Un modello matematico della povertà rurale

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Fra le aree più povere del mondo quelle rurali hanno ancora più difficoltà ad avviare dei processi di sviluppo sostenibile. I mezzi di sostentamento dei poveri rurali sono di meno rispetto a quelli delle aree urbane, e questo anche perché l’influenza dell’ambiente sulle povere economie rurali li rende fondamentalmente diverse da quelle dei Paesi più sviluppati. Del miliardo di persone che vive sotto la linea di povertà nel mondo, la maggior parte vive in comunità rurali dove le risorse naturali diventano una spada a doppio taglio. I sistemi ecologici forniscono sussistenza, ma anche diffondono elevati tassi di malattie infettive.
Oltre il 75% delle persone che vivono in aree povere e rurali dell’Africa sub-sahariana e del sud-est asiatico muore a causa di malattie infettive. Ed è noto che la cattiva salute è a sua volta una trappola della povertà: se un contadino o il suo bestiame si ammala, l’economia del sistema peggiora. L’incapacità di guadagnare abbastanza per salvare  la propria vita o quella dei propri cari rende sempre più difficile investire per migliorare la propria condizione. Non a caso gli autori parlano in questo senso di “trappole della povertà” – poverty traps – quando cioè un circolo vizioso si autorafforza permettendo alla povertà di persistere.

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Che aria si respira in metropolitana?

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Il numero dei pendolari in metropolitana è aumentato in modo continuo negli ultimi anni. In una città come Shanghai per esempio, che possiede uno dei più grandi sistemi di traffico metropolitano urbano del mondo, la quota giornaliera è stata di 9 milioni di passeggeri nel 2015 con un record di circa 11,3 milioni l’11 marzo 2017. Anche se i pendolari spendono solamente 30-40 minuti in media in metropolitana, le sostanze emesse dai vari componenti interni e gli inquinanti atmosferici trasportati dall’aria di approvvigionamento della ventilazione possono agire in maniera rilevante sulla nostra salute respiratoria. E considerando che le concentrazioni di inquinanti sono molto elevate nelle aree sotterranee della metropolitana, si tratta di un problema di salute pubblica da non sottovalutare.
A fare il punto è una review pubblicata di recente sulla rivista Environment International, che ha esaminato oltre 160 studi condotti in oltre 20 Paesi del mondo fra Asia, America ed Europa – fra cui alcuni riguardanti le metropolitane italiane, Milano in primis – individuando non solo pericolose concentrazioni dei tanto temuti particolati, ma anche di idrocarburi aromatici, gruppi carbonilici, funghi e batteri.

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