La matematica del cuore

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Vincere un ERC Advanced Grant non è facile, vincerne due in pochissimi anni è davvero notevole. Soprattutto se nel mezzo ci sono anche due ERC Proof of Concept Grants.

È la storia di Alfio Quarteroni, matematico italiano di fama mondiale per i suoi numerosi studi sulle innovative applicazioni della matematica, che attualmente lavora presso l’Ecole Polytechnique Fédérale di Losanna, e che tornerà in Italia alla fine del 2017, proprio per lavorare al suo nuovo progetto da quasi 2,5 milioni di euro al Politecnico di Milano, che è peraltro una delle realtà italiane che si è aggiudicata più ERC Grants negli ultimi anni.

Questa volta Quarteroni punta al cuore, letteralmente. iHEART, an integrated heart model for the simulation of the cardiac function, rappresenta infatti il primo tentativo al mondo di creare un modello completo del cuore umano, che comprende tutte e dinamiche fisiche che messe insieme chiamiamo vita: la componente elettrica, meccanica, fluidodinamica e via dicendo. Sebbene diversi gruppi nel mondo stiano lavorando da vent’anni per costruire modelli matematici delle varie funzioni cardiache, questa è la prima volta in cui si studierà un modello integrato.

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Ancora grandi le differenze di salute in Italia

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L’ultimo rapporto Osservasalute, redatto dall’Osservatorio Nazionale sulla Salute delle Regioni italiane è un corposo documento di oltre 400 pagine, e dunque complesso da sintetizzare, ma un punto di vista sempre interessante emerge inforcando le lenti delle disuguaglianze, gli output di salute derivanti dai gradienti geo-socio-culturali e osservare come si comportano gli elementi più vulnerabili del sistema. Chi ha cioè meno risorse di partenza e dunque meno mezzi per contrastare queste disuguaglianze, che si traducono anzitutto in un maggiore impatto delle malattie croniche. Queste ultime, secondo gli ultimi rilevamenti affliggerebbero nel complesso 4 italiani su 10. Una media che probabilmente non stupisce, se si considera il numero crescente di over 65.

Proviamo dunque a restringere il campo, con l’aiuto degli ultimi dati Istat: ebbene, un italiano su 5 fra i 25 e i 44 anni soffre di almeno una malattia cronica, e il 6% di questo gruppo ne presenta almeno due. Il punto cruciale è però il gradiente: la prevalenza di cronicità che nella classe di età 25-44 anni fra i laureati è del 3,4%, mentre fra la popolazione con il livello di istruzione più basso e pari al 5,7%. Uno stacco di oltre due punti.

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