Storytelling beyond Google

Don’t forget the journalism in data journalism

storytellingQuesto lo slogan della seconda settimana del MOOC in Data Driven Journalism del Knight Center che sto frequentando. Questa settimana il focus è infatti “Getting tha data and finding stories“, il cosiddetto storytelling, insomma.

Non è certo mia intenzione riassumere il contenuto dell’intera settimana, mi limito solamente a elencare qui alcuni tools molto interessanti e poco conosciuti, che vale decisamente la pena esplorare per rispondere alla domanda “where to find data and how to use it”, un primo passo decisivo per trovare una storia interessante da raccontare e da cui partire.

Questo elenco è tratto da “Beyond Google“, un lavoro di Margot Williams, data journalist presso NPR News Investigations , che dimostra come la ricerca di informazioni nel web non sia necessariamente sinonimo di Google Search. E mi sembra che questo lungo elenco non lasci spazio a ipotesi di falsificazione!

I link sono suddivisi in base all’obiettivo: indagare su una persona, una compagnia, ottenere dati pubblici, navigare in archivi nazionali, approfondire come si articolano i vari FOIA in giro per il mondo, e molto altro. Una caterva di occasioni per trovare storie da raccontare. Per non dimenticare il journalism, appunto, nel datajournalism.

Enjoy!

***Find a person:

Find a person: Work

Search Public Records

Corporation Research

Non-Profits/Charities

Watchlists, Wanted & Missing Persons Lists

Data and Statistics

International planes & ships finders

Interesting Databases

FOIAs, leaks and deletes

Lobbying for US and non-US interests

Senate Office of Public Records Lobbying Disclosure Act http://www.senate.gov/legislative/Public_Disclosure/LDA_reports.htm

  • US State Dept. Foreign Agents Registration Act (FARA) since 1940s

http://www.usdoj.gov/criminal/fara/

US Lawmakers & Officials Disclosure

Ethics.data.gov  http://ethics.data.gov

Legistorm http://www.legistorm.com

Office of Government Ethics http://www.oge.gov/Open-Government/Access-Records/Current-Executive-Branch-Nominations-and-Appointments/

Center for Responsive Politics http://www.opensecrets.org/pfds/

Campaign Finance FEC http://www.fec.gov/disclosure.shtml

National Archives

Digital library access

Web Research Updates

Credits: http://www.syncropr.com/blog/wp-content/uploads/2012/08/Storytelling.jpg

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#acquathon: il mio primo Hackathon day

800px-Open_Data_stickersTorno ora da Perugia, dopo aver vissuto appieno questo mio primo festival del giornalismo. Eccezionale, non mi vengono altre parole, anche perchè a caldo non ci riesco mai, devo far depositare pensieri e idee.

Una cosa invece non voglio che depositi: il mio primo hackathon day. Onestamente non trovo una definizione precisa ed esaustiva per definire un hackathon, direi solo che è stata una giornata in cui alcuni appassionati di giornalismo, ingegneri, informatici (e pure filosofi!) si sono incontrati a lavorare alacremente per raccogliere e sistematizzare dati provenienti da vari database, in modo da riuscire a mappare la situazione italiana intorno ad una data questione. Un po’ articolata come definizione ma sì, può andare. Il mio gruppo aveva ed ha ancora – visto che il lavoro è solo all’inizio – l’obiettivo di costruire una mappa che risponda alla seguente domanda: qual è la situazione degli acquedotti nei capoluoghi di provincia italiani? Altrimenti detto: quali sono i risultati delle analisi chimico-fisiche della acqua che beviamo? Chi fa queste analisi? E ovviamente, da buoni giornalisti: ci sono delle sostanze che hanno delle concentrazioni oltre i limiti di legge?

Nel dettaglio, siccome in Italia c’è l’obbligo di rendere pubblici questi dati, si è trattato di andare a cercare online i database più affidabili relativi ad ogni capoluogo di provincia, selezionare i parametri chimici che ci sono sembrati (o per lo meno sono sembrati ai nostri due biologi di fiducia) più significativi, e cominciare poi a creare una nostra tabella, in base alla quale poi poter costruire una mappa da visualizzare. Abbiamo scoperto che i parametri chimici delle analisi dell’acqua sono molti, troppi, e per questa ragione siamo partiti scegliendone uno in particolare: la concentrazione dei nitrati.

