Tag

, , ,

Reblogged from PJ Magazine

“Ho trovato compagni trovando me stesso” scriveva Cesare Pavese nella poesia Antenati.

Probabilmente Pavese non avrebbe pensato che questo suo verso così evocativo potesse ottant’anni dopo rivelarsi così calzante per introdurre una nuova frontiera in campo scientifico.

Oggi invece nuovi risultati sembrano dimostrare che proprio guardando in quello che forse è l’antro più intimo e caratterizzante di noi stessi, cioè il nostro profilo genetico, l’uomo potrebbe riuscire a trovare le sue origini fino a oltre 1000 anni fa e in questo modo rintracciare i suoi compagni “biologici”.

La ricerca di un metodo che utilizzi informazioni biologiche per prevedere il luogo di origine di un essere umano ha occupato gli scienziati per secoli. In particolare dopo la scoperta del DNA, numerosi ricercatori hanno continuato a studiare il problema attraverso l’analisi dei dati genetici, anche se con scarso successo.

Oggi però uno studio pubblicato sulla prestigiosa rivista Nature Communication, sembra aprire la strada a nuove possibilità, grazie a un test in grado di analizzare il DNA degli individui di una popolazione e confrontarlo con le aree geografiche in cui questo popolo ha vissuto, fino a raggiungere, nella migliore delle ipotesi, addirittura il villaggio originario di provenienza.

Secondo lo studio la percentuale di successo si attesterebbe intorno all’80%, con picchi maggiori nel caso delle popolazioni del Sud Est Asiatico.

Read more

Annunci