Mobile health e app: l’orizzonte si avvicina

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È innegabile che uno dei maggiori benefici dell’avvento di internet in ambito sanitario è la possibilità di rendere meno distanti chi ha bisogno di cure e chi le sa fornire. Qualcosa che oggi è ancora una sfida, un divenire, più che qualche cosa di compiuto. La parola chiave di questo numero è “Orizzonti” e in questo senso il filo rosso che ha determinato la scelta delle app qui proposte riflette uno dei principali orizzonti della cosiddetta mobile health (m-health): permettere ai medici di arrivare dove altrimenti non sarebbe possibile, non solo in termini di distanza chilometrica. Una prospettiva non individuale, ma di salute collettiva, nell’ottica di un accesso alle cure sempre più uguale.

Qui di seguito proponiamo 5 tentativi di accorciare questo “orizzonte”, fra app e infrastrutture digitali, alcune sviluppate in Italia.

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Se il robot entra in sala operatoria: vantaggi e sostenibilità della collaborazione con l’uomo

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Nel 2008 gli interventi di chirurgia robotica ad alta complessità effettuati presso l’Azienda Ospedaliera Universitaria erano 92, nel 2014 sono stati 820, quasi 1000 nel 2015. Stiamo parlando di chirurgia ad alta precisione basata sulla collaborazione fra esseri umani e robot, da manipolatori soft per chirurgia addominale, a sistemi di assistenza per la sostituzione di organi, per esempio nei casi di insufficienza cardiaca, ma anche sistemi per l’endoscopia indolore e per la terapia vascolare.

Un settore – quello più generale della cosiddetta “robotica dei servizi”, che secondo le stime è destinato a crescere enormemente nei prossimi anni, portando con sé la necessità di ridiscutere diverse questioni di carattere legale, sulla responsabilità degli eventuali rischi derivanti dall’uso di queste nuove tecnologie robotiche, ma anche di carattere etico e di struttura della formazione dei giovani medici, al momento sprovvista di un adeguata formazione in materia.

Non da ultimo il problema economico, e più in generale di sostenibilità di questo genere di innovazione, dato che ad i costi di queste tecnologie sono ancora altissimi, in un settore come quello sanitario dove i tagli sono all’ordine del giorno. Se ne è parlato i giorni scorsi proprio a Pisa, in occasione del convegno“La robotica pisana: realtà, opportunità, prospettive”organizzato dall’ Associazione Ex-Allievi della Scuola Superiore Sant’Anna e dalla Fondazione Arpa , che vede come presidente onorario Andrea Bocelli.

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Fame, un mondo diviso tra denutriti e obesi

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In un ipotetico gruppo di 10 persone, sedute in cerchio una accanto all’altra, ne troveremmo una denutrita e 4 in sovrappeso. Ancora oggi nel mondo l’11 per cento della popolazione, cioè 1 persona su 9, è denutrita, mentre il 40 per cento è sovrappeso o addirittura – 1 su 10 – obesa.

Se il gruppo fosse composto da bambini, a essere denutriti sarebbero 2,5 bambini su 10, e altri 1,5 su 10 sarebbero gravemente sottopeso. Insomma, non è vero che ovunque nel mondo stiamo riuscendo a sconfiggere la fame: non è così in Africa Subsahariana e non è così nelle regioni meridionali e occidentali dell’Asia e in Oceania, dove oggi le persone hanno meno disponibilità di cibo rispetto a 25 anni fa.

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WHO launched an app against Zika

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During the Ebola outbreak in West Africa, the CDC (Centers for Disease Control and Prevention) developed an application that allowed people to share information on the spread of the contagion, which proved to be very useful to monitor the situation. Now that the Zika virus outbreak is raising concerns, would it be possible to use a similar approach? Some weeks ago, the experts of the CDC argued that developing an app to track the spread of Zika virus would not be as effective as it was with Ebola. The main difference being the modality of virus transmission: Ebola infection is conveyed through human contact, while Zika virus is mainly spread through mosquito bites. Therefore, in the case of Zika, tracking the vector of the infection and monitoring the epidemiological situation is harder.

Nevertheless, this does not mean that using a tool like an app is not useful to spread information, especially for health care providers. Some days ago, the World Health Organization (WHO) launched an app for both iOS and Android that contains all the information about Zika virus and its suspected complications. The app is especially designed for health care workers, it provides technical guidance complied by WHO experts and is focused on prevention and diagnosis, through a surveillance training and a facilitator’s guide.

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