Fukushima 5 anni dopo

Reblogged from Rivista Micron

Elevate concentrazioni di contaminanti riscontrate nelle nuove foglie di cedro e nei pollini, aumento delle anomalie nella crescita degli abeti, mutazioni ereditarie riscontrate nelle farfalle Zizeria maha, danni al DNA dei vermi nelle zone altamente contaminate e riduzione della fertilità nella rondine comune. Uno studio quadriennale ha rilevato inoltre una diminuzione della quantità di esemplari di 57 specie di uccelli nelle aree a maggiore esposizione, elevati livelli dell’isotopo di cesio nei pesci d’acqua dolce che poi vengono immessi in commercio e contaminazione radiologica degli estuari, che rappresentano uno degli ecosistemi più importanti del Giappone. Infatti, se è vero che gli effetti della contaminazione radioattiva sugli ecosistemi costieri e marini sono significativi, quelli sui bacini di acqua dolce sono ancora più evidenti. L’accumulo di cesio radioattivo in pesci d’acqua dolce dopo il disastro di Fukushima per esempio, è risultato circa 100 volte più elevato rispetto a quello che si è riscontrato nei pesci di mare.

Read More

Un’Italia ad alto rischio

Reblogged from Rivista Micron

Il 20% del territorio nazionale è a pericolo frane, l’8% a rischio elevato, e il 25% è a rischio alluvione, il 4% con pericolosità elevata, con un tempo di ritorno cioè fra i 20 e i 50 anni. Solo 12 comuni su 100 in Italia sono esenti completamente sia da rischio frane che alluvioni e per contro in 7 regioni su 20 l’intero territorio regionale è interessato da dissesto idrogeologico. Se parliamo in termini di popolazione potenzialmente coinvolta, il 2,1 degli italiani convive, magari inconsapevolmente, con il rischio elevato di frane e il 3,2% con il rischio di alluvioni. A rischiare grosso sono anche i beni culturali del nostro Paese, il 18% dei quali è oggi a rischio frane e il 6,6% a rischio alluvione.
Questi i dati poco confortanti resi noti da ISPRA, che ha pubblicato in questi giorni il suo rapporto 2015 “Dissesto idrogeologico in Italia: pericolosità e indicatori di rischio”.
Un rapporto basato sulle mosaicature effettuate da ISPRA delle aree a pericolosità da frana dei Piani di Assetto Idrogeologico (PAI) e delle aree a pericolosità idraulica perimetrate dalle Autorità di Bacino, Regioni e Province Autonome, e sui dati geospaziali relativi a popolazione, imprese, beni culturali e superfici artificiali.

Read More

Ocse: scenari allarmanti se non cambierà la politica ambientale

Reblogged from Rivista Micron

Quasi tutti semafori rossi: nel 2050 quasi tutti gli ambiti di salute che sono correlati con fattori ambientali rappresenteranno scenari allarmanti, almeno secondo le previsioni dell’OCSE, contenute nel report OECD ENVIRONMENTAL OUTLOOK TO 2050, basate sulcosiddetto Baseline Scenario. Inquineremo sempre di più e di conseguenza assisteremo a percentuali sempre più alte di morti premature dovute all’inquinamento dell’aria, in particolare a causa dell’esposizione a particolati, ozono e sostanze chimiche considerate pericolosissime. Un pochino meno allarmanti – l’OCSE le dipinge come semafori gialli – le previsioni riguardanti l’inquinamento indoor, la mortalità infantile per diarrea e la malaria.

Read More

Seabin, il cestino della spazzatura che ripulisce gli oceani (goccia a goccia)

Reblogged from StartupItalia

È la goccia che scava la pietra, si sa. Ed è proprio questa l’idea alla base di Seabin Project, un progetto che si è posto l’ambizioso obiettivo di ripulire gli oceani di tutto il mondo goccia a goccia, con lentezza e costanza. È stato pensato e costruito da due surfisti australiani, Pete Ceglinski e Andrew Turton.

«Ma come si possono ripulire i nostri oceani un porto dopo l’altro?» Ecco la domanda da cui sono partiti gli ideatori del progetto Seabin: affrontare il problema dell’inquinamento in un ambiente controllato, come appunto i porti turistici. All’interno di questi luoghi, infatti, non ci sono le grandi onde dell’oceano né tempeste o pesanti rovesci ma, al tempo stesso, il vento e le correnti sono costantemente in movimento e i detritigalleggianti, presenti nei nostri oceani, vi arrivano facilmente. Ed è per questo che Seabin è pensato anzitutto per i gestori di porti e yacht club.

Read More