Verso un vaccino universale per l’influenza

OggiScienza

Il virus dell’influenza muta molto velocemente, creando problemi di compatibilità con i vaccini disponibili. Crediti immagine: Vernon Young

RICERCA – Il problema della vaccinazione per influenza è legata alla continua variabilità del virus: di anno in anno i ceppi possono modificarsi, e quindi la corrispondenza tra il virus presente in una stagione e il vaccino messo in commercio per la stagione precedente risulta sempre scarsa. Per questa ragione ogni anno è necessario sottoporsi a nuova vaccinazione anti-influenzale per essere certi di essere coperti.

Da anni però gli scienziati stanno cercando nuove strade per mettere a punto un vaccino che riesca finalmente a rivelarsi adatto a tutti i ceppi influenzali, nella prospettiva di eliminare la necessità di sottoporsi annualmente a un nuovo vaccino. La prospettiva di questo genere di ricerche è quella di fare in modo che le persone siano il più protette possibile, per più tempo possibile, con meno somministrazioni…

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Nuovi dosaggi per il vaccino contro l’HPV

OggiScienza

2755504975_4e2e92a1d1_bCRONACA – Da oggi il vaccino contro il virus HPV (Papilloma virus umano) cambia: sarà più semplice da somministrare, richiedendo ai giovani pazienti di prestarsi a due soli dosaggi al posto dei tre finora previsti. L’Agenzia Europea del Farmaco (EMA) ha approvato infatti una nuova posologia del vaccino bivalente di GlaxoSmithKline (GSK) contro il papillomavirus umano (HPV) basata su due sole somministrazioni per l’immunizzazione attiva delle ragazzine dai 9 ai 14 anni. Il vaccino a tre dosi era stato approvato nell’Unione Europea per le ragazzine a partire dai 9 anni di età per prevenire le lesioni genitali precancerose (della cervice uterina, della vulva e della vagina) e il cancro della cervice uterina associati ai ceppi di HPV 16 e 18.

In particolare, la novità consiste nel fatto che fino ad oggi in Europa il vaccino bivalente veniva somministrato in tre momenti: una prima volta, una…

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Screening cervicale: non solo pap test

OggiScienza

788px-Pap_test_wnl_SPECIALE DICEMBRE – Il tumore alla cervice uterina, detto anche più comunemente cancro al collo dell’utero, è oggi il secondo tumore più frequente tra la popolazione femminile, tanto che in Italia si stima colpisca circa 3500 donne l’anno. Purtroppo, anche se sono ad oggi attivi in Italia programmi regionali di screening per le donne dai 25 ai 64 anni, il noto Pap-test, spesso la donna non è al corrente di come funziona esattamente questo test e soprattutto come e perché si origina e come evolve il cancro alla cervice uterina. Ne abbiamo parlato con il dott. Luciano Mariani, responsabile dell’unità HPV dell’Istituto Nazionale Tumori Regina Elena di Roma.

L’unico tumore con una causa necessaria

Come sottolinea il dott. Mariani, il cancro alla cervice uterina è l’unica tipologia di tumore con una causa necessaria per la sua formazione e questa causa si chiama papilloma virus umano (hpv), che si…

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