Salute, ecco cosa cambierà con la legge di Stabilità 2015

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È notizia di questi giorni: secondo la Corte dei conti, senza importanti investimenti nel comparto sanitario, soprattutto per quanto riguarda l’assistenza domiciliare e territoriale, sarebbero a rischio addirittura i Lea, i Livelli essenziali di assistenza, in particolare nelle regioni del Sud. Risparmiare infatti non basta: è necessario – afferma la corte dei conti – reinvestire questi risparmi per riassorbire definitivamente il deficit.

A questo proposito la legge di Stabilità per il triennio 2015-2017, che ha visto la luce in Gazzetta ufficiale il 29 dicembre scorso, contiene molti punti che riguardano proprio l’ambito sanitario, dai contributi alle vittime da amianto ai finanziamenti per il potenziamento della salute pubblica. Un impegno ancora certamente sulla carta e non certo banale, dal momento che implica il dispiegamento e il coordinamento di molte forze in gioco, dai ministeri, all’Aifa, ad Agenas, solo per citarne alcuni.

Ecco le principali disposizioni.

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How technology can extend our senses

Reblogged from Science on the Net

Imagine that you are on the top of a mountain, looking at a beautiful panorama. Then imagine being able, thanks to modern technology, to read the names of the peaks you are watching, their altitude and the composition of their rocks. This ability is called augmented reality.

Actually, augmented reality is no longer a dream, but something concrete that we can have literally in our pockets. There are augmented reality apps for our mobile phones that enable us to digitally interact with historical monuments in our towns and villages. A glimpse of this can be seen with the famous Google Glass, which can give us traffic news, as well as updates on received messages. In other words, an enrichment of our sensory perception can be achieved through the augmentation of digital information, effectively extending our five senses. This is, and will be, a very powerful technology, and Italy is at theforefront of the research in this field.

VIRTUAL REALITY VS AUGMENTED REALITY

“There is a huge difference between what is called virtual reality and term augmented reality,” explains Stefano Messelodi, researcher at the Fondazione Bruno Kessler and among those who have taken part in the VENTURI Project, which focused on vision-enhanced augmented reality and ended in autumn 2014. “Virtual reality creates artificial environments that do not exist in reality and enables virtual subjects to move within them.” A good example of this research field is Euroversity, which is a tool designed to support the development of virtual world environments. “Augmented reality is another thing,” Messelodi continues. “It means the insertion of digital information into a real environment, and to ensure that this additional information is harmonized with the environment in which the user is located.” To sum up, augmented reality represents a natural enrichment and not an artificial substitution, thus deepening the environment around us.

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OCSE: ancora troppe disuguaglianze nella sanità italiana

Reblogged from Scienza in Rete Secondo quello che raccontano i dati, gli italiani non stanno male rispetto all’Europa, è il sistema sanitario a soffrire il peso di una spaccatura: quella regionale, che nella maggior parte dei casi ricalca l’asse nord-sud. Lo avevamo già annunciato lo scorso novembre, quando era uscito il Libro Bianco sulle disuguaglianze di salute in Italia redatto da un gruppo di epidemiologi guidati da Giuseppe Costa dell’università di Torino, che aveva dipinto basandosi anche sui dati Istat un’Italia che viaggia a diverse velocità, con un Sud che arranca sempre di più. Oggi, uno scenario simile lo tratteggia l’OCSE in un report pubblicato nei giorni scorsi proprio sulla qualità dell’assistenza sanitaria in Italia nel 2014, confermando ciò che da più parti era emerso in precedenza: la sanità italiana nel suo complesso non pecca di qualità, ma allo stesso tempo il federalismo sanitario evidenzia delle enormi falle.

TRA I PIÙ SANI D’EUROPA

Il primo aspetto è dunque positivo e l’OCSE lo afferma esplicitamente: “the health status of the Italian population is amongst the best across OECD countries and performance indicators display favourable results.” Gli italiani mostrano in media uno stato di salute migliore rispetto ai colleghi stranieri, a partire dall’aspettativa di vita: con i nostri 82,7 anni di aspettativa nel 2011, contro una media OCSE di 80,1 anni, siamo infatti terzi in classifica. Un risultato abbastanza rassicurante, ma che rivela subito una sua zona d’ombra se consideriamo che l’invecchiamento della popolazione porta con sé importanti conseguenze per il sistema sanitario nazionale. Anche su questo punto i numeri OCSE sono chiari: da qui al 2050 la percentuale di italiani con più di 80 anni passerà dal 6% del 2010 al 14% , portandoci al quinto posto in classifica fra i paesi OCSE più “vecchi”. Read More