Schermi LCD: più che l’alchimia poté la scienza

lcdNel mio primo post avevo annunciato che in questo blog ci sarebbe stata una sezione intitolata “thanks, science!” in cui si approfondivano alcune scoperte scientifiche che hanno portato un beneficio alla comunità umana. Onestamente non è che gli schermi LCD siano un vero e proprio beneficio per l’umanità.. ma di sicuro hanno migliorato la qualità del nostro intrattenimento quotidiano.

In questo VIDEO – che trae spunto da un talk tenuto alla SISSA dalla dott.ssa Mariarita De Luca –  ho provato a spiegare ai profani (come me) come funzionano questi schermi LCD che ci circondano: dalle televisioni ultrapiatte del nostro salotto, agli smartphone che abbiamo in tasca, al pc su cui state leggendo queste righe. Sentirete parlare di Smart Materials – materiali intelligenti – polimeri, polarizzatori, ordine nematico… tutte cose che per la maggior parte di noi sono un grande mistero, ma su cui la scienza sta puntando tantissimo per migliorare la qualità della nostra futura tecnologia, bioingegneria compresa.

Scrivere di Fisica: qualche dritta

800px-Plastic_Protractor_Polarized_05375La settimana scorsa era il grande giorno. Era prevista la lezione del corso “comunicare la fisica” del nostro master, il momento in cui avremmo avuto i feedback delle nostre stime: in particolare per chi segue questo blog, di Moliendo cafè e Fin che la placcava, lasciala andare. Riassumo qui alcune delle dritte che ci hanno dato i nostri “profs” per scrivere di fisica – ma più in generale di scienza – evitando di ritrovarsi con prodotti approssimativi e grossolani.
Penso possa servire se chi legge intende occuparsi di queste faccende con serietà:

Cominciamo con il “contorno” dell’opera, come si sottopone un documento tramite email. Anzitutto è opportuno mettere un nome ordinato al file, non nomi generici del tipo “stime Cristina”, ma qualcosa che contraddistingua il tuo documento, come ad esempio la data e accanto il cognome dell’autore. Secondariamente, per entrare nel merito del documento, è buona norma scrivere la data, il nome dell’autore e poi sviluppare il pezzo, curandosi di salvare il tutto in pdf.

Ma veniamo ai contenuti. Il punto centrale è il caro vecchio rasoio di Occam: entia non sunt moltiplicanda praeter necessitatem, cioè non introdurre elementi che non servono. Sembra una banalità, ma spesso rileggendo un pezzo io per prima mi rendo conto che molte cose si possono tagliare. E inaspettatamente, fare ciò può risultare più complesso che scrivere un’ulteriore pagina di dati.

Un altro consiglio utile è usare delle immagini evocative, qualcosa che aiuti il lettore a figurarsi quantitativamente le questioni di cui si parla. La cosa importante è però non dimenticarsi di riprenderle nel corso del pezzo, per una maggior incisività.

Inoltre – sempre per aumentare l’efficacia del pezzo- è importante mettere dei link alle parole chiave del pezzo (o del post) che rimandi ad ipertesti, come approfondimento su questioni di cui non si è potuto parlare (a causa del rasoio di Occam di cui sopra).

Infine – last but not least – sfruttare l’attualità. Spesso, far riferimento a questioni che hanno toccato il senso comune (senza mancare di tatto, of course) può aiutare il lettore a figurarsi quello che sta leggendo e soprattutto a ricordarlo meglio una volta terminato l’articolo.

Nella speranza che fare giornalismo e comunicazione scientifica non sia solo intrattenimento. Anche nel profondo dinamismo del nostro secolo.

Credits:Wikipedia Commons, by Nevit Dilmen