ERC Consolidator Grant: tanti Italiani ma poca Italia

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Seicentocinque milioni di euro per 314 progetti di ricerca: questi i numeri per il 2016 dei Consolidator Grants di ERC, rivolti a ricercatori con 7-12 anni di esperienza post PHD per un massimo di 2 milioni di euro ciascuno, dove hanno trovato particolare attenzione le nuove terapie rigenerative per le malattie cardiache, i nuovi algoritmi per rendere le reti di computer sempre più resilienti, e le ultime frontiere nell’ambito della ricerca psicologica. Lo rende noto la stessa agenzia, in un comunicato di questa mattina, dal quale è possibile estrapolare qualche statistica.

Per l’Italia però c’è poco spazio, dal momento che ci collochiamo in ottava posizione per numero di progetti finanziati, più o meno in linea con gli ultimi anni. Ci portiamo a casa 14 progetti vincitori, suddivisi equamente fra scienze della vita, scienze fisiche e le cosiddette Humanities. Il Regno Unito se ne porta a casa 58 (alla faccia della Brexit!), la Germania 48, la Francia 43, l’Olanda 29, la Spagna 24.

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Erc Grants: una fotografia dell’Italia negli ultimi 5 anni

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Il 14 gennaio scorso il Consiglio europeo della ricerca (Erc) ha assegnato 575 milioni di euro nell’ambito del primo concorso Erc Consolidator Grants: 312 borse di studio per progetti di ricerca d’eccellenza, per un finanziamento medio pari a circa 1,84 milioni di euro ognuna.

La notizia è rimbalzata sulle pagine di molti giornali per gli importanti successi italiani, 46 borse su 312, che fanno del nostro paese il secondo classificato dopo la Germania.
Come fa notare però Marco Cattaneo, la cospicua presenza di ricercatori fra i vincitori dei Consolidator Grants non è necessariamente sinonimo di ricerca made in Italy: anche se i grants italiani sono 46, in Italia ne arriveranno solo 20, mentre gli altri finanziamenti andranno agli istituti stranieri in cui i nostri ricercatori lavorano. Sembra dunque che il parametro più significativo da interrogare non sia tanto la nazionalità dei vincitori dei finanziamenti, quanto piuttosto quella degli istituti ospitanti. In questo senso pare interessante fotografare più in generale la posizione del nostro paese  in termini di finanziamenti da parte dell’Erc nell’ultimo quinquennio (2009-2013).

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