Gli italiani che hanno fatto gli ERC

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Pochi mesi fa riportavamo i dati di un recente rapporto di ERC secondo cui, quanto a Consolidator Grants, nel novero dei vincitori del 2016 c’è sì poca Italia, ma ci sono tanti italiani. Siamo infatti al secondo posto su 39 paesi per nazionalità dei vincitori, mentre come progetti vincitori l’Italia staziona da qualche anno in ottava posizione.

Sembra quasi che a fare gli ERC Grants non sia tanto l’Italia, ma gli italiani, dal momento che solo il 46% dei connazionali che hanno vinto uno degli ambiti assegni europei lavora in Italia, mentre un buon 13% fa ricerca nel Regno Unito – che profuma sempre meno di ricerca europea – il 9% in Germania, il 7% in Svizzera, il 6% in Francia e un altro 6% in Olanda.

Se andiamo a vedere dove lavorano in Italia i vincitori, al primissimo posto troviamo il Politecnico di Milano, che ospita l’11% dei vincitori. Non dobbiamo stupirci granché di trovare un politecnico e non un’università al primo posto – e con notevole vantaggio sulla seconda istituzione in classifica – dal momento che la metà dei vincitori (il 51%) afferisce al comparto di scienze fisiche e ingegneristiche, un quarto alle Scienze della vita, mentre un quarto degli italiani risultati vincitori di ERC grants si occupa di Social Sciences and Humanities.

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Più tumori dove la qualità ambientale è bassa

Reblogged from Rivista Micron

Un nuovo studio rivela un’associazione tra l’esposizione prolungata a fattori ambientali dannosi (traffico, inquinamento dell’aria, eccetera) e l’incidenza del cancro negli Stati Uniti. I risultati – che confermano ancora una volta ciò che già sappiamo bene – emergono dalle pagine di Cancer. Il team di ricercatori della Chicago School of Public Health ha esaminato la situazione delle diverse contee statunitensi, quindi a un livello di dettaglio migliore rispetto agli studi su scala nazionale, in relazione a cinque “domini”: aria, acqua, terra, ambiente urbano e fattori sociodemografici, che determinano l’articolarsi della vita quotidiana degli abitanti, e dunque la loro esposizione a fattori inquinanti.
Comparando il quintile delle contee con una qualità ambientale peggiore con il quintile delle contee con qualità ambientale migliore è apparsa evidente la correlazione fra livelli di incidenza maggiore di cancro con il primo dei due quintili, sia negli uomini che nelle donne. I dati hanno inoltre indicato che l’incidenza diminuisce all’aumentare della qualità ambientale. In particolare, il cancro alla prostata e al seno sono i tumori che hanno mostrato la correlazione più evidente fra tassi di incidenza elevati e la scarsa qualità ambientale.
In media, considerando tutti i tipi di cancro, il tasso di incidenza è stato di 451 casi per 100.000 persone, mentre le contee con una scarsa qualità ambientale hanno mostrato un’incidenza di 39 casi in più sempre su di 100.000 persone – rispetto alle contee con elevata qualità ambientale.

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