Reblogged from Rivista Micron

In molti ritengono che le alghe – per la loro elevata efficienza nel trasformare la luce in energia – saranno il cibo e la sorgente di biocombustibili del futuro, una risorsa da sfruttare in uno scenario in cui ci saranno sempre più bocche e la distribuzione del cibo sarà via via sempre più disuguale. Un vantaggio tutt’altro che piccolo: una certa superficie di alghe produce 50 volte l’energia che produrrebbe la stessa superficie coltivata a mais. Per contro gli investimenti iniziali per la costruzione dei fotobioreattori dove crescono le alghe sono più elevati rispetto alle coltivazioni tradizionali con la necessità di ottenere il massimo rendimento specifico.
L’algologia sperimentale è una scienza recente e ancora in via di sviluppo, una delle domande fondamentali a cui si cerca di rispondere è perchè nei fotobioreattori, dove le alghe sono molto concentrate, di fatto crescono meno di qanto ci si aspetta e “sprecano” energia luminosa. Anche le piante hanno concentrato la loro fotosintesi, localizzandola nelle foglie, ma se la cavano molto meglio.

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