Salmonelle e norovirus nei frutti di bosco: colpa di acqua e attrezzature contaminate

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L’acqua infetta, le attrezzature contaminate e le precipitazioni sono i fattori che determinano la presenza di virus molto aggressivi nei frutti di bosco. Sono queste le conclusioni di un report pubblicato dall’EFSA sulla contaminazione dei frutti di bosco freschi o congelati da parte di Salmonella e Norovirus. I Norovirus (NoVs) sono particolarmente aggressivi e sono ritenuti in tutto il mondo una delle principali cause di gastroenteriti nell’uomo e negli animali. Questi virus si diffondono attraverso le feci e tramite contatto da persona a persona, oppure assumendo cibo e acqua contaminati. Nel caso dei frutti di bosco la situazione è più complessa perché raramente vengono ingeriti da soli essendo spesso abbinati a torte e biscotti, contenenti latte e derivati.

Come riporta il dossier dell’EFSA, le epidemie associate a Norovirus in lamponi surgelati e fragole sono un rischio emergente, anche se ancora non è chiaro in quale fase della filiera questi focolai prendono origine. «Per comprendere la complessità della questione – spiega Fausto Gardini, docente di Microbiologia degli alimenti presso l’Università di Bologna – bisogna partire dalla scarsità di letteratura sull’argomento. Rispetto all’elevato rischio che queste sostanze portano con sé per la salute dei consumatori, la ricerca è ancora molto lontana dall’avere acquisito misure preventive valide ed efficaci. Questo perché le tecniche microbiologiche per rilevare questi virus sono molto complesse»

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Sicurezza alimentare: il nostro paese tra i migliori

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I paesi europei “industrializzati” sono davvero più immuni rispetto agli altri quanto a sicurezza alimentare? A guardare le statistiche sembrerebbe di no. Anzi, in molti casi la maglia nera per numero di infezioni batteriche da cibo nell’uomo spetta agli alfieri dell’Ue, Germania in primis, mentre l’Italia pare cavarsela un po’ meglio.
Questi i risultati che emergono da un dossier pubblicato lo scorso 19 febbraio dall’EFSA (Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare) sui focolai delle malattie a trasmissione alimentare in Europa nel 2012.

Il report, che viene pubblicato annualmente, raccoglie tutte le informazioni prodotte da ognuno dei 27 stati membri dell’Unione Europea a proposito delle cosiddette zoonosi, malattie trasmissibili direttamente o indirettamente tra animali ed esseri umani, ad esempio tramite il consumo di cibi contaminati o il contatto con animali infetti.

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