Che aria respiri? Da una start up di Berkeley ecco mappa e sensori per misurare l’inquinamento

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Utilizzare la rete per creare consapevolezza su ciò che stiamo effettivamente respirando, e proteggerci adeguatamente. Per David Lu, studente di ingegneria ambientale nato e cresciuto a Shanghai e in visita all’università di Berkeley, si tratta di una questione personale, che tocca la quotidianità di milioni di suoi connazionali, e non solo, e che l’ha portato giovanissimo a mettere a punto il più piccolo sensore al mondo, facile da portare con sé come un portachiavi.

Il funzionamento è molto semplice: si illumina di verde se i livelli sono entro la soglia, di rosso se non lo sono. Si chiama Clarity  e rileva il livello di inquinamento presente nel luogo in cui ci troviamo.
Nelle metropoli cinesi o indiane, le concentrazioni di PM 2.5 sono infatti altissime, anche oltre 500 microgrammi per metro cubo, quando il limite consigliato sarebbe 25 microgrammi.

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Con l’osmosi inversa Israele produrrà acqua low cost desalinizzata

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L’acqua è il bene più prezioso, ma anche quello che scarseggia di più, perciò le tecnologie in grado di produrre acqua pulita sono sempre più importanti. E desalinizzare l’acqua di mare è una strada che Israele percorre al galoppo negli ultimi anni, con l’obiettivo di assicurarsi l’indipendenza idrica per i prossimi decenni.
Siccome gli alti costi dell’energia richiesta per mettere in moto i macchinari non deve essere troppo elevata rispetto ai volumi di acqua prodotta, Israele, pioniere anche in questo, ha trovato il modo di produrre acqua a un costo più basso delle tecnologie precedenti con l’impianto di desalinazione più grande al mondo situato a sud di Tel Aviv. L’acqua lì prodotta dai processi di dissalazione è la più economica nel mondo: 58 centesimi di dollaro per metro cubo, cioè 50 centesimi di euro al metro cubo, che significano secondo le stime, dai 300 ai 500 dollari all’anno per nucleo familiare.

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L’economia dei Millennials

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Sono ragazzi e ragazze che nel 2025 costituiranno il 75% della forza lavoro del pianeta. Quelli che spesso vengono etichettati come dei narcisisti, pigri e indecisi, che vivono ancora con i genitori. La loro cultura digitale minaccia di fare perdere il 35% dei ricavi all’intero sistema bancario mondiale da qui al 2020. Quando impugnano lo smartphone o anche se soltanto usano uno spazzolino da denti, consapevoli o meno, detteranno le regole dell’economia nei prossimi decenni. Sono i «superpoteri» dei millennials, i ragazzi nati tra il 1980 e il 2000. Dopo una recessione storica, questa è la loro “new economy”.

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PocketScan: lo scanner wi-fi che sta in una mano, va alla conquista del mercato a 149$

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Ci sono dei momenti in cui desidereremmo con tutti noi stessi che quel foglio di carta che giace sul nostro tavolo pieno di lettere e numeri si trasferisse come per magia nel nostro pc, e che lo potessimo editare a nostro piacimento, modificarne le tabelle, le immagini. Da oggi è possibile, grazie a un mini scanner wifi grande come un timbro da ufficio, che sta in una mano e che ha letteralmente sbancato Kickstarter.

Lanciato sulla piattaforma di crowdfunding nel giugno del 2014,PocketScan, così si chiama la startup, è riuscito a raggiungere l’obiettivo in sole 10 ore, e in poco più di un mese hanno ottenuto un finanziamento pari al 1000% di quello che i fondatori avevano previsto. In un anno sono stati venduti ben 5000 PocketScan in oltre 50 paesi. Numeri da record per uno strumento che potrebbe da qui a qualche anno essere un must sulle nostre scrivanie.

Come funziona?

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