Nove ore di lavoro “matto e disperatissimo” dopo le quali sono emersi dei risultati interessanti, come potete vedere dalla MAPPA (seppur provvisoria, visto che il lavoro non è ancora completo) che ne è emersa e che è consultabile, insieme agli altri progetti sul sito dataninja.it.

Devo dire che sono davvero entusiasta di questo primo lavoro, sia perchè mi ha permesso di entrare in contatto con persone interessanti, come alcuni membri del gruppo Spaghetti Opendata, sia perchè mi ha fatto gettare uno sguardo su questo universo del data journalism che da qualche tempo ha cominciato ad appassionarmi. Ci siamo ripromessi di non lasciare il lavoro incompleto, perchè ne vale proprio la pena…perciò: stay tuned, che #acquathon ritornerà con una prossima puntata even more enjoyable!

Credits: Wikipedia Commons, Open Data Stickers by Jonathan Gray

E al loro dio goloso non credere mai

LeftHand_2Come altri aspiranti giornalisti della rete prima di me, anche io oggi ho peregrinato un po’ nel web per cercare di capire quale fosse il panorama italiano dei periodici cartacei che si occupano di scienza. Mi è capitata tra i primi risultati di Google Search questa pagina, che ha attirato – seppur nella semplicità della sua grafica – la mia attenzione, poichè riportava un elenco di 40 riviste a periodicità mensile presenti in Italia. Bestia – mi sono detta usando un francesismo – le possibiltà sembrano proprio non mancare! L’entusiasmo tuttavia si è spento dopo poco, nel momento in cui ho cominciato a ispezionare ogni singola rivista a cui rimandavano i links contenuti nella tabella. Dunque – mi sono detta – escludendo:

– i periodici di psicologia, psicanalisi, criminologia, fitness o misteri irrisolti, che poco hanno a che fare con i settori scientifici che stavo cercando;

– le riviste online che – seppur ottime piattaforme – sono in realtà sono siti di associazioni, politiche e non;

ed eliminati i siti aggiornati al 2001 (con un brillante post in prima pagina sulla caduta delle Torri Gemelle, ma che non danno certo limpressione di essere freschissimi), ne emerge un quadro decisamente diverso. A questo punto escludiamo anche i periodici definitivamente chiusi (che continuano a comparire nella tabella…..perchè??) e quelli che sono diventati siti web, che mi ricordano  l’associazione per cani abbandonati in cui ho preso il mio Biagio, la quale pubblica una volta l’anno su carta le migliori storie di adozioni andate a buon fine. Beh..il numero si riduce drasticamente.

Insomma, taglia qui che taglia lì, su un elenco invitante di 40 possibilità di declinare tutte le mie sboccianti idee, ne rimane un numero che si può contare sulle dita delle proprie mani.

Ora, probabilmente è questo sito a cui faccio riferimento ad essere oramai obsoleto, e probabilmente sono stata sfortunata ad essere rimandata algoritmicamente proprio a quello..certo è che tutto questo fa riflettere, non tanto sulla situazione dell’editoria in Italia, argomento su cui non ho ad oggi la preparazione per dire nulla, quanto sulla caratteristica del web di fare spesso da contenitore, più che da contenuto. Senza chiedersi cioè se quello che propone tra i suoi primi risultati sia proprio quello che all’utente serve sapere. Ma per fare questo – si sa – non basterebbe un algoritmo, nemmeno oggi.

Trovate il sito di cui parlo qui.

Credits: Wikipedia Commons, LeftHand 2.png by AS990.

Schermi LCD: più che l’alchimia poté la scienza

lcdNel mio primo post avevo annunciato che in questo blog ci sarebbe stata una sezione intitolata “thanks, science!” in cui si approfondivano alcune scoperte scientifiche che hanno portato un beneficio alla comunità umana. Onestamente non è che gli schermi LCD siano un vero e proprio beneficio per l’umanità.. ma di sicuro hanno migliorato la qualità del nostro intrattenimento quotidiano.

In questo VIDEO – che trae spunto da un talk tenuto alla SISSA dalla dott.ssa Mariarita De Luca –  ho provato a spiegare ai profani (come me) come funzionano questi schermi LCD che ci circondano: dalle televisioni ultrapiatte del nostro salotto, agli smartphone che abbiamo in tasca, al pc su cui state leggendo queste righe. Sentirete parlare di Smart Materials – materiali intelligenti – polimeri, polarizzatori, ordine nematico… tutte cose che per la maggior parte di noi sono un grande mistero, ma su cui la scienza sta puntando tantissimo per migliorare la qualità della nostra futura tecnologia, bioingegneria compresa.