Da Melbourne arriva la prima spina dorsale bionica (lunga 3 cm)

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Nessuno scheletro artificiale, nessuna macchina ingombrante, ma solo un micro dispositivo impiantabile che permetterà alle persone che non possono camminare di cominciare a sperare. Un team di 39 neurologi e ingegneri ha messo a punto un device che si interfaccia con il cervello registrando l’attività neurale e collegandola agli arti, che possono essere arti bionici oppure esoscheletri. In altre parole invia gli ordini di movimento prodotti dal cervello a gambe e braccia.

Il lato innovativo di questa tecnologia è la sua bassissima invasività, dato che non richiede alcuna operazione al cervello, ma prevede solo un piccolo taglio sul collodel paziente. Si tratta infatti di un sensore di appena 3 cm di lunghezza pochi millimetri di diametro che viene impiantato nei vasi sanguigni vicino al cervello, e che come hanno dimostrato i primi risultati ottenuti in studi pre-clinici condotti su pecore e pubblicati su Nature Biotechnology, è in grado di registrare i segnali provenienti dalla corteccia cerebrale senza bisogno di operazioni al cervello.

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Diabete: nel 2030 colpirà un adulto su 10

OggiScienza

diabetes-528678_960_720 Il diabete di tipo 2 colpisce circa 60 milioni di persone in Europa, una cifra in crescita a livello mondiale. Crediti immagine: Pixabay.

APPROFONDIMENTO – Ogni 6 secondi una persona al mondo muore a causa del diabete. Nel 2030 un adulto su 10 nel mondo si ammalerà di diabete e le morti premature, cioè di persone con meno di 70 anni saranno esattamente il doppio rispetto all’inizio del millennio. Se è vero che negli ultimi decenni la mortalità per cancro è diminuita, così come quella per molte malattie infettive, grazie per esempio all’introduzione dei vaccini, di malattie croniche, come patologie cardiovascolari e di diabete moriamo sempre di più.

L’OMS ha calcolato che nel 2012, si siano registrate 1.5 milioni di morti per diabete al mondo; numeri che devono spaventare, dal momento che la gestione di sempre maggiori quantità di pazienti in cronicità, oltre a incidere sulla…

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Hemafuse, il dispositivo low cost per l’autotrasfusione

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Poter contare su una trasfusione di sangue può fare la differenza fra sopravvivere e morire, e per chi vive in un paese a basso reddito, magari vessato da epidemie che richiedono importanti quantitativi di sangue, l’accesso a una trasfusione può non essere scontato.

Come fare quindi per assicurare quantità sufficienti di sangue nuovo anche in zone colpite da guerre ed epidemie? Un’idea innovativa è quella dell’autotrasfusione, cioè di “depurare” il proprio stesso sangue.

 È questo il meccanismo che sta alla base di Hemafuse, un dispositivo meccanico per l’autotrasfusione intraoperatoria che raccoglie il sangue proveniente da una emorragia interna, riconvertendolo in sangue da utilizzare in situazioni diemergenza. Il dispositivo è un semi-riutilizzabile e può essere utilizzato fino a 50 volte attraverso filtri monouso. Fra un utilizzo e l’altro il corpo principale del dispositivo viene sterilizzato.

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Health inequities in the European Region

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Europe is on track to achieve the Health 2020 target to reduce premature mortality from cardiovascular diseases, cancer, diabetes mellitus and chronic respiratory diseases by 1.5 percent annually until 2020. However, there are other challenges for the European Region, like those concerning health inequalities among countries.

Recently, WHO presented the Health Report 2015, published every three years, which aims to collect data from all the WHO databases concerning the main health topics. This edition has two goals: reporting on progress towards the Health 2020 targets in the Region so far, for instance on premature mortality linked to risk factors, life expectancy or the health coverage, and highlighting new frontiers in health information. Data are mainly taken from Health for All database, the Global Status of NCDs 2014 and the EU detailed Mortality database.

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