Meno incisioni e una vista migliore: ecco la tecnologia italiana in aiuto della chirurgia addominale

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Riuscire a eseguire interventi chirurgici addominali dall’interno, invece che dall’esterno, riducendo al minimo le incisioni e sfruttando gli orifizi naturali. Fantascienza? No, prossima realtà. Il Politecnico di Milano, insieme alle Università di Genova, di Bergamo e dell’Aquila da anni sta portando avantiNOTES (Natural Orifice Transluminal Endoscopic Surgery), un progetto finanziato dal MIUR concluso nel 2012, per mettere a punto una tecnologia in grado di garantire un’ottima visione del campo operatorio.

Tutto grazie da un endoscopio di ultima generazione, dotato di telecamera integrata, sensori e fibre ottiche per garantire un’adeguata illuminazione. Un sistema grazie al quale il chirurgo potrà disporre di un’ottima visione all’interno del paziente e intervenire senza bisogno di incisioni, spesso importanti per il paziente.

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Carne rossa cancerogena, troppi fraintendimenti. Sei punti per fare chiarezza

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Ancora una volta il problema è anzitutto linguistico. La questione della cancerogenicità della carne rossa è l’argomento della settimana, ma come accade spesso quando si parla di salute, basti pensare all’argomento vaccini, si sbaglia in partenza, perché si confondono le parole, e di conseguenza dati e risultati. A portare la questione alle cronache è una recente monografia dell’IARC, l’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro, che fa parte dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, che ha mostrato come la carne rossa “processed” cioè lavorata (insaccati, salsicce, ecc) è cancerogena, mentre la carne rossa nel suo complesso potrebbe esserlo. (vedi qui )

Queste affermazioni che pure sono esplicitate molto chiaramente dall’OMS stessa, non significano però che la carne rossa causa il cancro, ma che una certa quantità di consumo giornaliero di carne rossa lavorata è associato a un certo rischio di contrarre il cancro al colon retto. La differenza fra queste due espressioni, e quindi fra le impressioni che ognuna di esse può indurre a chi legge, è evidente anche a un occhio non esperto.

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Health inequities in the European Region

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Europe is on track to achieve the Health 2020 target to reduce premature mortality from cardiovascular diseases, cancer, diabetes mellitus and chronic respiratory diseases by 1.5 percent annually until 2020. However, there are other challenges for the European Region, like those concerning health inequalities among countries.

Recently, WHO presented the Health Report 2015, published every three years, which aims to collect data from all the WHO databases concerning the main health topics. This edition has two goals: reporting on progress towards the Health 2020 targets in the Region so far, for instance on premature mortality linked to risk factors, life expectancy or the health coverage, and highlighting new frontiers in health information. Data are mainly taken from Health for All database, the Global Status of NCDs 2014 and the EU detailed Mortality database.

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Sanità, tagliare ancora è pericoloso

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Contenimento, contenimento e ancora contenimento: questa la parola chiave che si sentono ripetere da anni quando si parla di sanità. Giusto ieri il Ministro Lorenzin ha presentato la lista delle 208 prestazioni attualmente a carico del Servizio Sanitario Nazionale a rischio taglio.
Sono di qualche giorno fa invece le ultime dichiarazioni di Renzi secondo cui male che vada nel 2016 si avrà lo stesso finanziamento del 2015, cioè 109 miliardi di euro. Peccato che gli impegni presi dal Governo attraverso il Patto per la Salute 2014-16 e le successive modifiche fossero ben diversi: 109 miliardi di euro per il 2015 e 113 per il 2016. Una staticità impensabile per il ministro della Salute Lorenzin, secondo cui il Fondo sanitario per il prossimo anno “non dovrebbe scendere sotto i 112 miliardi di euro”, cifra stabilita dalla Legge di Stabilità.

Ma è vero che spendiamo ancora troppo? Da quanto emerge dai dati pare di no. Anzi, in qualche caso tagliare ancora sarebbe molto pericoloso.

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