Consumo eccessivo di carne rossa e salute: nuovi dati su BMJ

OggiScienza

Un consumo di grandi quantità di carni rosse sembra essere associato a un aumento di mortalità. Crediti immagine: Public Domain

SALUTE – Ancora una volta le evidenze suggeriscono che consumare carne non fa male di per sé, ma che un consumo eccessivo di certo non fa bene. Insomma, come è emerso anche un anno e mezzo fa a proposito della questione della cancerogenicità della carne rossa, tutto dipende dalla quantità e dalla frequenza con cui ne facciamo uso.
In questi giorni la rivista BMJ ha pubblicato uno studio che conferma ancora una volta che il consumo massiccio di carne rossa e lavorata – cioè fondamentalmente gli insaccati – è associato con un aumento della mortalità. Un risultato che ha fatto parlare Fiona Godlee, editor in chief di BMJ di “another inconvenient truth”, un’altra verità scomoda.

Si tratta di una ricerca che ha riguardato oltre 536 000 americani…

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Carne rossa cancerogena, troppi fraintendimenti. Sei punti per fare chiarezza

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Ancora una volta il problema è anzitutto linguistico. La questione della cancerogenicità della carne rossa è l’argomento della settimana, ma come accade spesso quando si parla di salute, basti pensare all’argomento vaccini, si sbaglia in partenza, perché si confondono le parole, e di conseguenza dati e risultati. A portare la questione alle cronache è una recente monografia dell’IARC, l’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro, che fa parte dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, che ha mostrato come la carne rossa “processed” cioè lavorata (insaccati, salsicce, ecc) è cancerogena, mentre la carne rossa nel suo complesso potrebbe esserlo. (vedi qui )

Queste affermazioni che pure sono esplicitate molto chiaramente dall’OMS stessa, non significano però che la carne rossa causa il cancro, ma che una certa quantità di consumo giornaliero di carne rossa lavorata è associato a un certo rischio di contrarre il cancro al colon retto. La differenza fra queste due espressioni, e quindi fra le impressioni che ognuna di esse può indurre a chi legge, è evidente anche a un occhio non esperto.

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