Horizon 2020 and Climate: which Work Program for Europe

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Waste. Water. Green Economy. Those are the main focuses of the recent Horizon 2020 Work Programmethat has been adopted on December 10th 2013 and definitively updated last July 22nd with the parts that relate to 2015. Within this Work Programme, Europe has set its objectives concerning climate action, environment, resource efficiency and raw materials. The estimated total budget including horizontal activities will be about 348 million of euro for 2014 and 377 million for the following year. The aim is to fill the gaps in the knowledge base necessary to understand changes in the environment, policies and methods.

Based on current trends, the equivalent of more than two planet Earths will be needed by 2050 to support the growing global population. It is evident that it implies a better use of our resources in order to decouple our economic growth. The project provides three calls, concerning the three main focuses – waste, water, green economy – and each call contemplates many other smaller calls concerning these three specific areas. Let us see more in detail.

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Salute, in Italia si paga sempre più di tasca propria

Reblogged from WIRED ITALIA

In Italia cresce il numero di chi paga di tasca propria le visite specialistiche e nel 2013 un terzo di questi pazienti ha sborsato in media più di 200 euro. Ma si fanno sentire le differenze regionali a partire dal Lazio.

“La salute è il primo dovere della vita” scriveva Oscar Wilde e pare che quanto a visite specialistiche e accertamenti diagnostici gli italiani ci mettano parecchio delle proprie tasche. Dall’ultimo rapporto Istat infatti, emerge che il 43% degli italiani che nel 2013 si è sottoposto a visita specialistica ha pagato interamente la tariffa, e un terzo di questi ha speso di tasca propria o eventualmente con rimborso oltre 200 euro. Un tasso inferiore rispetto al 2005, dove ha pagato interamente quasi il 50% dei pazienti. Per quanto riguarda invece gli accertamenti diagnostici, cioè gli esami strumentali di approfondimento, più esoneri rispetto al 2005, ma sono un quarto gli italiani che nei dodici mesi precedenti l’intervista hanno pagato interamente la quota, e il 30% di essi sborsando la cifra massima.

 

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La nazione di plastica compie un anno

Reblogged from PJ Magazine

Il 24 luglio scorso ha compiuto un anno il primo stato al mondo totalmente di plastica. Si tratta del Garbage Patch State (nazione di plastica), un insieme di 5 isole formate interamente da rifiuti plastici accumulati negli oceani durante gli ultimi 60 anni.

Le isole in mezzo all’Oceano non sono solo sinonimi di paradisi tropicali in cui immergersi tra le meraviglie della natura. Forse non tutti sanno che proprio lì, fra quelle che consideriamo spesso terre incontaminate, si erge il frutto di 60 anni di industrializzazione umana, un complesso di isole sparse in tutto il mondo, dall’Atlantico al Pacifico che la natura non aveva previsto, totalmente di plastica, risultato dell’accumulo di rifiuti che abbiamo gettato in mare. Si chiamaGarbage Patch State (GPS) ed è uno stato federale a tutti gli effetti riconosciuto dal’Unesco, con una propria bandiera, il cui stemma sono delle frecce rosse che richiamano il simbolo del riciclo, e una propria costituzione. Non è semplice – dicono gli esperti – quantificare con precisione la dimensione del fenomeno – le stime arrivano fino a 16 milioni di km², un’area più grande della superficie degli Stati Uniti– e in continua crescita a causa del progressivo accumulo di detriti plastici portati dalle correnti. Sì perché non è un caso che le isole si siano formate proprio in quelle cinque zone del pianeta. I detriti plastici infatti vengono trasportati dalle correnti all’interno di questi cinque vortici al centro degli oceani di enormi dimensioni e in continua espansione denominati gyres.

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