100 anni di voto rosa

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A un secolo dalle prime rivendicazioni femministe, solo uno stato oggi non prevede il voto alle donne: Città del Vaticano. Ma il voto significa poco come dimostrano le violenze in India e Pakistan

“Siamo qui non per distruggere le leggi, ma perché il nostro desiderio è di fare le leggi” scriveva a inizio Novecento Emmeline Pankhurst, la pioniera del movimento femminile inglese per il suffragio universale (nella foto un gruppo di attiviste in costume storico da suffragette).

Oggi, dopo più di 100 anni dall’arresto della Pankhurst, con il nuovo governo Renzi per il 50% femminile la questione sulla parità di genere rimane un dibattito ancora molto vivo e sembra che finalmente le donne siano sempre più nella posizione di farle le leggi, almeno sulla carta, e non solo in Parlamento. Secondo ilmonitoraggio appena pubblicato e condotto dal Dipartimento delle Pari Opportunità a un anno dall’approvazione del decreto sulle quote di genere, circa i due terzi dei consigli di amministrazione e più della metà dei collegi sindacali delle società controllate dalle Pubbliche Amministrazioni si sono adeguati al decreto che prevede l’obbligo per le società pubbliche di garantire al genere meno rappresentato almeno un terzo dei componenti di ciascun organo sociale. Secondo dati 2013 infatti, nei consigli di amministrazione delle 25 maggiori società controllate direttamente dal Ministero dell’Economia e della Finanza, erano presenti solo 13 donne su un totale di 99 membri.

Ampliando l’orizzonte, come riportato nel Report on women and men in leadership positions and Gender equality strategy mid-term review redatto dalla Commissione Europea sulla presenza femminile nelle società private quotate in borsa, il 16% dei membri dei consigli di amministrazione nei paesi dell’Unione Europea è donna. E in Italia la percentuale scende al 12,9%.

Da questi numeri si evince dunque che sebbene sia passato un secolo dalle prime lotte per i diritti della donna, anche nei paesi cosiddetti “sviluppati” si è ancora lontani dall’utopia delle signore Punkhurst. Per non parlare del resto del mondo, dove la donna è quotidianamente vittima di abusi e violazione dei diritti umani, che nemmeno lontanamente fanno pensare alla possibilità di farele leggi. Il punto è che, come mostra la mappa storica della concessione del diritto di voto alle donne, questione madre delle rivendicazioni che hanno portato all’istituzione dell’ 8 marzo come Giornata Internazionale della Donna, nel mondo esiste solo uno stato dove le donne non hanno diritto di voto:  Città del Vaticano. Lì infatti possono votare solo i cardinali al di sotto degli 80 anni, che per legge sono soltanto uomini.

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Sicurezza alimentare: il nostro paese tra i migliori

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I paesi europei “industrializzati” sono davvero più immuni rispetto agli altri quanto a sicurezza alimentare? A guardare le statistiche sembrerebbe di no. Anzi, in molti casi la maglia nera per numero di infezioni batteriche da cibo nell’uomo spetta agli alfieri dell’Ue, Germania in primis, mentre l’Italia pare cavarsela un po’ meglio.
Questi i risultati che emergono da un dossier pubblicato lo scorso 19 febbraio dall’EFSA (Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare) sui focolai delle malattie a trasmissione alimentare in Europa nel 2012.

Il report, che viene pubblicato annualmente, raccoglie tutte le informazioni prodotte da ognuno dei 27 stati membri dell’Unione Europea a proposito delle cosiddette zoonosi, malattie trasmissibili direttamente o indirettamente tra animali ed esseri umani, ad esempio tramite il consumo di cibi contaminati o il contatto con animali infetti.

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INFN goes overseas

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Between 5 and 6th February, INFN met the delegations from the American Department of Energy (DOE) and the National Science Foundation (NSF) in order to establish a new scientific cooperation among Italy and USA. We talked about this meeting with Antonio Masiero, the INFN Deputy Director. “The collaboration between these two countries is excellent,” says Masiero, “and at the moment it involves four research projects, which are the topics we have discussed two weeks ago in Washington.”

The first project concerns the neutrino physics and takes place at Fermilab. It is composed by two experiments involving Italian physicists: a short baseline experiment and a long baseline experiment, which are respectively the first and the second phase of the project. The American interest in a collaboration with INFN is due to the Italian knowledge around liquid argon and its use as a target for particle detectors. “In Italy we have worked largely with liquid argon at Gran Sasso Laboratories, under the guide of Carlo Rubbia,” explains Masiero. “Our experiment is called ICARUS and it represents the best example of using liquid argon as a target for particle detectors. Thus, Americans need our know-how.”

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