Che aria si respira in metropolitana?

Reblogged from Rivista Micron

Il numero dei pendolari in metropolitana è aumentato in modo continuo negli ultimi anni. In una città come Shanghai per esempio, che possiede uno dei più grandi sistemi di traffico metropolitano urbano del mondo, la quota giornaliera è stata di 9 milioni di passeggeri nel 2015 con un record di circa 11,3 milioni l’11 marzo 2017. Anche se i pendolari spendono solamente 30-40 minuti in media in metropolitana, le sostanze emesse dai vari componenti interni e gli inquinanti atmosferici trasportati dall’aria di approvvigionamento della ventilazione possono agire in maniera rilevante sulla nostra salute respiratoria. E considerando che le concentrazioni di inquinanti sono molto elevate nelle aree sotterranee della metropolitana, si tratta di un problema di salute pubblica da non sottovalutare.
A fare il punto è una review pubblicata di recente sulla rivista Environment International, che ha esaminato oltre 160 studi condotti in oltre 20 Paesi del mondo fra Asia, America ed Europa – fra cui alcuni riguardanti le metropolitane italiane, Milano in primis – individuando non solo pericolose concentrazioni dei tanto temuti particolati, ma anche di idrocarburi aromatici, gruppi carbonilici, funghi e batteri.

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Gli ospedali milanesi visti attraverso gli occhi del Programma Nazionale Esiti

Reblogged from Bollettino Ordine dei Medici di Milano

Secondo i dati appena pubblicati relativi al 2015 del Programma Nazionale Esiti (PNE) − lo strumento del Ministero della Salute nato per valutare gli esiti degli interventi sanitari su base nazionale e regionale − gli ospedali milanesi non se la cavano affatto male rispetto alla media nazionale. Sia nella gestione delle criticità, a livello di pronto soccorso ma anche di trattamento di pazienti in emergenza da infarto o ictus, sia per quanto riguarda i volumi di prestazioni erogate, le strutture milanesi si collocano in posizioni migliori rispetto alla media nazionale. Rimangono tuttavia alcune criticità rispetto alla media nazionale in alcune strutture per esempio nella percentuale di parti cesarei primari, ancora troppo elevata in molte aziende milanesi, mentre rimangono poche le cliniche dove si propone un parto naturale a donne con pregresso parto cesareo. Così restano alti rispetto alla media nazionale i tassi di ospedalizzazione per alcune condizioni, come la gestione delle conseguenze a lungo termine del diabete, l’asma negli adulti, la gastroenterite pediatrica e le arteriopatie.

Si osserva inoltre una certa disomogeneità fra una struttura e l’altra nella gestione delle emergenze, nella classificazione dei codici di ingresso in pronto soccorso e nei tempi d’attesa che in alcuni casi possono superare le 3 ore per un codice giallo. Va detto che confrontare i risultati dei singoli ospedali tramite gli indicatori PNE richiede accortezza. Non tutti gli indicatori presentano lo stesso grado di validità e solidità e per questa ragione in alcuni casi accostare una struttura a un’altra non è appropriato. Un possibile criterio per giudicare il valore di un indicatore è quello della significatività statistica: “Il senso di parlare di significatività statistica di un certo risultato riguardante un certo evento in una data struttura è quello di stimare la probabilità che ha quell’evento possa essere dovuto al caso” spiega Mario Braga, coordinatore delle attività PNE di Agenas.

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La meraviglia di Chagall in mostra a Milano

Reblogged from PJ Magazine

Dal 17 settembre Palazzo Reale in mostra 200 dipinti di Marc Chagall, l’artista che ha racchiuso nelle sue tele la Russia e la Francia in un unico abbraccio onirico.

 

Se mettiamo piede allOpéra Garnier di Parigi e alziamo gli occhi non vediamo le tipiche decorazioni dorate che ci aspetteremmo a corredo di questa imponente struttura, ma un flusso di angeli dai colori pastello, vortici di colore che diventano uomini, donne, paesaggi eterei e naive, come se fossero disegnati da un bambino. Ma non è la mano di un bambino ad aver dipinto quelle figure danzanti in cielo, ma uno dei pittori naturalizzati francesi più famosi del secolo scorso: Marc Chagall, un ebreo russo nato in un piccolo paese dell’odierna Bielorussia che nei suoi 97 anni di vita raccontò con la sua arte un secolo in tumulto, emancipato e onirico. Chagall è blu, giallo, rosso, talvolta verde. È curvo e i suoi tratti sono pesanti, decisi, ma pare raccontino solamente storie sospese.

E proprio queste storie sospese sono leggibili a Milano, precisamente a Palazzo Reale a partire dal 17 settembre prossimo fino al 1 febbraio 2015. 200 dipinti dell’artista provenienti dai maggiori musei di tutto il mondo e da importanti collezioni private ma anche dalle collezioni private dei suoi eredi le quali sono ancora per lo più inedite.

Sebbene sia sufficiente vedere una sola opera di Chagall per riconoscere un suo frutto a colpo d’occhio fra altri mille, ci sono molti Chagall, molti fili che hanno intrecciato la sua vita e la sua arte.

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