Il coinvolgimento dei pazienti nella ricerca. Stiamo ancora inventando la ruota?

Reblogged from Forward – Recenti Progressi in Medicina

L’idea di coinvolgere il paziente nei processi decisionali che riguardano l’assistenza sanitaria e all’interno della ricerca clinica è diventato una sorta di mantra negli ultimi anni. La prospettiva è quella di una salute pubblica inclusiva, che fonda le sue radici sul dialogo fra i diversi stakeholder, per modulare linee di ricerca le cui priorità siano frutto di un processo anche bottom-up. Quasi tutti gli studi che sono stati pubblicati negli ultimi anni fanno riferimento alle potenzialità di questo approccio, sia per il paziente stesso che si sentirebbe parte attiva del processo – “empowered”, come si ama dire in letteratura – sia per i ricercatori, che sarebbero così coadiuvati nella costruzione di linee di ricerca che siano il più possibile aderenti alla pratica clinica e alle esigenze del malato.

Coinvolgere i pazienti nella pianificazione e nell’esecuzione della ricerca significa migliorarne la traduzione in pratica clinica. Dal punto di vista dei ricercatori si parla, per esempio, di coinvolgere i pazienti nella determinazione dei criteri di raccolta dei dati, nell’identificazione delle priorità all’interno di una certa linea di ricerca, della migliore valutazione dell’applicabilità di un servizio all’interno della vita quotidiana dei malati. E ancora, nel fornire agli stessi malati risorse appropriate attraverso la semplificazione dei messaggi e la caratterizzazione dell’audience, e valutando l’incisività delle linee guida.

Read More

Ultimi dati OSMED: l’insostenibile pesantezza dei farmaci

Reblogged from Scienza in Rete

L’Italia spende per il settore farmaceutico quasi il 2% del pil, e circa il 18% di quanto spende per la sanità. Numeri che crescono in maniera sensibile anche da un anno all’altro, come mostra l’ultimo rapporto OSMED, presentato da AIFA qualche giorno fa. Nel 2015 la spesa farmaceutica a livello nazionale è aumentata dell’8,6% rispetto al 2014, toccando i 28,9 miliardi di euro. Il 76% di questa spesa è rimborsata dal Servizio Sanitario Nazionale e il 14% è compartecipata dal cittadino. L’aumento della spesa riflette anche un aumento dei consumi: nel 2015 in media è come se ognuno di noi – bambini, adulti e anziani – avesse consumato quasi 2 dosi di farmaco ogni giorno. Sempre in questi giorni però AIFA ha pubblicato anche il monitoraggio dei primi due mesi del 2016, che mostra una recessione della spesa farmaceutica ospedaliera. Un rosso complessivo – sottolinea il Sole 24 Ore –  di 340,9 milioni di euro.

Read More

Cura dei tumori, un abisso tra Nord e Sud: così al malato non resta che emigrare

Reblogged from L’Espresso

Il peso dell’oncologia all’interno della spesa sanitaria italiana cresce anno dopo anno, insieme al numero di decessi dovuti a forme tumorali. Se nel 2010, secondo gli ultimi dati Airtum , le nuove diagnosi erano state circa 2,5 milioni, nel 2015 si sono superati i 3 milioni di casi. Non stupisce quindi cheper la prima volta nel 2014 la spesa sanitariaper i farmaci per il cancro ha superato quella per gli antimicrobici e per i medicinali per il sistema cardiovascolare, collocandosi al primo posto per un totale di 3,2 miliardi di euro complessivi. Un trend in linea con il costo medio delle terapie farmacologiche oncologiche, che nel periodo 2005-2009 ammontava a 25.675 euro ed è arrivato a 44.900 euro fra il 2010 e il 2014.

Il punto cruciale di questo sistema rimangono però le forti disuguaglianze che intercorrono fra regione e regione, per quanto riguarda l’accesso alle cure, prestazioni di terapia del dolore (in alcune zone inesistenti quando invece dovrebbero venire erogate), profonde differenze nell’assistenza domiciliare, disparità di accesso ad adeguate terapie nutrizionali, disomogeneità nel numero di posti letto e di servizi di hospice per le cure palliative. Questo nonostante tutte le prestazioni di assistenza tutelare siano definite come LEA (Livelli Essenziali di Assistenza) dal 2001.

Una situazione messa in luce dall’ “Ottavo Rapporto sulla condizione assistenziale dei malati oncologici” pubblicato dalla FAVO (Federazione Italiana delle Associazioni di Volontariato in Oncologia) che registra una disomogeneità geografica di servizi e strutture, e quindi di accesso alle cure.

Read More

Droga, l’allarme: sempre più in crescita quelle sintetiche

Reblogged from L’Espresso

Secondo le stime, il mercato della droga ha prodotto nel 2013 un giro di denaro di 24,3 miliardi di euro, dominato per la maggior parte ancora da cannabis, eroina e cocaina. Al contempo però il panorama si sta facendo anno dopo anno più eterogeneo e complesso da monitorare, con nuove sostanze che vengono sintetizzate e vendute e di cui spesso non si conoscono appieno gli effetti sulla salute.

Nel 2015 il numero di nuove sostanze psicoattive notificate per la prima volta al sistema di allerta rapido dell’Ue è salito a 98, contro le 24 contate nel 2009, per la maggior parte cannabinoidi sintetici. Preoccupante è anche la crescita del numero di oppiacei sintetici (esclusa quindi l’eroina) presenti oggi sul mercato: nel 2013 11 paesi europei segnalavano che oltre il 10 per cento dei trattamenti per la tossicodipendenza da oppiacei sintetici era dovuta a sostanze che non erano l’eroina. Solo un anno dopo, nel 2014, questo 10 per cento veniva superato in 18 paesi.

Secondo l’ultimo Rapporto dell’Osservatorio europeo delle droghe e delle tossicodipendenze (Emcdda) si tratta di un problema tutt’altro che secondario in un’ottica di salute pubblica, e non solo in termini di infezioni come HIV ed epatite.

Read More