Creare un mondo 3D (e una realtà ibrida) con lo smartphone

Reblogged from StartupItalia

Immaginiamo di fotografare un palazzo con il nostro smartphone e una volta tornati a casa di sederci al nostro tavolo da lavoro, proiettare il modello 3D del palazzo ed “entrarci”, per abbattere muri, spostare stanze, porte e finestre. In maniera virtuale, certamente, ma con la stessa veridicità tridimensionale che percepiremmo se fossimo realmente dentro l’edificio e quei muri li stessimo abbattendo davvero. Un esempio di quella che viene definita “realtà ibrida”, una nuova frontiera che mette insieme le tecnologie nel campo della realtà virtuale e della realtà aumentata.

Un progetto che parla italiano

Il progetto europeo REPLICATE (cReative-asset harvEsting PipeLine to Inspire Collective-AuThoring and Experimentation) ha proprio questo obiettivo: mettere a punto un sistema che sfrutti i più sofisticati sensori presenti in smartphone e dispositivi mobili, per permettere una ricostruzione accurata e affidabile di oggetti e ambienti in 3D, che poi possono essere utilizzati per progettare e comporre nuovi oggetti e per simulare processi reali.

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Fame, un mondo diviso tra denutriti e obesi

Reblogged from L’Espresso

In un ipotetico gruppo di 10 persone, sedute in cerchio una accanto all’altra, ne troveremmo una denutrita e 4 in sovrappeso. Ancora oggi nel mondo l’11 per cento della popolazione, cioè 1 persona su 9, è denutrita, mentre il 40 per cento è sovrappeso o addirittura – 1 su 10 – obesa.

Se il gruppo fosse composto da bambini, a essere denutriti sarebbero 2,5 bambini su 10, e altri 1,5 su 10 sarebbero gravemente sottopeso. Insomma, non è vero che ovunque nel mondo stiamo riuscendo a sconfiggere la fame: non è così in Africa Subsahariana e non è così nelle regioni meridionali e occidentali dell’Asia e in Oceania, dove oggi le persone hanno meno disponibilità di cibo rispetto a 25 anni fa.

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