Chirurgia estetica, gli italiani settimi nel mondo

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Siamo oggi al settimo posto al mondo per numero di interventi di chirurgia plastica, e addirittura una donna su 200 nel 2013 ha fatto uso di botulino. Nel mondo però si ricorre al bisturi prima di tutto per rifarsi seno e palpebre

Nel 2013 la fetta più grande di persone che sono ricorse alla chirurgia estetica nel mondo si è rifatta il seno, oltre 1.700.000 interventi in un solo anno, e a breve distanza troviamo le operazioni di liposuzione e alle palpebre. All’ultimo posto della classifica gli interventi di allungamento del pene, che hanno interessato 15.414 uomini, ma il dato forse più imprevedibile è che al mondo nel 2013 ci sono stati più interventi di vaginoplastica che trapianti di capelli.

In tutto questo l’Italia si colloca in settima posizione per numero di operazioni, anche se gli italiani ricorrono al bisturi essenzialmente per lipofilling e per trattamenti non chirurgici, come riempimenti di vario tipo, ringiovanimento facciale e soprattutto botulino.

Questi i dati pubblicati qualche giorno fa da ISAPS, The International Society of Aesthetic Plastic Surgeons, che ha sottoposto un questionario a oltre 1500 chirurghi estetici in tutto il mondo.

 

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Randagismo: anche i cani sentono la crisi

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Sempre più animali nei canili italiani, ma oggi i fondi sono scesi del 90% rispetto al 2010

Della serie: anche i cani sentono la crisi. I canili italiani sono stracolmi e ogni anno il numero di cani randagi che vengono portati presso strutture di accoglienza aumenta, specie d’estate. Non è lo stesso però per i fondi per la tutela del benessere e per la lotta all’abbandono degli animali da compagnia, che il Ministero della Salute stanzia a partire dal 1991, che nel 2012 sono stati di310 mila euro, un decimo rispetto al 2010. Ancora una volta ledifferenze regionali però si fanno sentire e  se consideriamo i dati del Ministero sul numero di cani registrati per regione scopriamo che – con le dovute eccezioni – al sud si registrano in media molti meno cani che al nord. In Calabria addirittura le statistiche parlano di un cane in media ogni 25 persone, mentre in Friuli- Venezia Giulia uno ogni 4 persone e la classifica rimane sostanzialmente invariata sia che consideriamo il numero assoluto di cani per regione, sia che consideriamo la cosa in termini di cane per numero di abitanti.

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Salute, in Italia si paga sempre più di tasca propria

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In Italia cresce il numero di chi paga di tasca propria le visite specialistiche e nel 2013 un terzo di questi pazienti ha sborsato in media più di 200 euro. Ma si fanno sentire le differenze regionali a partire dal Lazio.

“La salute è il primo dovere della vita” scriveva Oscar Wilde e pare che quanto a visite specialistiche e accertamenti diagnostici gli italiani ci mettano parecchio delle proprie tasche. Dall’ultimo rapporto Istat infatti, emerge che il 43% degli italiani che nel 2013 si è sottoposto a visita specialistica ha pagato interamente la tariffa, e un terzo di questi ha speso di tasca propria o eventualmente con rimborso oltre 200 euro. Un tasso inferiore rispetto al 2005, dove ha pagato interamente quasi il 50% dei pazienti. Per quanto riguarda invece gli accertamenti diagnostici, cioè gli esami strumentali di approfondimento, più esoneri rispetto al 2005, ma sono un quarto gli italiani che nei dodici mesi precedenti l’intervista hanno pagato interamente la quota, e il 30% di essi sborsando la cifra massima.

 

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Attacchi ai cristiani: quanti sono davvero?

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Nel 2013 in oltre 50 paesi si sono registrati scontri, ma c’è più della fede in ballo. In testa c’è la Corea del Nord e in quattro dei paesi il cristianesimo è riconosciuto come religione di stato

Quanti sono i cristiani vittime di attacchi per il loro credo religioso? La domanda è semplice, la risposta molto meno. Tnato che non è facile  Sebbene la classifica sembri assai precisa infatti, frutto di un sistema a punti minuzioso, il dato di fatto è che il numero di cristiani che hanno subito violenze, o più in generale come viene riportato nella mappa “perseguitati” non viene fornito. E meno che meno sono illustrati come i dati vengono raccolti e come vengono dati i punti che determinano la classifica. Ragione per cui non è certo semplice valutare l’esattezza di affermazioni come quella di Papa Francesco dello scorso marzo, secondo cui nel mondo oggi ci sarebbero più martiri cristiani che nei primi secoli della Chiesa. In realtà non ci sono dati attendibili per quantificare quello che succedeva 2mila anni fa, ma oggi la mappa preparata dall’associazione Open Doors mostra che sono almeno 50 i paesi dove negli ultimi 12 mesi persone di fede cristiana hanno subito violenze di qualche tipo, nella sfera privata o in quella pubblica.

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