La nazione di plastica compie un anno

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Il 24 luglio scorso ha compiuto un anno il primo stato al mondo totalmente di plastica. Si tratta del Garbage Patch State (nazione di plastica), un insieme di 5 isole formate interamente da rifiuti plastici accumulati negli oceani durante gli ultimi 60 anni.

Le isole in mezzo all’Oceano non sono solo sinonimi di paradisi tropicali in cui immergersi tra le meraviglie della natura. Forse non tutti sanno che proprio lì, fra quelle che consideriamo spesso terre incontaminate, si erge il frutto di 60 anni di industrializzazione umana, un complesso di isole sparse in tutto il mondo, dall’Atlantico al Pacifico che la natura non aveva previsto, totalmente di plastica, risultato dell’accumulo di rifiuti che abbiamo gettato in mare. Si chiamaGarbage Patch State (GPS) ed è uno stato federale a tutti gli effetti riconosciuto dal’Unesco, con una propria bandiera, il cui stemma sono delle frecce rosse che richiamano il simbolo del riciclo, e una propria costituzione. Non è semplice – dicono gli esperti – quantificare con precisione la dimensione del fenomeno – le stime arrivano fino a 16 milioni di km², un’area più grande della superficie degli Stati Uniti– e in continua crescita a causa del progressivo accumulo di detriti plastici portati dalle correnti. Sì perché non è un caso che le isole si siano formate proprio in quelle cinque zone del pianeta. I detriti plastici infatti vengono trasportati dalle correnti all’interno di questi cinque vortici al centro degli oceani di enormi dimensioni e in continua espansione denominati gyres.

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Rosetta ha raggiunto la sua cometa, ecco quello che c’è da sapere

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Rosetta ce l’ha fatta. Oggi, 6 agosto 2014, a otto mesi dal suo “Hello World”, la sonda spaziale made in Esa Rosetta raggiunge finalmente il suo obiettivo: raggiungere la massima vicinanza con la cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko per studiarne con precisione le caratteristiche. La fine di un percorso lungo dieci anni. L’inseguimento di Rosetta, infatti, non ha precedenti e che è possibile ripercorrere giorno per giorno grazie al tool interattivo dell’Esa, che trovate qui sotto. Sarà l’inizio di una nuova era per l’esplorazione delle comete. La sonda infatti, ora che le dieci manovre di avvicinamento si sono concluse, seguirà le sorti della cometa Churyumov-Gerasimenko lungo la sua rotta verso il Sole, finché a novembre vi si ancorerà fisicamente.

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Rosetta sta per arrivare alla sua cometa, ecco quello che c’è da sapere

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Rosetta ce l’ha (quasi) fatta. Domani 6 agosto 2014, a otto mesi dal suo “Hello World”, la sonda spaziale made in Esa Rosettaraggiungerà finalmente il suo obiettivo: entrare nell’orbita della cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko per studiarne con precisione le caratteristiche. La fine di un percorso lungo dieci anni. L’inseguimento di Rosetta, infatti, non ha precedenti e che è possibile ripercorrere giorno per giorno grazie al tool interattivo dell’Esa, che trovate qui sotto. Sarà l’inizio di una nuova era per l’esplorazione delle comete. La sonda infatti, ora che le dieci manovre di avvicinamento si sono concluse, seguirà le sorti della cometa Churyumov-Gerasimenko lungo la sua rotta verso il Sole, finché a novembre vi si ancorerà fisicamente.

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