Gli infrarossi scoprono un Picasso segreto

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I fan di Harry Potter la chiamerebbero «La camera dei segreti». Un’analisi agli infrarossi ha infatti permesso ai ricercatori di scoprire che famoso quadro «La stanza blu» di Pablo Picassonasconde in realtà un altro quadro sempre dell’artista spagnolo.
Nel 1901, mentre dipingeva La Chambre Bleue, Picasso poteva essere descritto fondamentalmente come un diciannovenne spagnolo al suo secondo soggiorno parigino, provato per il recentesuicidio dell’amico Carlos Casagemas, sparatosi alla testa in un bar a causa di un amore infelice.
« È pensando che Casagemas era morto che mi sono messo a dipingere in blu» affermerà anni dopo lo stesso artista. È infatti il noto «periodo blu» che durerà dal 1901 fino al 1904, quando al colore del profondo cielo il giovane Pablo preferirà il rosa. Gli anni de «Il vecchio chitarrista» e di «La Celestina», molto prima delle celebri Demoiselles d’Avignon, realizzato nel 1907.

Oggi un team di scienziati ed esperti della Phillips Collection, a Washington, della National Gallery of Art, Cornell University e del Museo di Winterthur nel Delaware ha scoperto un dipinto nascosto sotto i colori accesi di The Blue Room, raffigurante una figura maschile con baffi e cravatta e che appoggia il viso sulla propria mano. Un filo nella vita di Picasso forse non ancora noto alle cronache.

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ILVA: risanamento un anno dopo

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È passato un anno dal decreto che affidava per tre anni al commissario Enrico Bondi, amministratore delegato della società, e al sub-commissario Edo Ronchi, già Ministro dell’Ambiente, le sorti del risanamento ambientale dell’Ilva di Taranto. Sebbene non siano ancora stati completati gli interventi più costosi, quello che è emerso il 19 giugno scorso a Roma alla presentazione il dossier Il risanamento ambientale dell’ILVA dopo un anno di commissariamento, organizzata dalla fondazione per lo Sviluppo Sostenibile, sembra chiaro: “L’Ilva è in via di risanamento ambientale – si legge nel comunicato stampa – ma per continuare servono risorse certe e sufficienti e poteri reali di commissariamento ambientale”.
Che cosa dunque è stato fatto in questo primo anno? E soprattutto, quali sono queste risorse di cui c’è bisogno per completare i lavori e dove si può attingere? “La situazione dell’Ilva oggi è incredibilmente migliorata – spiega Ronchi – ma due sono ancora i punti su cui dobbiamo lavorare: primo, necessitiamo di una disponibilità finanziaria complessiva di 550 milioni di euro entro il 2014 e di ulteriori 250 milioni entro la fine del 2015; secondo, servono poteri reali di decisione e di intervento di un Commissario per l’attuazione del DPCM”. Partiamo dalle buone notizie.
Come è emerso dalla Relazione sulla qualità dell’aria a Taranto nel 2013, resa nota dall’Arpa Puglia, tutte le stazioni della città hanno registrato un calo significativo delle medie annuali di Bap (Benzoapirene), una sostanza considerata cancerogena, portandole di molto al di sotto del valore desiderato, soprattutto nella stazione di via Machiavelli, dove si registravano i valori più alti di Bap nell’aria dell’intera area. Il valore si è ridotto infatti di 10 volte, arrivando a 0,18 nanogrammi/m3, dove l’obiettivo di qualità di legge è 1 nanogrammi/m3. Stessa tendenza si rileva anche per quanto riguarda gli IPA (idrocarburi policiclici aromatici), che compongono il particolato atmosferico.

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