Hemafuse, il dispositivo low cost per l’autotrasfusione

Reblogged from StartupItalia

Poter contare su una trasfusione di sangue può fare la differenza fra sopravvivere e morire, e per chi vive in un paese a basso reddito, magari vessato da epidemie che richiedono importanti quantitativi di sangue, l’accesso a una trasfusione può non essere scontato.

Come fare quindi per assicurare quantità sufficienti di sangue nuovo anche in zone colpite da guerre ed epidemie? Un’idea innovativa è quella dell’autotrasfusione, cioè di “depurare” il proprio stesso sangue.

 È questo il meccanismo che sta alla base di Hemafuse, un dispositivo meccanico per l’autotrasfusione intraoperatoria che raccoglie il sangue proveniente da una emorragia interna, riconvertendolo in sangue da utilizzare in situazioni diemergenza. Il dispositivo è un semi-riutilizzabile e può essere utilizzato fino a 50 volte attraverso filtri monouso. Fra un utilizzo e l’altro il corpo principale del dispositivo viene sterilizzato.

Read More

2050: abbiamo bisogno di città sane

Reblogged from Rivista Micron

Secondo le stime delle Nazioni Unite,
oggi il 40% dell’espansione urbana a livello
mondiale significa baraccopoli. Nel
2014 la metà della popolazione mondiale,
e due terzi di quella Europea, viveva in
aree urbane, l’80% della quale nei Paesi
in via di sviluppo, e nel 2050 – pronostica
il World Economic Forum – a vivere in
aree urbanizzate saranno i due terzi degli
abitanti del nostro pianeta. Il problema
è che abitare in città non significa vivere
in un luogo sano, a partire dall’accesso ai
servizi sanitari, anche quelli che per molti
di noi sono scontati, come l’esistenza
delle fognature.
La dicotomia città-campagna è cieca di
per sé, e tenere di conto, come accade
nella maggior parte degli studi sul tema,
solo la media statistica che va sotto il
nome di total urban health non racconta
tutta la storia. Città significa anche
quella sterminata “Terra di Mezzo” che
è la periferia. Sempre secondo i dati del
World Economic Forum, in Africa Subsahariana
e nel Sudest Asiatico rispettivamente
il 62% e il 43% della popolazione
urbana vive in baraccopoli, esposta dunque
a malattie, come infezioni, colera
e diarrea, anche perché molto spesso i
programmi di vaccinazione sono effettivamente
assenti.
Tuttavia non serve

Read More

Flo, bastano 3 dollari per cambiare la vita di una giovane donna

Reblogged from StartupItalia

Un pacchetto con 10 assorbenti usa e getta costa a una ragazza africana circa 1,2 dollari. Un costo enorme in paesi dove grosse fette della popolazione vivono con meno di 2 dollari al giorno. Con il risultato che una ragazza su 10 durante il ciclo mestruale non va nemmeno a scuola, e che 9 ragazze su 10 utilizzano assorbenti riutilizzabili, che altro non sono che pezzi di stoffa che vengono poi lavati.

Viene da pensare che anche le nostre nonne non utilizzavano assorbenti igienici usa e getta, e sopravvivevano, ma c’è in realtà una profonda differenza: nei paesi a basso reddito – pensiamo alle condizioni di vita di una slum – è spesso difficile, se non impossibile trovare acqua pulita o detergenti adeguati per disinfettare i tessuti da germi e batteri.

Read More

Troppi antibiotici, e spesso non servono

Reblogged from datajournalism.it

L’antibiotico resistenza, cioè il fenomeno secondo cui un batterio può diventare resistente a un certo farmaco che dovrebbe invece combatterlo, è un fatto oramai divenuto allarmante. Solo in Europa l’Organizzazione Mondiale della Sanità stima che l’antibiotico-resistenza causi ogni anno circa 25 mila morti e che costi oltre 1,5 miliardi di dollari, tradotto in spese per l’assistenza sanitaria e perdita della produttività.

Il 30% degli antibiotici non serve

Secondo quanto riporta un report pubblicato quest’estate da AIFA, dal titolo “L’uso dei farmaci in Italia, 2014”, noi italiani nel 2012 avremmo consumato 27,6 DDD (sigla che sta per Defined Daily Dose, cioè dose giornaliera prestabilita) di antibiotici per 1000 abitanti ogni giorno. La media europea è 21,5 DDD/1000 die, e dall’80% al 90% di queste prescrizioni avviene nell’ambito della medicina generale, cioè quando ci rechiamo dal nostro medico di base. Il punto è che una prescrizione su 3 è superflua. Secondo il report di AIFA infatti, il 41% delle prescrizioni per la cura di malattie respiratorie sarebbe superfluo, così come il 31,6% dei trattamenti per tonsilliti e faringiti, il 35,8% di quelli per la bronchite e ben il 42,3% delle prescrizioni per curare le forme meno gravi di cistite. Un consumo eccessivo di antibiotici che si riscontra soprattutto al sud e nelle donne.

Read More