Regno Unito: livelli di arsenico oltre le soglie negli alimenti per neonati

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Il processo di svezzamento ha aumentato di circa cinque volte l’esposizione dei bambini all’arsenico rispetto ai livelli riscontrati prima dello svezzamento. Crediti immagine: Alicia Voorhies, Flickr

APPROFONDIMENTO – Il 4 maggio scorso è apparso sulla rivista scientifica PLOS One uno studio condotto dai ricercatori dell’Institute for Global Food Security del Queen’s University a Belfast che riportava risultati allarmanti quanto alla presenza di elevati livelli di arsenico riscontrati in diversi alimenti per bambini nel Regno Unito. Gli scienziati hanno confrontato il livello di arsenico nei campioni di urina fra i neonati che erano stati allattati al seno e quelli alimentati artificialmente, prima e dopo lo svezzamento. Il risultato è che questi ultimi hanno mostrato maggiori concentrazioni di arsenico, in particolare fra coloro che erano stati nutriti con alimenti ricchi di riso, consigliati ai neonati con esigenze dietetiche come l’intolleranza al grano o ai latticini. Quasi la metà dei prodotti alimentari…

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Troppi farmaci pediatrici, per gli esperti ne basta la metà

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Sono 38 le tipologie di farmaci prescritte comunemente ai bambini in Lombardia, ma secondo gli esperti ne bastano 20 per curare le patologie più frequenti

38 tipi di farmaci prescritti ai bambini sono troppi. Per le patologie più diffuse ne basta la metà. Se seguissimo questa strada risparmieremmo tutti, sia le famiglie che il Servizio sanitario nazionale, la cui spesa farmaceutica pediatricacomplessiva si ridurrebbe almeno del 10%. Secondo uno studio condotto da un team dell’Istituto Mario Negri e pubblicato su Acta Paediatrica, nella sola regione Lombardia sarebbero 381 i medicinali  prescritti a pazienti pediatrici in soli due mesi di indagine, da aprile a giugno 2012, e 38 quelli maggiormente prescritti, dove parlando di farmaco si intende non il singolo medicinale ma la molecola, la sostanze attiva. Fra questi il 43% sono antibiotici, seguiti da antiasmatici (12%) e antistaminici (11%).

Il punto è che per ognuna di queste tipologie di farmaci, la scelta è molto ampia. Troppo. Secondo i ricercatori, infatti, questa varietà è superflua, perché basata non tanto sull’effettiva necessità d’uso, quanto piuttosto da ragioni di mercato – ci spiega Antonio Clavenna, farmacologo al laboratorio della salute materno-infantile dell’Istituto e coautore dello studio – o su questioni di second’ordine, come per esempio il fatto che un bambino preferisca il sapore di fragola o di menta.

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Adolescenti italiani e obesità: non mancano le politiche, ma scarsi risultati

OggiScienza

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APPROFONDIMENTO – Anche se i canali televisivi ci propinano sera dopo sera le storie di vita di giovani inglesi e americani extra-large che lottano contro il proprio peso, sono spagnoli, italiani e greci gli adolescenti più obesi d’Europa. Ad affermarlo è uno studio recentemente pubblicato da un gruppo di ricercatori dell’Università di Granada sulla rivista Pediatrics, che ha raccolto 3528 adolescenti di nove paesi europei.

L’approfondimento in dati e grafici di Cristina Da Rold.

Pubblicato con licenza Creative Commons Attribuzione-Non opere derivate 2.5 Italia.   
Crediti immagine: Marjan Lazarevski, Flickr

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