico che per primo studiò dal punto di vista epidemiologico queste epidemie, cioè andando oltre lo sguardo della filosofia naturale che cercava le cause partendo dalla teoria invece che dall’esperimento, per preferire invece sopra tutto l’osservazione, che sola può produrre i dati, sui quali possiamo produrre correlazioni. Ciò permise a Snow di inferire che le epidemie di colera londinesi non erano frutto – come si riteneva negli ambienti medici – dell’azione dei “miasmi”, cioè dei cattivi odori che, per qualche ragione non precisata, se inalati, avrebbero potuto innescare la malattia. Il colera è un virus – capisce Snow – che si diffonde in contesti precisi e seguendo regole precise.

La rivoluzione di John Snow è la rivoluzione dello “scetticismo cortese” come lo definisce brillantemente l’epidemiologo Tom Jefferson, curatore della seconda edizione di Cattive acque. Sul modo di trasmissione del colera, in uscita in questi giorni per Il Pensiero Scientifico. Un’edizione tradotta e annotata di Sul modo di trasmissione del colera, scritto proprio da Snow, con l’aggiunta di copia delle preziosissime mappe originali che l’autore aveva realizzato per cercare le correlazioni tra la distribuzione delle pompe dell’acqua e la diffusione dei casi.

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Africa, troppi farmaci da venditori non autorizzati

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In molti casi i drug shop sono la soluzione più facile per accedere ai test diagnostici rapidi per la malaria. Crediti immagine: USAID Kenya

SALUTE – Mustafa Muhammad è un 50enne padre di dieci figli che vive nella periferia di Kano, la seconda città più grande della Nigeria. Ogni mese spende circa 3 dollari per i farmaci per la sua famiglia. “Per lo più comprando paracetamolo”, spiega a giornalista Paul Webster sulle pagine di The Lancet, “per gestire la malaria e come antidolorifico”. I medicinali, afferma Mustafa, provengono da uno dei numerosi fornitori di medicinali del luogo senza licenza, conosciuti localmente come “drug shop”, negozi di farmaci, che però non sono farmacie, dal momento che non vi è nessun farmacista titolato, o comunque nessun personale medico formato e autorizzato a vendere medicinali. “Ci sono anche delle farmacie andando un po’ più lontano”, continua Mustafa, “ma lì il…

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Quanto manca alla fine dell’AIDS?

OggiScienza

Secondo i dati dell’OMS, su 36,7 milioni di nuovi casi di HIV nel 2015 solo il 60% è a conoscenza del proprio status. Crediti immagine: Jon Rawlinson, Flickr

APPROFONDIMENTO – Nel 2015 nel mondo una persona su 200 stava convivendo con l’HIV, ma solo il 46% delle persone infette ha ricevuto un trattamento antiretrovirale nello stesso anno. La buona notizia è che il numero di nuovi casi di HIV è diminuito sensibilmente dalla metà degli anni Novanta a oggi: nel 2000 erano 3,2 milioni i nuovi casi, nel 2015 2,1 milioni (dati UNAIDS/WHO). Inoltre, nel 2000 solo al 3% dei contagiati veniva offerta la terapia antiretrovirale (ART), mentre oggi siamo quasi alla metà dei casi. La notizia meno buona è che siamo ancora lontani dalla possibilità di eliminare questo problema in maniera definitiva, per esempio con un vaccino.

Non dobbiamo dimenticare inoltre che vi sono ancora degli scalini…

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Come la rivoluzione genomica potrebbe aiutare l’Africa

OggiScienza

Solo il 3% delle ricerche che studiano le correlazioni tra genotipo e fenotipo riguarda popolazioni africane. Crediti immagine: Public Domain

ESTERI – Una delle parole d’ordine in ambito medico oggi è “medicina personalizzata”. Un approccio terapeutico che tenga conto cioè delle peculiarità genetiche di ogni individuo, o per lo meno di gruppi di individui, in modo da massimizzare l’efficacia di una diagnosi o di una cura, riducendo al minimo i suoi aspetti negativi. Tutto questo grazie a una conoscenza sempre più dettagliata dei nostri profili genetici, individuali e di popolazione. Una medicina personalizzata, che negli ultimi decenni, grazie al crescente bagaglio di conoscenze genetiche, è diventata “medicina di precisione”.

Il punto è che per ovvie ragioni, popolazione che vai, genetica che trovi, e sotto questo aspetto la medicina di precisione oggi sembra essere ancora fortemente terreno di disuguaglianza. Sebbene qualcosa stia iniziando a cambiare, finora…

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