LIBRI – Il super libro degli scienziati in erba
ERC Consolidator Grant: tanti Italiani ma poca Italia
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Seicentocinque milioni di euro per 314 progetti di ricerca: questi i numeri per il 2016 dei Consolidator Grants di ERC, rivolti a ricercatori con 7-12 anni di esperienza post PHD per un massimo di 2 milioni di euro ciascuno, dove hanno trovato particolare attenzione le nuove terapie rigenerative per le malattie cardiache, i nuovi algoritmi per rendere le reti di computer sempre più resilienti, e le ultime frontiere nell’ambito della ricerca psicologica. Lo rende noto la stessa agenzia, in un comunicato di questa mattina, dal quale è possibile estrapolare qualche statistica.
Per l’Italia però c’è poco spazio, dal momento che ci collochiamo in ottava posizione per numero di progetti finanziati, più o meno in linea con gli ultimi anni. Ci portiamo a casa 14 progetti vincitori, suddivisi equamente fra scienze della vita, scienze fisiche e le cosiddette Humanities. Il Regno Unito se ne porta a casa 58 (alla faccia della Brexit!), la Germania 48, la Francia 43, l’Olanda 29, la Spagna 24.
Tumori, 500 milioni per i farmaci innovativi: ma mancano ancora regole chiare
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Sono 113 complessivamente i miliardi di euro previsti per il 2017 per il comparto sanitario dalla bozza della nuova legge di bilancio, un trend in crescita rispetto agli ultimi anni. La novità però è un’altra: 500 milioni di euro annui supplementari dedicati specificatamente al rimborso alle regioni per l’acquisto di farmaci oncologici innovativi, un fondo che già esisteva dal 2015, ma che ora diviene strutturale.
La domanda è ovvia: sono tanti, sono pochi questi 500 milioni? Cambieranno davvero le condizioni terapeutiche dei malati? L’introduzione di questo fondo rappresenta certamente di un tentativo di rispondere alle esigenze di un mercato, quello delle cure sanitarie oncologiche, sempre più costoso anno dopo anno, ma per valutare se e quanto questo denaro potrà cambiare davvero la vita dei malati sono necessarie valutazioni a monte, a partire dalla presa di coscienza che oggi una vera definizione, condivisa a livello internazionale, sulla definizione di “farmaco innovativo” non esiste.