Epidemiologia ambientale: cosa dobbiamo imparare dal caso di Gela

Reblogged from Rivista Micron

«Tra le cose che ci ha insegnato l’esperienza trentennale sull’epidemiologia ambientale nelle aree contaminate non trascurerei il fatto che se essa non si accompagna a strategie mirate di prevenzione primaria, rimane zoppa e non riesce ad andare lontano». Con queste parole Fabrizio Bianchi, responsabile dell’unità di epidemiologia ambientale dell’Istituto di Fisiologia Clinica del CNR, apre la riflessione sullo stato dell’arte intorno al caso di Gela, in occasione della ventottesima edizione della Conferenza Internazionale di Epidemiologia Ambientale che si è tenuta a Roma nei giorni scorsi.
Il caso di Gela, in Sicilia, è emblematico di una situazione che accomuna diverse aree del nostro Paese, dove dopo cinque decenni di contaminazioni documentate ad un certo punto si sono interrotti i processi produttivi inquinanti ma non sono state attuate misure di bonifica definitive per invertire la rotta. È stata a lungo richiamata la necessità di studi eziologici e di azioni di prevenzione primaria ma poco o niente è stato fatto su questo piano.

Read More

Ecco come le piante hanno imparato con l’evoluzione a non sprecare energia

Reblogged from Rivista Micron

In molti ritengono che le alghe – per la loro elevata efficienza nel trasformare la luce in energia – saranno il cibo e la sorgente di biocombustibili del futuro, una risorsa da sfruttare in uno scenario in cui ci saranno sempre più bocche e la distribuzione del cibo sarà via via sempre più disuguale. Un vantaggio tutt’altro che piccolo: una certa superficie di alghe produce 50 volte l’energia che produrrebbe la stessa superficie coltivata a mais. Per contro gli investimenti iniziali per la costruzione dei fotobioreattori dove crescono le alghe sono più elevati rispetto alle coltivazioni tradizionali con la necessità di ottenere il massimo rendimento specifico.
L’algologia sperimentale è una scienza recente e ancora in via di sviluppo, una delle domande fondamentali a cui si cerca di rispondere è perchè nei fotobioreattori, dove le alghe sono molto concentrate, di fatto crescono meno di qanto ci si aspetta e “sprecano” energia luminosa. Anche le piante hanno concentrato la loro fotosintesi, localizzandola nelle foglie, ma se la cavano molto meglio.

Read More

 

16 settembre: Scienza e salute tra informazione e disinformazione! (ancora dei posti liberi!)

Avatar di gruppodellozuccherificioGRUPPO DELLO ZUCCHERIFICIO

cristina da roldDopo il grande successo dell’edizione 2015, anche quest’anno il Grido della Farfalla propone un workshop dedicato ai giornalisti (e ai curiosi) . Il 16 settembre dalle 9 alle 16, presso il palazzo Comunale a Ravenna, ingresso in via Garatoni 1, nella sala corsi, si terrà la giornata di formazione dal titolo: “Scienza e salute tra informazione e disinformazione”. I partecipanti prenderanno in esame alcuni casi di studio che hanno avuto grande impatto sull’informazione per verificarne la validità scientifica, partendo da fonti e metodi di analisi, per presentare e comunicare in modo corretto anche ai non esperti. Il corso è a cura di Cristina da Rold, giornalista freelance, collaboratrice nell’ambito comunicazione/social media per l’Ufficio Italiano dell’Organizzazione Mondiale della Sanità e membro di datajournalist.it

Il corso è gratuito e fornisce i crediti di formazione permanente. Per registrarsi utilizzare la piattaforma dell’ordine dei giornalisti o prenotarsi via mail all’indirizzo gruppodellozuccherificio@gmail.com.

 Il programma del corso…

View original post 5 altre parole

Vantaggi e rischi del coinvolgimento del paziente in sanità

Reblogged from Il Sole 24 Ore Sanità

Mettere al centro dei processi sanitari – clinici o di ricerca – il paziente, o comunque il cittadino, è oggi un punto centrale della pianificazione sanitaria. Si parla di shared decision making, di patient reported outcomes, di patients advisory boards, ma sta di fatto che l’acquisizione del punto di vista mancante del diretto interessato, vale a dire il malato, “è un’equazione ancora irrisolta e piena di aree oscure da riempire” spiegaAntonio Addis, del Dipartimento di Epidemiologia della Regione Lazio nel più recente approfondimento del progetto Forward, integrato alla rivista mensile indicizzata Recenti Progressi in Medicina, approfondimento dedicato proprio al coinvolgimento del paziente in sanità, fra vantaggi e rischi.

Porre il paziente al centro del processo significa da una parte responsabilizzarlo, includendolo all’interno dei processi decisionali, e rendendolo dunque un attore più “forte” sulla scena, dall’altra può implicare per lui un’enorme vulnerabilità, spiega nel suo intervento Chiara Rivoiro, dell’Università di Torino. Negli ultimi quarant’anni abbiamo assistito a una grande rivoluzione che ha visto il malato sempre più al centro dei processi, soprattutto grazie alla rete che ha contribuito ad avvicinare malati, medici e informazione. Il processo però non è ancora terminato, e porta con sé importanti questioni da dirimere.

Read More