Cingolani ce l’ha fatta: parte Human Technopole
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Il grande progetto per un “Umanesimo” tecnologico italiano ha levato ufficialmente le ancore. Oggi a Milano il Premier Renzi presenta ufficialmente la versione definitiva di Human Technopole, che riceverà un finanziamento di circa 150 milioni di euro l’anno per 10 anni, e che sorgerà nei luoghi di Expo Milano, coinvolgendo 1.500 persone in 30 mila metri quadri di laboratori.
Il grande polo scientifico tecnologico milanese che si focalizzerà sulla comprensione della correlazione fra nutrizione, genomica, invecchiamento e aspettativa di vita, nella direzione di quella che viene definita “medicina di precisione”. L’obiettivo generale del progetto è infatti quello di utilizzare la genomica, i Big Data e le nuove tecniche di diagnostica per sviluppare approcci personalizzati, sia mediche sia nutrizionali, per affrontare in particolare tumori e malattie neurodegenerative. E per metter capo a nuovi approcci di nutraceutica e di biotecnologie applicate all’agricoltura.
Il progetto si propone di realizzare, ogni anno, circa 2.000 screening genomici di individui sani per la prevenzione di malattie; altri 2.000 screening genomici di paziente con tumori per mettere a punto una stratificazione e individualizzazione delle cure; infine 1.000 screening genomici post mortem di pazienti con malattie neurodegenerative e 1.000 screening di biomaracatori per scopi diagnostici.
Donazione di organi: nel 2015 in 100 mila hanno detto sì
Cinesi in italia, è davvero integrazione?
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In questi giorni di elezioni a Milano si è parlato molto della comunità cinese e della sua copiosa partecipazione al voto cittadino, che sarebbe per molti, fra cui lo stesso Sala, il simbolo di un’integrazione che sta riuscendo. Ma elezioni a parte, possiamo parlare di vera e propria integrazione della comunità cinese nel nostro paese? Una risposta netta non c’è. Guardando i dati dell’ultimo Rapporto del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, sembra che l’integrazione della comunità cinese proceda oggi a due velocità: una comunità di immigrati ancora piuttosto chiusa se consideriamo gli indicatori statistici e con tassi di emigrazione sempre più alti, e una seconda generazione che viene in Italia a studiare e che sembra puntare dritta all’integrazione proprio attraverso la scuola.