Nel 2014 due italiani su cinque ancora fuori dalla rete

Reblogged from WIRED ITALIA

Alla faccia del digital divide: oggi 2 italiani su 5 dichiarano di non aver mai usato internet. Sono stati fissati a 2,1 miliardi di euro i fondi previsti dall’Accordo di partenariato per reti e Agenda digitale che l’Italia potrà spendere da qui al 2020 per ilpotenziamento della banda larga, ma per parecchi italiani questa notizia cambierà ben poco le loro vite. Ancora oggi infatti il 40% della popolazione italiana intervistata nel 2013 da Istat, non ha mai utilizzato internet. E se buona parte di questa percentuale è composta da persone con più di 65 anni, la cui esistenza è progredita per la maggior parte senza l’ausilio della grande Rete, tra i non utenti del web troviamo anche parecchi giovani, e una fetta di giovanissimi. Il 17% di quelli che vengono definiti i “nativi digitali”, che cioè hanno meno di 24 anni, non hanno utilizzato internet nei tre mesi precedenti all’intervista, nemmeno per connettersi ai social network. Non si è connesso il 27% dei 25-34 enni, cioè uno su tre, e il 34% dei 34-44 enni. Inoltre, fra gli adolescenti, cioè chi nel 2013 aveva fra i 14 e i 18 anni 6 su 100 dichiarano di non aver mai utilizzato internet nella propria vita, così come il 7% dei maschi laureati e addirittura una donna laureata su dieci.

Read More

Nasce Secret, la app per i messaggi anonimi

Reblogged from PJ Magazine

Creata da due ex dipendenti Google, Secret promette ai suoi utenti di condividere messaggi con i propri contatti con una libertà mai avuta prima. Come? Attraverso il più completo anonimato.

Forse molti ricorderanno il film francese «Emotivi anonimi» uscito nelle sale nel 2010, i cui protagonisti, una cioccolataia e il padrone della cioccolateria dove lei lavora, afflitti da un’ inguaribile timidezza nell’approcciarsi agli altri si ritrovano a frequentare un gruppo di sostegno chiamato appunto «emotivi anonimi». Bene, oggi per i più timidi , specie in questioni di cuore, è nata Secret,una app che permette di postare messaggi in completo anonimato e che pare interessare molto il colosso blu di Zuckerberg.

Secret funziona così: una volta scaricata la app sul proprio smartphone – è disponibile sia per iPhone, che per chi usa il sistema operativo Android – Secret permette di connettersi con i nostri contatti, ma al tempo stesso tutti i post che si condividono rimangono anonimi. Niente foto profilo e nessun segno di riconoscimento, solo la possibilità di inviare messaggi anonimi a chi si desidera, sostanzialmente senza metterci la faccia.

«Share with your friends, secretly. Speak freely»

Read more

Un “GPS” per ricostruire il nostro albero genealogico

Reblogged from PJ Magazine

“Ho trovato compagni trovando me stesso” scriveva Cesare Pavese nella poesia Antenati.

Probabilmente Pavese non avrebbe pensato che questo suo verso così evocativo potesse ottant’anni dopo rivelarsi così calzante per introdurre una nuova frontiera in campo scientifico.

Oggi invece nuovi risultati sembrano dimostrare che proprio guardando in quello che forse è l’antro più intimo e caratterizzante di noi stessi, cioè il nostro profilo genetico, l’uomo potrebbe riuscire a trovare le sue origini fino a oltre 1000 anni fa e in questo modo rintracciare i suoi compagni “biologici”.

La ricerca di un metodo che utilizzi informazioni biologiche per prevedere il luogo di origine di un essere umano ha occupato gli scienziati per secoli. In particolare dopo la scoperta del DNA, numerosi ricercatori hanno continuato a studiare il problema attraverso l’analisi dei dati genetici, anche se con scarso successo.

Oggi però uno studio pubblicato sulla prestigiosa rivista Nature Communication, sembra aprire la strada a nuove possibilità, grazie a un test in grado di analizzare il DNA degli individui di una popolazione e confrontarlo con le aree geografiche in cui questo popolo ha vissuto, fino a raggiungere, nella migliore delle ipotesi, addirittura il villaggio originario di provenienza.

Secondo lo studio la percentuale di successo si attesterebbe intorno all’80%, con picchi maggiori nel caso delle popolazioni del Sud Est Asiatico.

Read more

Google Street View per andare indietro nel tempo

Reblogged from PJ Magazine

Da oggi sarà possibile vedere com’erano le più grandi città del mondo anni o decenni fa. Tutto con un semplice click, grazie alla nuova funzione di Google Maps

Si dice che il colosso Google sia vincente perché sa guardare in avanti, basti pensare ai Google Glass, ma in questo caso sembra che la sa marcia in più derivi dal suo saper guardare all’indietro, e non metaforicamente, ma fisicamente al passato.

L’azienda californiana ha lanciato infatti una nuova funzione di Google Maps che dà la possibilità all’utente diesplorare alcuni luoghi non solamente come sono ora, ma come erano in passato. O come sono con il cambiare delle stagioni. Google ha infatti raccolto le immagini dellemappature passate, che raccontano come le nostre città o le nostre zone verdi si siano rapidamente modificate: dove si trovava quell’alberghetto romantico della nostra luna di miele, l’ufficio dove abbiamo lavorato alcuni mesi, il piccolo negozio di alimentari ora dismesso dove facevamo la spesa gli anni dell’università, il bar del paese che ora non c’è più. Ma la nuova funzione è in realtà meno banale di quello che sembra a prima vista, perché oltre ad alimentare copiosa i nostri più intimiamarcord, si potrebbe rivelare molto utile a chi fa ricerche, e non solo storiche. Basti pensare per esempio aigiornalisti che stanno lavorando a un’inchiesta e si chiedono quale fosse lo stato di avanzamento dei lavori in un certo luogo, un certo mese di un certo anno. Oppure alle forze dell’ordine, agli investigatori, che nel seguire una pista si trovano nella necessità di ricostruire a distanza di tempo una scena del crimine. E ancora chi si occupa di antropologia e studia i fenomeni di urbanizzazione a livello mondiale o locale.

Read More