Diabete: nel 2030 colpirà un adulto su 10

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diabetes-528678_960_720 Il diabete di tipo 2 colpisce circa 60 milioni di persone in Europa, una cifra in crescita a livello mondiale. Crediti immagine: Pixabay.

APPROFONDIMENTO – Ogni 6 secondi una persona al mondo muore a causa del diabete. Nel 2030 un adulto su 10 nel mondo si ammalerà di diabete e le morti premature, cioè di persone con meno di 70 anni saranno esattamente il doppio rispetto all’inizio del millennio. Se è vero che negli ultimi decenni la mortalità per cancro è diminuita, così come quella per molte malattie infettive, grazie per esempio all’introduzione dei vaccini, di malattie croniche, come patologie cardiovascolari e di diabete moriamo sempre di più.

L’OMS ha calcolato che nel 2012, si siano registrate 1.5 milioni di morti per diabete al mondo; numeri che devono spaventare, dal momento che la gestione di sempre maggiori quantità di pazienti in cronicità, oltre a incidere sulla…

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Malattie non trasmissibili: ecco gli obiettivi per il 2025

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Nel 2012 le cosiddette malattie non trasmissibili (NCD), come cancro, diabete o malattie cardiocircolatorie, hanno mietuto 38 milioni di vittime, il 68% di tutte le morti registrate nel mondo nello stesso anno. Fra queste, 16 milioni le persone con meno di 70 anni e oltre l’80%, nei paesi poveri. A riportare questi dati è l’Organizzazione mondiale della sanità, all’interno del Global Status Report on noncommunicable diseases 2014, pubblicato di recente, che presenta i numeri delle NCD su scala mondiale e propone nove obiettivi che è necessario perseguire da qui al 2025.

PREMESSA: NOI RICCHI CE LA PASSIAMO DAVVERO MEGLIO?

Guardando i dati ci rendiamo conto che vi è un’importante distinzione preliminare da fare: quella fra i numeri della mortalità, che evidenziano senza mezzi termini la più banale delle intuizioni, e cioè che più un paese è povero, meno strumenti ha per far fronte anche all’assistenza sanitaria più semplice; e i dati invece che raccontano i diversi stili di vita degli abitanti del pianeta. Riguardo a questi ultimi, che comprendono per esempio il consumo di alcol, il fumo e l’alimentazione, il binomio “ricco è bene” va decisamente rivisto. In altre parole, i dati sulla mortalità non raccontano solo l’incidenza della malattia, ma anche la presenza o l’assenza di misure sanitarie adeguate a gestirla. Diverso è invece considerare la prevalenza di una patologia come per esempio il cancro, o stimare il numero di obesi o fumatori in percentuale sulla popolazione.
In molti casi non è nemmeno semplice classificare in maniera univoca se un paese è ricco o povero. A questo proposito l’OMS fa propria la definizione della World Bank, che il 1 luglio di ogni anno calibra i parametri quantitativi che identificano un paese rispettivamente come “high income”, con un RNL superiore a 12,7 dollari per persona, “low income”, con un RNL inferiore a 1 dollaro pro capite, e fra questi estremi “upper-middle income” e “low-middle income”.
Secondo questa classifica, i paesi considerati “ricchi”, fra cui figura l’Italia, per quanto mostrino un bassa probabilità di morire di NCD prematuramente, cioè fra i 30 e i 70 anni di età, stanno decisamente peggio se si osserva l’incidenza di alcol e fumo o la pressione sanguigna, in media molto più elevata nei paesi ricchi.

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Diabete: un nuovo portale made in San Raffaele

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240px-Blue_circle_for_diabetes.svg CULTURA – Un’informazione di qualità sul diabete e che arrivi direttamente ai pazienti, una ricerca che punti a un’alleanza con la società in cui è inserita e che sia il più traslazionale possibile. Questa in sintesi la missione del Diabetes Research Institute ( DRI ) dell’Ospedale San Raffaele di Milano, che ha da poco istituito un sito web per raccontare lo stato dell’arte sulla conoscenza e sulla cura del diabete, interamente dedicato ai pazienti, come ponte tra la ricerca scientifica più avanzata e chi desidera orientarsi nel gran mare delle notizie scientifiche. Il DRI nasce all’interno dell’Ospedale San Raffaele, nell’ambito degli investimenti di quest’ultimo nei settori strategici per lo sviluppo della conoscenza medica del prossimo futuro, in cui la ricerca sul diabete è ai primi posti.

“Quello che ci preme di più evidenziare – spiega Lorenzo Piemonti, deputy director del DRI di Milano – è che il nostro progetto ha…

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